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I Cani – Glamour (42 Records, 2013) di Fabrizio Necci

Sembrano trascorsi anni luce da quel giugno 2010, durante il quale spuntò su Youtube I pariolini di diciott'anni, che da subito creò un fenomeno virale e un'attesa incredibile per una band (che poi non è una band), della quale nessuno sapeva nulla. Dopo quel giorno si sono succeduti parecchi eventi: un album di successo uscito nel giugno 2011, Il Sorprendente album d'esordio de I Cani, tanti giudizi positivi che andavano a braccetto con una sfilza di detrattori, sempre pronti a mettere in dubbio la spontaneità, la natura e la qualità del progetto di Niccolò Contessa. Se si parla con qualcuno,…

Score

CONCEPT
ARTWORK
POTENZIALITA'

Conclusione : Autentico

Voto Utenti : 1.45 ( 2 voti)

596x373_421728_i-cani-glamourSembrano trascorsi anni luce da quel giugno 2010, durante il quale spuntò su Youtube I pariolini di diciott’anni, che da subito creò un fenomeno virale e un’attesa incredibile per una band (che poi non è una band), della quale nessuno sapeva nulla. Dopo quel giorno si sono succeduti parecchi eventi: un album di successo uscito nel giugno 2011, Il Sorprendente album d’esordio de I Cani, tanti giudizi positivi che andavano a braccetto con una sfilza di detrattori, sempre pronti a mettere in dubbio la spontaneità, la natura e la qualità del progetto di Niccolò Contessa. Se si parla con qualcuno, infatti c’è sempre un parere ben chiaro su I Cani: o fanno schifo, oppure piacciono, nessuna via di mezzo.  Settembre 2012, al termine di tante date sù e giù per l’Italia e uno split-EP insieme ai Gazebo Penguins, arriva lo stop a tempo indeterminato. Nell’epoca della documentazione spasmodica, tramite social network, di registrazioni in studio e lanci di eventuali nuovi progetti, ci ha colto completamente alla sprovvista la comunicazione di un nuovo video, avvenuta in via cartacea, con volantini distribuiti a Milano, che rimandavano proprio a Non c’è niente di twee, e poi su Facebook, con l’annuncio di un nuovo album in arrivo, intitolato Glamour

Il nuovo lavoro tende a distaccarsi dal precedente, l’indole è sempre la stessa, ma scende più in profondità, soprattutto nell’impianto testuale che risulta più intenso, più carico di vissuto e meno superficiale. La mano di Enrico Fontanelli (Offlaga Disco Pax) offre un’evoluzione sonora, sempre a base di synth, ma più matura e importante, strizzando l’occhio alla scena New-wave. Il pezzo di apertura Introduzione ci riporta ai Baustelle prima maniera, con un cantato solenne e un’esplosione di suoni. Vera Nabokov è, a mio parere, il vero punto di svolta, il giusto tramite tra il passato e il presente de I Cani, un’intensità emozionale più alta e un suonato più curato nei minimi dettagli. Si prosegue con Corso Trieste, che vede la collaborazione con i Gazebo Penguins, che già aveva funzionato in passato e garantisce un singolo di vero richiamo. Non c’è niente di Twee aveva illuso tutti, infatti al primo ascolto poteva far pensare ad un secondo album molto simile al primo, la base ricorda i Bluvertigo, mentre impercettibile ai meno attenti la citazione di Blue Monday dei New Order. Nei pezzi successivi emerge  la duplicità di dimensione con la quale Contessa si è dovuto confrontare, in particolare  Storia di un impiegato (titolo impegnativoè un vero e proprio sunto con riferimenti e citazioni tra passato e presente (e una dei Diaframma): Considerato che non sono un artista, e con le velleità non ci si vive, mi ritrovai con un lavoro vero: uno di quelli proprio senza glamour. Oppure: “…potevo pure finirla con i conti in tasca, di contare i dieci euro in cambio dei Long Island e tra quanto uscivano le mie interviste”.

Tutto questo continua anche in altri pezzi (San Lorenzo, FBYC sfortuna, Lexotan) e fa capire la tematica del disco, trasmettendo quanto effimero può essere il successo e il Glamour, quanta pressione possa mettere addosso a chi fa musica, ma non solo, si allarga a paure universali che coinvolgono un po’ tutti: da quando perdo capelli e non so che devo fare io da solo non ci riesco più, e non è avere gli esami, e non è avere vent’anni. Fidati, è qualcosa in più”. 

Questo album, più complesso e difficile del primo, sicuramente non accontenterà tutti. La scelta è indubbiamente coraggiosa, già solo per non aver ripetuto tematiche già proposte e fa ben sperare per una scena italiana sempre poco disposta a distaccarsi da binari prestabiliti.

Tracklist:
1. Introduzione
2. Come Vera Nabokov
3. Corso Trieste (ft. Gazebo Penguins)
4. Non c’è niente di twee
5. Storia di un impiegato
6. Roma Sud (ft. Cris X)
7. Theme from Koh Samul (ft. Cris X)
8. Storia di un artista
9. San Lorenzo
10. FBYC (sfortuna)
11. Lexotan


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