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Janelle Monae – The Electric Lady (Bad Boy, 2013) di Mario Cutolo

Se per caso decideste di darmi retta solo una volta di seguire i miei consigli su Relics U.S. su cosa ascoltare, fate che sia questa volta. Non capita tutti i giorni di trovarsi di fronte ad una artista di questa statura. Janelle Monae ha preso nelle sue mani, da sola, l’intera storia dell’ R&B, funk, soul e rock di stampo afroamericano ed ha resuscitato un genere che per troppo tempo ha visto i suoi protagonisti intrappolati in una musica divenuta formula. Mettete da parte per un attimo Beyonce, Rihanna, Alicia Keys o Niki Minaj e tutto il circo mediatico che le circonda; Janelle Monae e’ un altro mondo.

A tre anni di distanza dall acclamato The ArchAndroid, The Electric Lady continua la saga di Cindy Mayweather, l’androide alter-ego inventato dalla Monae ed introdotto nel 2007 nell’ep Metropolis, simbolo di una femminilita’ futuristica. Quello che distingue Janelle Monae dal resto dei suoi contemporanei, e’ proprio questa infinita creativita’ nel mescolare elementi catturati dalle fonti piu’ disparate. Se pensate all’androide dell’antico film di Fritz Lang mescolata alla Mothership dei Funkadelic/Parliament di George Clinton, avrete una vaga idea di che cosa la nostra eroina sia capace.

The Electric Lady presenta la IV e V suite della storia, ed a parte i soliti intermezzi, questa volta espressi attraverso il dj di una radio che prende telefonate dal pubblico, ci troviamo di fronte ad un ora di puro piacere. Le collaborazioni eccellenti la dicono lunga sulla statura della cantante: Prince (Givin Em What The Love), Erykah Badu (Q.U.E.E.N.), Solange (Electric Lady) e Miguel (Prime Time) appaiono nella suite IV, mentre nella suite V la sola collaborazione e’ condivisa con Esperanza Spalding (Dorothy Dandridge Eyes). La statura degli ospiti pero’ , non ha alcun peso nell’economia del disco. Questo e’ un lavoro di Janelle Monae e del suo team creativo (The Wondaland Team): sono gli ospiti che rendono omaggio alla sua creativita’ piuttosto che il contrario.  La presenza di molti di loro nella prima parte ha il solo effetto di rendere le due Suite abbastanza diverse, essendo la IV molto piu’ eclettica nella sua sequela di stili che ricordano la versatilita’ del Prince di Sign O’ the Times, e lasciando la V con un sapore molto piu’ radicato nel classico stile R&B.

La straordinaria capacita’ di Janelle Monae di creare un progetto cosi originale ed allo stesso tempo cosi familiare, senza fare collidere gli stili, rappresenta una straordinaria capacita’ di sintesi anche quando, come in Ghetto Woman, il rischio di varcare la soglia tra l’omaggio e la copia (in questo caso specifico non si puo’ non pensare a Stevie Wonder) e’ sempre dietro l’angolo. Ma fino a quando Janelle Monae avra’ questa volonta’ di pensare alla sua musica quasi come ad un opera cimenatografica, questo rischio verra’ sempre tenuto sotto controllo.

The Electric Lady e’ la conferma che The ArchAndroid non era frutto della fortuna. Se possibile, il nuovo album risulta piu’ unito e piu’ a fuoco. Le canzoni , gli arrangiamenti, le melodie, non presentano particolari difficolta’ a rimanere impresse. Qui non siamo di fronte alle intelletualizzazioni della Badu o alla estrema tecnicita’ dell’ultimo Prince. In The Electric Lady le canzoni hanno ancora la forza della semplicita’, una delle cose piu’ difficili da raggiungere e, nonostante la lunghezza, non c’e’ un singolo episodio indegno da meritare di essere saltato.

Insomma, se ancora non fosse chiaro, Janelle Monae, e’ una di quegli asrtisti che viene fuori una volta ogni tanto a ricordarci che l’amore per la musica ha le sue sacrosante ragioni. Ora potete ricordarvi di Beyonce, Rihanna, Alicia Keys e Niki Minaj ma sicuramente avranno una luce diversa, o meglio, l’ombra proiettata da Janelle Monae sulla loro (poca) sontanza ed (tanta) estetica.

Tracklist:

1. Suite IV Electric Overture
2. Givin Em What They Love (featuring Prince)
3. QUEEN (featuring Erykah Badu)
4. Electric Lady (featuring Solange)
5. Good Morning Midnight
6. PrimeTime (featuring Miguel)
7. We Were Rock & Roll
8. The Chrome Shoppe
9. Dance Apocalyptic
10. Look Into My Eyes
11. Suite V Electric Overture
12. It’s Code
13. Ghetto Woman
14. Our Favourite Fugitive
15. Victory
16. Can’t Live Without Your Love
17. Sally Ride
18. Dorothy Dandridge Eyes (featuring Esperanza Spalding)
19. What An Experience


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