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Antun Opic – No Offense (Antuned, 2013) di Fabio Ippoliti

Mio cugino è un duro. Lo riconosci dal chiodo, i RayBan e dalle canzoni dei magici anni '80 che non finisce mai di mandare sia su facebook nè in macchina (sebbene abbia una cotta eterna per il Califfo, sa tutte le canzoni a memoria), dove cela 2 o 3 cd che presumo a quest'ora siano rigatissimi con su la Kerouac-issima scritta ON THE ROAD. In poche parole gli piace mettere su un cd coi pezzi più radiofonici, famosi, e se vogliamo ultramandati da tutte le emittenti radiofoniche mondiali, da mettere veramente la pazienza di un musicofilo alla prova. Ma…

Score

CONCEPT
ARTWORK
POTENZIALITA'

Conclusione : Frizzante

Voto Utenti : 4.95 ( 1 voti)
Antun Opic - "No Offense" frontMio cugino è un duro. Lo riconosci dal chiodo, i RayBan e dalle canzoni dei magici anni ’80 che non finisce mai di mandare sia su facebook nè in macchina (sebbene abbia una cotta eterna per il Califfo, sa tutte le canzoni a memoria), dove cela 2 o 3 cd che presumo a quest’ora siano rigatissimi con su la Kerouac-issima scritta ON THE ROAD.

In poche parole gli piace mettere su un cd coi pezzi più radiofonici, famosi, e se vogliamo ultramandati da tutte le emittenti radiofoniche mondiali, da mettere veramente la pazienza di un musicofilo alla prova. Ma a lui quei cd ON THE ROAD non li toglierà nessuno. E chi ci prova?
Potrei al limite tentare di passargli questo delizioso cd.
Antun Opic, metà croato, metà tedesco, fa uscire per la sua Antuned “NO OFFENSE“, cantato in inglese per sfruttare al meglio le sonorità che la lingua presta. Un disco ripieno di una deliziosa miscela sonora che resta assolutamente accattivante dal primo ascolto e inoltre non posso esimermi  dal riconoscere che anche l’artwork e il box in cartoncino sono un bijoux!

Un infuso, profumato come l’autunno e caldo come l’estate che ci viene preparato con sorniona perizia dalla chitarra western (a buon bisogno anche lap guitar) di Anton, col polistrumentista Tobias Kavelar, Horstf Fritscher al basso, Jan Kahlert alle percussioni e Heinz Peters al sax. E’ uno di quei cd di cui è difficile fare una track by track, semplicemente perché quest’album è un flusso raggiante di sole, quel sole sornione che veniva dipinto nelle carte dei chiromanti che infonde un benessere allegro solo a guardarlo…

Ma necessito assolutamente di scrivere qualcosa in più, perché NO OFFENSE è un dischetto di ottima fattura, concezione e naviga in dinamiche varie che non fanno altro che delineare Opic come artista molto interessante, con l’anima a zonzo tra Django Reinhardt, Tom Waits e quant’altro di pop e world music ci possa essere rimasto apposito da definire, vagamente.

I testi molto piacevoli da leggere e trovano nido in un contesto sonoro, multicolore costruito su filamenti swing, musical nel quale

E diamo merito al merito: bella confezione!

E diamo merito al merito: bella confezione!

tutti gli strumentisti vogliono accompagnare creando l’atmosfera più adatta al contesto ad Antun, con quella voce che a primo acchitto risulta piacevole anche per quell’accento che mi ha ricordato molto gli indiani che parlano inglese (a me fanno simpatia!).

E così una volta che abbiamo spinto play ci ritroviamo proiettati nel mondo che Opic ha dipinto con noi tramite pezzi come Hospital (che in qualche modo che mi ha ricordato The Eternal Sunshine Of A Spotless Mind), fare attenzione a The Informer, ritrovare il buon vecchio Moses che ci guiderà, fregarsene con stile in We Don’t Give a Damn,  sorridere con Juanita Guerolita, ad ascoltare le foglie che cadono in No Offence, a battere il piedino sulla varia e dinamica Don’t Forget (molto musical), andare a braccetto coi fiati in Warm…
Ma credo che alla fine le parole più necessarie e adatte per definire NO OFFENSE siano “un simpatico flusso di calore intimista”.

