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Earthset – Ballad in Earthset (Autoprod., 2013) di Valerio “Enobarbo” Perini

Quest'oggi Relics si occupa di Ballad in Earthset, il primo demo autoprodotto della band bolognese Earthset. Il quartetto emiliano è composto da Luigi Varanese al basso, Costantino Mazzoccoli alla chitarra, Ezio Romano alla voce e chitarra ed Emanuele Orsini alla batteria. Il sound della band è caratterizzato da una commistione di più generi musicali, da il “Nu Metal” (chiedo venia per il termine che di per se è orribile, soprattutto per chi è cresciuto con i Maiden e quant'altro), il rock anni '70 e l'”alternative rock” in stile Seattle (Grunge). I pezzi, solo 5 in realtà, non sono proprio registrati in maniera…

Score

CONCEPT
ARTWORK
POTENZIALITA'

Conclusione : Abbozzato

Voto Utenti : 3.64 ( 4 voti)

EarthsetQuest’oggi Relics si occupa di Ballad in Earthset, il primo demo autoprodotto della band bolognese Earthset.

Il quartetto emiliano è composto da Luigi Varanese al basso, Costantino Mazzoccoli alla chitarra, Ezio Romano alla voce e chitarra ed Emanuele Orsini alla batteria.

Il sound della band è caratterizzato da una commistione di più generi musicali, da il “Nu Metal” (chiedo venia per il termine che di per se è orribile, soprattutto per chi è cresciuto con i Maiden e quant’altro), il rock anni ’70 e l’”alternative rock” in stile Seattle (Grunge).

I pezzi, solo 5 in realtà, non sono proprio registrati in maniera impeccabile, ma in fondo si tratta di un demo autoprodotto ed in generale, il sound della band risulta incisivo e a tratti coinvolgente; grazie anche alla registrazione sporca che in alcuni casi è un punto a favore. I testi sono tutti in lingua inglese, il cantato non entusiasma particolarmente, qualche urlo qua e là, causato anche dai troppi acuti e niente di innovativo (sul cantato sono un rompipalle lo so).

Nei brani di Ballad in Earthset, si sente l’influenza del Grunge ma anche degli Incubus; questi ultimi soprattutto per parte della ritmica, del cantato e dei pochi effetti presenti nel demo.

Tra le tracce che più risultano gradevoli all’ascolto, spiccano la numero uno Ballad e la numero tre The Absence Theory; che tanto devono ai già citati Incubus del 2001-2002 (quelli di Morning View per capirci). Il testo della prima traccia, partendo da alcune riflessioni di genere esistenziale abbastanza scontate quanto cupe, si conclude in maniera interessante, con la frase:The world ain’t so bad, You’re the only one who can rid me from all this, Girl you bring me relief” come a dire che l’amore salva da tutto questo riflettere e pensare (troppo e male). Nel testo del terzo brano, come traspare dal titolo, si affronta l’argomento dell’assenza della persona amata, attraverso la descrizione di una serie di situazioni tipo e stati d’animo che la caratterizzano; il tutto in modo un po’ troppo convenzionale.

In definitiva, Ballad in Earthset è un demo autoprodotto di giovani musicisti che cercano il loro posto nel mondo (musicale e non solo). Sul piano delle sonorità hanno qualcosa da dire, traspare la voglia di fare e trovare un proprio sound ed una propria via all’arte, anche se il risultato rimane abbastanza acerbo e grossolano. Per quanto riguarda i testi però, un po’ di “Local” in questi tempi così globalizzati (con troppe band con niente di nuovo da dire) non guasterebbe; non dico di parlare di Tortellini e Lambrusco (vista la provenienza geografica del quartetto), ma cantare nella lingua della “Perfida Albione” di argomenti triti e ritriti, non aiuta.

Tracklist:

01 Ballad

02 Blinkin’ love Blues

03 The Absence Theory

04 Lovecraft

05 Epiphany


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