Home / Dischi / Newsted – Heavy Metal Music (Chophouse Records, 2013) di Daniele Dominici

Newsted – Heavy Metal Music (Chophouse Records, 2013) di Daniele Dominici

newsted-heavy-metal-music-album-coverCorreva l’anno 1986. Un tour bus in Svezia si ribalta probabilmente a causa di una lastra di ghiaccio sull’asfalto. A farne le conseguenze tra tutti gli inquilini del mezzo, un ragazzo di 24 anni, bassista, astro nascente di una delle band in quel momento all’apice creativo della carriera, iniziata ad onor del vero ‘soltanto’ cinque anni prima. La morte di Cliff Lee Burton, strumentista degli allora precocissimi Metallica, innescò un vortice situazionale talmente esteso da protrarre forti echi anche nel presente. Dopo l’incidente di Ljungby, il terzetto rimanente dei Four Horsemen si trovò dinanzi l’ annoso dilemma sul proseguire un percorso talmente ispirato da non dover ricorrere alla preveggenza per inscriverlo come radioso, oppure ritirarsi dopo aver stravolto il panorama internazionale con album del calibro di Kill Em All (1983 ndr) o il miliare Master of Puppets (1986 ndr).

La scelta i posteri la conoscono molto bene: dopo mesi di ricerche più o meno coscienti (la parabola emotiva dell’elaborazione del lutto toccherà tappe molto controverse), la   scelta per sostituire Burton cade su un giovane bassista del Michigan, Jason Newsted, un virtuoso ragazzino già noto agli addetti ai lavori come pilastro portante della thrash  metal band Flotsam and Jetsam (all’epoca autrice di un solo lavoro, Doomsday for the Devicer ndr). Seguiranno fasi alterne durante la parentesi Metallichiana: il nonnismo  subito per conto di Hetfield e Ulrich durante la stesura di …And Justice for All, le vette stellari del Black Album, le critiche dei fan per i controversi Load e Reload ed infine la  dipartita annunciata allo scoccare degli anni 2000 a causa di divergenze sui progetti paralleli dello stesso Jason..

Fin lì,  Newsted a tutti gli esperti del settore era sembrato come un povero cane bastonato: doti spiccate, buona personalità, grande attitudine al genere, ma sempre tanto scetticismo da parte dei ‘padroni’ della creatura, il duo Hetfield-Ulrich, troppo occupati forse a salvare se stessi da un lutto eufemisticamente grande per elaborare lo stesso con un semplice ‘rimpiazzo’.

Ma l’ormai adulto Jason, era già pronto a dimostrare che il suo interesse spassionato non era concentrato tanto sullo show business (nel frattempo i Metallica erano diventati una multinazionale fredda e severa), piuttosto sulla‘mera’ espressione dell’estro musicale. Erano arrivate, tra le altre, le collaborazioni con Echobrain e Voivod, questi ultimi annoverati tra le più influenti heavy metal band canadesi, a voler rinforzare il principio del ‘mi piego ma non mi spezzo’, alla base dell’etica Newstediana.Newsted

Ultimo atto di questa rinascita è Heavy Metal Music, prodotto da Jason stesso e distribuito per Chophouse Records a partire dal 6 Agosto scorso, anticipato da un intrigante EP un mese prima. A saltare immediatamente all’occhio è ancora una volta  la poetica del bassista di Battle Creek: è imprescindibile dare vita alle proprie intuizioni musicali. Non importa chi siano gli artefici, l’importante è l’idea alla base, l’impronta indelebile. Proprio per questo i restanti componenti della band sono più che altro mestieranti della scena, noti probabilmente soltanto agli addetti ai lavori. Troviamo a tal proposito (oltre allo stesso Newsted, che è anche voce) Jesus Mendez Jr.  alla batteria, Jessie Farnsworth, chitarra e cori e infine Mike Mushok,  chitarra solista, unica faccia conosciuta, ad onor del vero, a causa della decennale militanza in uno dei gruppi di punta per l’alternative statunitense, gli Staind.

