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CHITARRISMI #1 Adriano Viterbini vs Gionata Mirai @Circolo degli Artisti, Roma (Teso e foto di Simone Giuliani)

_DSC7188Questa sera al Circolo degli Artisti si è svolta la prima edizione di “CHITARRISMI” un evento organizzato in collaborazione da “Bomba Dischi” e “Woodstroke” dedicato agli appassionati di tutto il mondo della sei corde. Si comincia con il market/expo di diversi artigiani e costruttori di chitarre, pedali ed effetti provenienti da ogni parte d’Italia che danno la possibilità al pubblico di provare e testare i loro gioielli.
La chitarra è uno strumento relativamente semplice da suonare basta poca pratica e in poco tempo si possono fare già le cose più semplici. È anche uno strumento poco costoso e molto versatile, per questo molto diffuso. Tuttavia ci sono persone che sanno suonare questo strumento così bene fino al punto di travolgerti in un vortice di note e accordi eseguite in così rapida sequenza quasi da farti venire un capogiro. Tra queste persone ci sono senza ombra di dubbio Adriano Viterbini e Gionata Mirai entrambi fuori da poco con i loro rispettivi progetti solisti. Questa sera suoneranno prima in solitaria presentando i loro lavori e poi insieme sul palco per l’evento clou della serata. Il primo a salire è Mirai con la sua chitarra a 12 corde in fingerpicking. Il suo disco si chiama Allusioni e i brani che man mano esegue evocano sensazioni. Il chitarrista mantovano smuove le viscere degli ascoltatori e le parole non servono per esprimere l’intensità delle emozioni, ma bastano invece le sole 12 corde di una chitarra che in mano a Gionata generano intrecci di melodie senza il bisogno di nessun altro strumento._DSC7246
Terminata la sessione di Mirai è il turno di Viterbini: “Goldfoil” è il nome del suo disco da solista, uscito a marzo di quest’anno. Live intimo ad alto contenuto emozionale, in cui Adriano racconta il suo grande amore per il blues minimale. Si passa da Ry Cooder e Jack Rose fino alla musica africana. Adriano cambia più volte chitarra, ne ha 3 sul palco, ma i suoni sono sempre imbevuti di blues del Delta in tutte le sue note quale che sia la chitarra che sta imbracciando in quel momento. Il musicale viaggio si dipana nelle traccie successive dove convergono attitudini roots, visioni desertiche e persino suggestioni tuareg. Tutto rigorosamente strumentale, intimo ed evocativo.
Finite le sessioni individuali i 2 chitarristi si ritrovano sul palco per un duo da urlo. Cominciano a suonare, giocare e divertirsi tra loro. Nonostante l’alto livello tecnico messo in mostra si muovono con disinvoltura e naturalezza, senza sbavature o incertezze. Gionata, come _DSC7331sempre, completamente assolto e ad occhi chiusi si fa trascinare dalle melodie e trascina, insieme a Adriano, tutto il pubblico che non può far altro che godersi questo momento unico. Tanto di cappello a questi chitarristi che, nonostante la notorietà raggiunta e non avendo più nulla da dimostrare, sono tornati alle loro rispettive origini e con molta umiltà si sono messi in gioco in prima persona. Hanno espresso tutto il loro potenziale, soprattutto Gionata che “nascosto” in quella perfetta macchina da guerra quale è Il Teatro Degli Orrori ha potuto mettere in evidenza le sue già note e indubbie qualità. Viterbini, invece, non fa blues “è” il blues e loro non sono due chitarristi ma sono “i Chitarristi” con la C maiuscola.


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