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Wait Hell In Pain – Wait Hell In Pain EP (Autoproduzione, 2013) di Simone Vinci

La band romana dei Wait Hell In Pain, WHIP, esce allo scoperto, per la prima volta, con questo EP di 3 tracce. La band, fondata nel 2011, ha raggiunto la sua formazione definitiva solo nel Febbraio del 2013, con l'ingresso degli ultimi membri. Il tempo di scrivere qualche traccia e sono subito entrati in studio. I WHIP, a partire dal classico logo che ha ogni gruppo del genere, si presentato come una Metal Band all'italiana: una voce femminile, chitarre, basso e batteria. L'immagine in copertina sembra presa da un videogioco e modificata per non farla sembrare tale, inserendo sulla…

Score

CONCEPT
ARTWORK
POTENZIALITA'

Conclusione : Scontato

Voto Utenti : 2.48 ( 2 voti)
whip

La band romana dei Wait Hell In Pain, WHIP, esce allo scoperto, per la prima volta, con questo EP di 3 tracce. La band, fondata nel 2011, ha raggiunto la sua formazione definitiva solo nel Febbraio del 2013, con l’ingresso degli ultimi membri. Il tempo di scrivere qualche traccia e sono subito entrati in studio.

I WHIP, a partire dal classico logo che ha ogni gruppo del genere, si presentato come una Metal Band all’italiana: una voce femminile, chitarre, basso e batteria. L’immagine in copertina sembra presa da un videogioco e modificata per non farla sembrare tale, inserendo sulla copertina del libro il logo della band. Per il resto, l’artwork fa un bell’effetto, per quanto scontato.

Come scontate, secondo noi, sono le tracce contenute nell’Ep, in cui si sente l’esperienza maturata dei musicisti, nonostante la poca invettiva, causata, forse, da una formazione ancora non ben rodata, vista la recente formazione, così come è chiara la poca personalità nella voce di Kate Sale, la frontwoman, che spesso si perde sotto i tappeti di chitarre. Parlando delle singole tracce, l’EP, si apre con Delirium, un brano il cui intro sembra preso da uno di quei riff che vengono messi come sigla dei corsi di chitarra in DVD. Una cosa vuota ed accademica, insomma. La voce si perde sotto quei riff, almeno fino alla fine della prima strofa. In Forbidden sono più evidente i problemi legati alla frettolosa cura delle tracce in fase di missaggio. A volte la voce si scollega dalla traccia musicale, soprattutto mentre entra e mentre esce dall’effetto “megafono”, i volumi degli strumenti cambiano in maniera repentina, facendo risultare il tutto un po’ scollato, come se mentre uno suona, gli venisse spento l’amplificatore, per dare una idea. Go Away ha lo stesso identico problema, ma ancora più accentuato: parte un chitarra solista, che prima cresce, ma che dopo la prima battuta inizia a scendere di volume, per poi sparire sotto una seconda chitarra, che a sua volta, viene coperta da un riff di una semi acustica, che a sua volta lascia spazio al tema principale della canzone, sempre scemando di volume in maniera quasi insensata. Come insensato, a volte, è anche l’uso improprio di effetti sulla voce su ogni singola traccia, che contribuisce a nascondere la personalità della cantante.

Insomma, non si può di certo dire che sia la migliore opera prima, ma, per fortuna, nemmeno la peggiore. I WHIP risultano, forse proprio per la troppa fretta di far uscire un lavoro, scontati e approssimativi. Il missaggio mostra delle imprecisioni, nonostante chi scriva non abbia dubbi sulle capacità del fonico. Un gruppo come tanti altri dello stesso genere, che non aggiunge nulla di nuovo nel panorama Metal romano, almeno per ora. Speriamo che già dal prossimo lavoro, chi scrive, possa essere smentito.

Tracklist

1. Delirium

2. Forbidden

3. Go Away


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