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Tre allegri ragazzi morti + Gli angeli che si divertono (foto di Salvatore Marando)

9323088156_84da977c54_cCome ormai è noto a tutti, la scena musicale italiana è dominata dalle tendenze che impazzano tra i giovani e dai talent show che sfornano nuovi artisti ogni giorno, chi realmente talentuoso, chi meno. E poi ci sono quei gruppi che non cambiano mai e vanno oltre le mode del periodo: è il caso dei Tre allegri ragazzi morti, ospiti in questa sera di luglio della Rassegna Ausgang all’Angelo Mai Altrove di Roma. L’unica nota di demerito della serata sarà appunto la location: davvero troppo costretta per uno show del genere, ha portato chi scrive (nonostante fosse seduto sulle gradinate in fondo alla sala) a sentirsi come in una fornace. Nonostante l’eccessivo calore, un buon numero di spettatori affolla il locale già all’apertura delle porte, alcuni dei quali con tanto di maschera simile a quella uscita dalla matita di Davide Toffolo, disegnatore e fumettista oltre che frontman dei ragazzi morti.

Ad aprire le danze ci pensano Gli angeli che si divertono, progetto musicale del chitarrista Luca Cartolano, accompagnato sul palco da Simone Olivieri al synth. Le canzoni che propongono i due provengono dalla loro ultima fatica, che sarà presentata ad ottobre, come Cartolano stesso ha annunciato durante l’esibizione. I cinque brani eseguiti hanno portato ad un’esibizione buona, anche se alla lunga il sound è risultato ripetitivo e ridondante.

9320408861_f949290d20_cPoco prima delle 11.15 fanno il loro ingresso in scena due dei ragazzi morti più un ragazzo “vivo”, Andrea Maglia, chitarrista d’accompagnamento per i live e unico componente privo di maschera. I tre, con una breve intro strumentale, accolgono sul palco il già citato frontman Davide Toffolo, che da subito scalda il pubblico. La combo di brani iniziali manda in delirio la giovane folla, che canta e si diverte sulle note di “Puoi dirlo a tutti”, “La faccia della luna” e “La mia vita senza te”. Lo spettacolo procede tiratissimo, con pochi brevi intermezzi, percorrendo brani tratti dall’ultimo album, “Il giardino dei fantasmi”, oltre ai classici del gruppo. Il punto più alto dello spettacolo viene toccato durante “Il mondo prima”, durante il quale il pubblico si scatena e quasi sovrasta cantando la voce del singer. Il calore del pubblico, sia fisico che metaforico, si sente eccome e Toffolo non perde occasione per ringraziare alla fine di ogni brano. E ancora, dopo una breve pausa (contorniata da un coro di ‘vaffa’ per convincere il gruppo a tornare sul palco) e un altrettanto breve siparietto da parte del frontman, si torna a saltare e ballare su alcune delle canzoni storiche dei ragazzi morti, come “Francesca ha gli anni che ha”, in un’esplosione di vitalità che ben pochi concerti sanno dare. Da rimarcare la performance del batterista Luca Masseroni, mai in affanno, preciso e potente nel pestare le pelli, e quella del bassista Enrico Molteni, che ha offerto la solida base su cui si è andata ad architettare tutta l’esibizione. Tutto il gruppo ha però espresso uno spettacolo entusiasmante e ha dimostrato un forte affiatamento, rendendo partecipi gli astanti di una serata divertente e appagante che resterà sicuramente impressa nella memoria.

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Questi tre ragazzi (o meglio, quattro) hanno dimostrato di essere tutt’altro che “morti”, e hanno sottolineato ancora una volta di essere uno dei capisaldi di quella musica italiana che si distacca dai canoni dell’ideale moderno, rappresentata dal simpatico faccione di Elio, dal triplo microfono di Samuel, e dalle maschere dei Tre allegri ragazzi morti. Voi potete chiamarli, se volete, ragazzi persi.

Si ringrazia Christian D’Eramo per la recensione.

Gli angeli che si divertono


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Tre Allegri Ragazzi Morti


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