Il nocciolo duro della produzione deriva da un sincretismo di melodie similari ma mai identiche, tutte accomunate da un secondo credo ortodosso alla base del disco: creare Metal fondendolo dalle varie esperienze professionali del solista. Ne derivano l’energica Heroic Dose, incanalata con malizia su binari stoner; la deliziosamente thrash Soldierhead, un compendio adrenalinico di tutte le lezioni apprese nel corso degli anni da parte di Newsted: dalla carica di Whiplash (da Kill Em

1359793112mzdAll ndr), sino alle ‘riffiche mazzate’ dei Flotsam and Jetsam, concludendo con la vena ispirata dei Voivod. I testi non appaiono mai troppo elaborati o introspettivi; d’altronde, come accennato poco sopra, non è il copione a dare ampio respiro al progetto, ma la maniera in cui lo sceneggiato comunica credibilità al pubblico. Quindi non importa se in brani come ..As The Crows Flies e Ampossible il ritmo cala vistosamente (nel primo il marchio-Voivod spicca in maniera distinta): la matrice non cambia, la pesantezza nemmeno, tantomeno la corposità della materia musicale. Newsted, a differenza di molti colleghi, non intende usare la propria fatica solista come vetrina opaca nella quale esibire gioielli lucidati incautamente (assoli di basso possiamo anche scordarceli) , piuttosto con un bagaglio d’umiltà più che ammirevole, vuole guidarci con perizia nei meandri del ‘metallo pesante’ d’autore, riservandosi il ruolo di deus ex machina.
Vertice alto della composizione, la track numero sette King of The Underdog, manifesto autobiografico neanche troppo celato della voglia di rivalsa personale incamerata da ‘Jasonic’ (soprannome storico del bassista). Il crescendo iniziale è seguito da un  liberatorio ‘C’mon!!’ (atto a scatenare le seppur modeste doti vocali del buon Newsted), che ci traghetta violentemente in un riff da headbanging old style. Non manca nemmeno l’accellerata improvvisa in coincidenza del ritornello. Questo schema ci accompagnerà sino alla conclusione di un brano che definire energico è dannatamente riduttivo. Basti pensare che a rendere il tutto ancora più omogeneo, vi sono due tributi ai già più volte citati Metallica nascosti accuratamente ad inizio e fine brano: gli ululati ripresi dal brano Of Wolf And Man (nei live era proprio lo stesso Jason ad eseguirli) e le risate diaboliche tratte direttamente dalla pietra miliare Master of Puppets. Il resto del disco è un amalgama di buone intuizioni: Kindevillusion, dall’atmosfera intrigante e graffiante (un pizzico di Sodom) e la macabra Nocturnus (Ozzy? Coronata da un solo modesto ma ben inserito), ricca di spunti interessanti anche se mai spiazzante.

Forse non è abbastanza questo Heavy Metal Music per risolvere l’annosa questione sulle capacità effettive del sicuramente sottovalutato Jason Newsted. Piuttosto l’album appena analizzato ci permette di riconoscere all’ex membro dei patinati Metallica, quanta inventiva abbia ancora nel cassetto il nativo di Battle Creek dopo le tante esperienze ottenute in carriera oltrei Four Horsemen (forse quella che paradossalmente gli ha reso meno giustizia).

Nonostante strutture semplici e stilemi già sentiti e risentiti, il disco ha il merito di non stancare quasi mai chi lo ascolta e anzi di riconciliare i fan con un genere troppo spesso portato agli estremi margini per poter essere riapprezzato davvero dai fruitori di musica.

Tracklist:
1. Heroic Dose
2. Soldierhead
3. …As the Crow Flies
4. Ampossible
5. Long Time Dead
6. Above All
7. King of the Underdogs
8. Nocturnus
9. Twisted Tail of the Comet
10. Kindevillusion
11. Futureality


Commenti

Click here to connect!