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Frammenti FWD_ REVERSE 2013: VINICIO CAPOSSELA presenta LA BANDA DELLA POSTA

Semintesta associazione culturale

presenta

Frammenti FWD_ REVERSE 2013

 

[XIII edizione]

 

dal 5 all’8 Settembre 2013

Parco di Villa Sciarra, Frascati (Rm)

 

COMUNICATO STAMPA

 

DOMENICA 8 SETTEMBRE

VINICIO CAPOSSELA presenta

LA BANDA DELLA POSTA

VINICIO CAPOSSELA

 

Dal 5 all’8 Settembre 2013 arriva la tredicesima edizione di Frammenti 2013, festival ideato e realizzato dall’associazione Semintesta. L’ultima serata del festival sarà caratterizzata da uno degli eventi principali di quest’edizione: il concerto di Vinicio Capossela con la Banda della Posta.

 

Vinicio Capossela, artista eclettico tra i più affermati e apprezzati nel panorama musicale italiano, suonerà a Frammenti per un evento eccezionale. Accompagnato dalla Banda della Posta, formazione musicale folk dall’eco popolare, Capossela suonerà i suoi brani con l’unico obiettivo di far ballare tutti i presenti. Vinicio Capossela, che per questo suo tour ha scelto di girare esclusivamente per paesi e festival di Provincia, ha scelto proprio Frammenti come tappa romana.

 

Il tema della tredicesima edizione sarà: Reverse.               

Reverse inteso come il rovesciamento dello sguardo, come cambiamento di prospettiva, come  rivoluzione mentale. Reverse significa guardare le cose che ci circondano mediante una nuova prospettiva, significa compiere uno sforzo di immaginazione, di proiezione in avanti. E lo sguardo in avanti è divenuto con il termine FORWARD-FWD un’appendice di tutto il percorso progettuale di Frammenti. E come un disco musicale, Frammenti ha premuto il tasto in avanti. Adesso è venuto il momento di girare il disco, di ascoltare l’altro lato del vinile, provare ad ascoltare il b-side. E non si tratta di scovare una traccia nascosta o sommersa, ma di aprirsi a una nuova fruizione, a un nuovo ascolto, a una nuova onda. E’ venuto il momento di cambiare, di rovesciare il mondo. Mettere mano su ciò che ci appartiene. Prendersi cura del mondo e delle cose che ci circondano. Occuparsi degli aspetti che riteniamo a nostro modo belli. Disegnare con le nostre mani il paesaggio che ci circonda. Far parte del cambiamento in maniera attiva, lungimirante, consapevole.

 

VINICIO CAPOSSELA

Vinicio Capossela (Hannover, 14 dicembre 1965) è un cantautore, polistrumentista e scrittore italiano. Nato in Germania, da genitori di origine irpina (il padre, Vito, è di Calitri, la madre di Andretta), viene chiamato Vinicio, pur non essendo questo uno dei nomi della tradizione familiare, come omaggio al celebre fisarmonicista Vinicio, autore di molti dischi per la Durium negli anni sessanta, di cui il padre è fan. Torna poco dopo in Italia con la famiglia. Cresce artisticamente nei circuiti underground dell’Emilia-Romagna, fino ad essere notato e lanciato da uno dei massimi esponenti contemporanei della musica d’autore, Francesco Guccini. Vive a Milano. Il nuovo millennio lo avvicina molto alla sua terra d’origine, l’Irpinia, e questo amore reciproco con la gente del luogo si concretizza con la cittadinanza onoraria concessagli dal comune di Calitri. Debitore nella sua visionarietà poetica verso gran parte della letteratura del Novecento, Capossela ha anche scritto alcuni libri, tra cui Non si muore tutte le mattine, uscito nel marzo 2004.