Un cd quindi che si presta ad un ascolto prolungato, in grado di trasmettere emozioni delicate, divertenti, colorate d’autunno come può piacere a voi e di accompagnarvi per strada, dove può piacere a voi.
E’ per questo che intendo farlo sentire a mio cugino… E’ quasi sicuro che il suo ego da maschio alpha lo faccia fingere di fare headbanging come se stesse ascoltando gli Skid Row, ma scommetto che se aprisse il finestrino ci sarebbe Opic che sgorga gigione dagli altoparlanti!

Antun Opic and band

 

Tracklist:
1. Hospital
2. Bulletproof Vest
3. No Offense
4. The Informer
5. Moses
6. We Don’t Give a Damn
7. Juanita Guerolita
8. Don’t Forget
9. Warm
10.Troubled Waltz
11. Good Friends
12.Rootless Tree

 

English version by Fabio Ippoliti: My cousin is a tough boy. You will surely recognize him from the leather jacket, the RayBan shades and the magic 80s songs that he usually posts on his facebook wall or he crancks up in the car where he hold dear 2 or 3 cds (which I assume at this time are irreparably scratched) marked with the Kerouac style sign ON THE ROAD. In a few words he likes to put on a cd with radio pieces, famous, and if we want overplayed from all radio stations worldwide so much that could really test music lovers’ patience thoroughly. Nobody could ever and ever take those compilations away from him. But who’d dare to who try? I could eventually let him listen to this delightful CD! Antun Opic, half Croatian, half German, drops for its Antuned label the cd “NO OFFENSE“, in English to make the most of the sounds that the language offers. An album filled with a delicious blend sound that is absolutely captivating from the first listen and it’s due to recognize that even the artwork and the cardboard box are a jewel for the eyes! An infusion, that smells like autumn and is as warm as the summer that we are prepared with sly expertise by Anton’s western guitar (and in good need his lap guitar), featuring multi-instrumentalist Tobias Kavelar, Horstf Fritscher on bass, percussion Jan Kahlert and Heinz Peters on sax. This is one moody cd which is quite difficult to deconstruct track by track, essentially because this album’s atmosphere flows as a radiant sun, the smiling sun you can imagine painted on the cards of fortune tellers who instills well-being cheerfulness just looking at it… But I must absolutely tell more, because NO OFFENSE is a disk of excellent workmanship, which designs and browses lots of dynamics that not only outlines Opic as a very interesting artist, possessing a soul that wanders from Django Reinhardt to Tom Waits and packs wisely pop and world music. The lyrics show a nice reading and cheerfully nest in that peculiar sound environment which is built on swing’s multi-filaments and musical perfumes. All the musicians positively accompany Opic’s voice crafting note by note the right tone to the context, and that funny accent sounds a little bit indian but I like it! And so once we pushed play we find ourselves from being projected into the world that Opic has painted for us with songs such as Hospital (that somehow it lyrically reminded me of The Eternal Sunshine Of A Spotless Mind), to get well warned about The Informer, meeting again with the good old Moses and that sea trick of his, not caring about a thing but in style in We Do not Give a Damn, smiling with Juanita Guerolita, listening to the falling leaves in No Offence, and foot tapping with the diverse and dynamic Do not Forget (very musical), go hand in hand with the wind in Warm.
But I think that in the end the words most necessary and appropriate to define NO OFFENSE to be “a nice flow of intimate heat.”A CD that allows itself to be prolongedly listened, able to convey delicate emotions, fun, colorful Autumn as you may like it and accompany you to the road, wherever you’re directed. And that’s why I’d be curious about my cousin hearing it. It’s almost sure that his alpha male ego will face pretend to headbang in his car as if listening to Skid Row, but I bet that if he opened the window there would the garrulous Opic flowing from the speakers!


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