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Vinicio Capossela e la Banda della Posta @ Frammenti, Frascati (Testo di Silvia Protano, foto di Stefano D’Offizi)

9731339704_809b4115c2_oEra al grido di “All’incontrè” che Mastro Sentimento si lanciava nei balli sfrenati di Al Veglione, contenuta in Camera a Sud (1996), ed è ancora al grido di “All’incontrè” che Vinicio Capossela e La Banda della Posta si lanciano nello spettacolo di Frammenti Fwd_Reverse. Raccogliendo infatti una banda di pensionati ex musicisti da matrimonio a Calitri, paese natale dei suoi genitori, Capossela esordisce nelle vesti di produttore del loro primo album e raggiunge l’apice del gusto per le proprie radici folk: la serata, divertentissima e un poco surreale, è un susseguirsi di foxtrot, valzer, quadriglie, polke e mazurke degli anni ’50 e ’60 radicate nella più profonda tradizione italiana delle feste di matrimonio, prima insomma dell’avvento delle tastiere elettroniche che tuttora le infestano. Echi e sfumature di questo tipo sono in realtà frequenti nei primi album di Capossela, a dimostrazione del fatto che la produzione della Banda della Posta rappresenta un ritorno alle origini a più livelli. 9728112699_da04d27fbb_oCapossela, vista l’attenzione che il suo nome richiama, è quasi uno specchietto per le allodole, mentre l’orchestrina composta da otto strumenti, tra cui una fisarmonica e un mandolino, è il vero fulcro del concerto di questa sera. Del cantautore, infatti, vengono eseguiti pochi pezzi, sebbene significativi (L’uomo vivo, Il ballo di S. Vito, la stessa Al Veglione tra le altre), all’interno di un live che è durato ben oltre le due ore. Si sono susseguiti i pezzi della Banda della Posta editi in Primo Ballo, tra cui il tango argentino Fuego, ballato sul palco da Capossela abbracciato ad una scopa, La valle degli sposi, che riprende il tema dell’intero progetto, e soprattutto Quadriglia, in cui, sotto le direttive del chitarrista Franco “Parrucca” il pubblico si è scatenato in danze tanto sfrenate da sorprendere gli stessi musicisti, più diverse cover di brani della tradizione come La notte di Salvatore Adamo e vari pezzi di Matteo Salvatore, che Capossela ha più volte citato nel corso della serata e la cui Inno alla Repubblica ha dedicato alla ricorrenza dell’8 settembre. Dal palco numerosissimi sono stati gli inviti a ballare, abbracciarsi e festeggiare come si farebbe in una vera festa che segue uno sposalizio. Visti i balli tradizionali e popolari l’effetto festa di paese è dietro l’angolo, ma in questa serata lo spirito è stato reso nel migliore dei modi: un genere e una tipologia musicale fatti rivivere senza nostalgia o derisione ma presentati e goduti per quello che sono, ovvero un patrimonio storico e folcloristico. In questo Capossela è particolarmente bravo: dopo essersi dedicato al rebetiko 9731338350_08619faff8_ogreco, sceglie un altro tema, la musica degli sposalizi dell’Alta Irpinia in questo caso, ci si immerge completamente riarrangiando anche i propri pezzi in stile (Con una rosa foxtrot, ad esempio) e lo valorizza con grande entusiasmo trascinando in tour un gruppo di vecchietti che tuttora suonano meglio e con più ritmo di tanti giovani. Dal punto di vista discografico quanto sia duraturo il progetto della Banda della Posta non è facile stabilirlo, ma il live è senza dubbio riuscitissimo, oltre che allegro: evidente era la soddisfazione e il piacere soprattutto degli anziani musicisti nell’essere applauditi e salutati –in realtà accolti da ovazioni in alcuni passaggi- da un pubblico in grande maggioranza giovane. La chiusura, sulle note dei ringraziamenti al festival Frammenti e di Ovunque proteggi, poi, ha riportato l’accento su Capossela e sulla sua produzione. E’ stata insomma una serata d’altri tempi in molteplici sensi: per il ritorno di Capossela alle origini profonde del suo interesse per la musica folk, per il legame affettivo per una tipologia di musica che tutti in un modo o nell’altro conosciamo e per l’idea della celebrazione delle cerimonie in modo davvero rètro. Tutto quello che Capossela fa non è necessariamente bello, ma con la Banda della Posta, le musiche degli sposalizi e questo live ha sicuramente fatto una scelta inusuale e carica di valore, quindi… ballè, all’incontrè!

Grazie a tutta l’organizzazione di Frammenti per l’ottimo lavoro e per la collaborazione. Siamo stati felici d essere media partner di questa edizione 2013.

Qui di seguito il link alla photogallery di Stefano D’Offizi:

Link al Set su Flickr

Setlist:

Espana cani
Primo ballo
Sbarazzina
Con una rosa
Che cossè l’amor
Gambale twist
Fuego
Apache
Si è spento il sole
La notte
Stelle di Spagna
Pena de l’alma
Un filo di speranza
Occhi neri
Castel Raimondo
Ratatatumpa
Nannacche ciccì
Petta rossa
Ti lascio a Marino
Manuela
La valle degli sposi
Padrone mio
Balliamo
Quadriglia
Al veglione
Gita a li castelli
L’uomo vivo

Inno alla Repubblica
Il ballo di S. Vito
Ovunque proteggi


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