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the WOWs – War on Wall Street (Autoproduzione, 2013) di Fabrizio Necci

Arrivano da Verona, sono attivi dal 2008, e si presentano al grande pubblico nel 2013 con un album autoprodotto: parlo dei the Wows, quintetto energico e giovane, fortemente legato alla tradizione rock inglese e americana. War on Wall Street potrebbe inizialmente far pensare ad un album pregno di contenuti rivoluzionari, in stile RATM, ma emerge invece una grande voglia di raccontare esperienze di vita e storie d'amore presumibilmente passate. I nove pezzi dell'album fanno trasparire una grande volontà e grinta di questi ragazzi, che però, a livello di sound, arrivano un po' in ritardo, presentando linee musicali già battute,…

Score

CONCEPT
ARTWORK
POTENZIALITA'

Conclusione : Acerbo

Voto Utenti : 4.45 ( 1 voti)

20130412-072208-3c274baf48bf77f0856a18f23f3ba703-300Arrivano da Verona, sono attivi dal 2008, e si presentano al grande pubblico nel 2013 con un album autoprodotto: parlo dei the Wows, quintetto energico e giovane, fortemente legato alla tradizione rock inglese e americana. War on Wall Street potrebbe inizialmente far pensare ad un album pregno di contenuti rivoluzionari, in stile RATM, ma emerge invece una grande voglia di raccontare esperienze di vita e storie d’amore presumibilmente passate.
I nove pezzi dell’album fanno trasparire una grande volontà e grinta di questi ragazzi, che però, a livello di sound, arrivano un po’ in ritardo, presentando linee musicali già battute, in un panorama musicale che si evolve  in maniera veloce. Molti brani strizzano l’occhio ai primi Arctic Monkeys (specialmente Favourite Worst Nightmare del 2007), gli Strokes, elencati infatti proprio nelle influenze del gruppo, unendosi a qualche refuso metal, che esplode chiaramente in Nice day. 

Decisamente interessante suona il giro di Harlot’s House, che segna un giusto momento di raccoglimento fortemente tirato verso la fine con un climax chitarristico (Marco Bressanelli Matteo Baldi) ascendente. La trascinante voce di Paolo Bertaiola ci trascina tra i vari ambienti dell’album, non troppo originali, ma senza dubbio colmi di personalità.
Indie ed elettronica in un insieme che purtroppo non convince a pieno in quanto ad innovazione, ma che fa apparire grosse potenzialità nella band, che a livello di esecuzione è quasi impeccabile e distribuisce bene la scaletta del disco.
Molto è il lavoro ancora da fare per i the Wows ma non possiamo esimerci dall’affermare che War on Wall Street segna un punto di partenza decisamente elevato.

Tracklist:
1. Bad Habit     
2. Model Soldiers     
3. Harlot’s House     
4. Thinking of Business     
5. Mr Maginot     
6. A Fool’s Parade     
7. Nice Day     
8. You Are the Target Market 
9. Walls


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