Banda della Posta

Lo sposalizio è stato il corpo e il pane della comunità. Il mattone fondante della comunità. Veniva consumato con il cibo e con la musica. Una specie di eucarestia in cui la nuova coppia veniva ingerita dalla comunità che gli si stringeva intorno avvolgendola di stelle filanti nell’ultimo, infinito ballo dei “ziti” (che così si chiamano tanto gli sposi quanto la pasta). La musica aumentava vorticosamente di ritmo fino ad assorbire la coppia che finiva per girare avvolta come uno spiedo in una girandola colorata di fili di carta. A quel punto era digerita e pronta per generare e rinnovare la comunità. Questa musica che accompagnava il rito era musica umile, da ballo, adatta ad alleggerire le cannazze di maccheroni e a “sponzare” le camicie bianche, che finivano madide e inzuppate, come i cristiani che le indossavano.  Un repertorio di mazurke, polke, valzer, passo doppio, tango, tarantella, quadriglia e fox trot, che era in fondo comune nell’Italia degli anni ‘50, ‘60, e che si è codificato come una specie di classico del genere in un periodo nel quale lo “sposalizio” è stato la principale occasione di musica, incontro e ballo. Poi le tastiere elettroniche hanno preso il sopravvento e gli sposalizi sono diventati matrimoni. L’aria condizionata è entrata in un altro genere di ristorazioni in cui la musica è diventata una specie di dessert più parente del liscio che dell’epoca mitica dei mantici, dei violini e delle farfisa. A Calitri, in alta Irpinia, negli anni in cui è esistita una comunità, che è poi finita frantumata nelle migrazioni che sono state il sangue vivo dello sviluppo, questa comunità si è rinnovata e celebrata in un luogo cardine del paese: la “casa dell’Eca”. Nei racconti della mia infanzia si è trasformata in “casa dell’Eco”. La casa dove nasceva l’eco. Eco della musica, degli schiamazzi, delle burle, delle feste, luogo del pantheon dei personaggi mitici che fanno una comunità in cui si viene ribattezzati e realmente ri-conosciuti, nel soprannome che la comunità stessa impone, in luogo della chiesa. Da qualche decennio la casa dell’Eco tace, e l’unico eco che si spande è quello dei racconti. Se ci si appendessero dentro le fotografie di tutte le coppie sarebbe un sacrario di guerra. Giovani con la divisa nuziale che andavano ad affrontare, sparacchiando, la vita, dopo la sparecchiatura dei tavoli della casa dell’Eca. Qualche anno fa, un gruppo di anziani suonatori di quell’epoca aurea non priva di miseria, ha preso l’abitudine di ritrovarsi davanti alla posta nel pomeriggio assolato. Avevano l’aria di vecchi pistoleri in paglietta. A domandargli cosa facessero appostati davanti a quell’ufficio postale, rispondevano che montavano la guardia alla posta, per controllare l’arrivo della pensione. Quando l’assegno arrivava, sollevati tiravano fuori gli strumenti dalle custodie e si facevano una suonata. Il loro repertorio fa alzare i piedi e la polvere e fa mettere a ammollo le camicie sui pantaloni. Ci ricorda cose semplici e durature. Lo eseguono impassibili e solenni, dall’alto del migliaio di sposalizi in cui hanno sgranato i colpi. Hanno nomi da gloria nella polvere: Tottacreta, Matalena, il Cinese, Parrucca. Il più impassibile di loro non aveva nemmeno bisogno di un soprannome, tanto era lapidario il nome originale: Rocco Briuolo. Ora Rocco è andato a suonare “due Paradisi” tra i santi che ha dipinto come fossero suoi compari. Tra santo Canio e santo Liborio. Ora può, come nella vecchia canzone, dire a san Pietro guardando giù, che “il Paradiso nostro è questo qua”. E con ragione, perché la sua umanità, il suo violino e il suo pennello, hanno portato un poco di divino in noi, che l’abbiamo conosciuto. La sua “Banda della Posta” lo accompagna con la filosofia nella quale è vissuto: un lavoro ben fatto, che non si prende mai sul serio.  A lui è dedicato questo disco fatto di racconti in musica, cic’ tu cic’ e bottaculo.  A quadriglie, a cinquiglie, fino all’incontrè.

Nella fasce che precedono e seguono i concerti principali ogni giorno si esibiranno i gruppi emergenti che hanno partecipato presso il centro culturale Farenight Social Club al concorso Frammenti Musica Live 2013, nato per offrire un’occasione di visibilità importante per i musicisti esordienti che si troveranno così ad aprire i concerti degli artisti principali.

Biglietto unico (valido per tutte le serate del festival) 20€  / 25 € + d.p.

Quattro ingressi per quattro serate con un solo biglietto che va dai 20€ ai 25 € Frammenti continua la promozione del biglietto unico. Un biglietto che dà la possibilità di assistere a tutte le serate di Frammenti. Un modo per poter partecipare e vivere a pieno l’atmosfera del festival.

I biglietti sono disponibili sui circuiti abituali

Apertura cancelli ore 19.00 / Inizio spettacolo ore 21.00

Frammenti FWD_Reverse 2013

Parco di Villa Sciarra – Via Don Bosco 8

Frascati (Rm)

Info

info@semintesta.it

www.semintesta.it

mobile: 3932300583

mail: info@semintesta.it

web: www.semintesta.it

hashtag: #frammenti #frammentireverse

youtube: semintesta

twitter: semintesta


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