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Martina Fedele – Fotogrammi (Autoproduzione, 2012) di Silvia Protano

Classica è la sua formazione, e piuttosto classico, nel senso migliore del termine, è quello che emerge dall’ascolto di quest’album. Martina Fedele è una brava pianista, diplomatasi al Conservatorio e che parallelamente al suo percorso di perfezionamento, giunto ad un ottimo livello, ha affiancato quello di composizione, attività che sfocia nella pubblicazione del suo primo album dal titolo Fotogrammi. Vista la particolarità e il carattere elitario del settore in cui si inscrive, cioè quello degli album strumentali, suona particolarmente coraggiosa la decisione di auto prodursi. E’ proprio nella parola scelta per il titolo che viene esplicata la poetica dell’intero…

Score

CONCEPT
ARTWORK
POTENZIALITA'

Conclusione : Classico

Voto Utenti : 2.3 ( 2 voti)

559512_298365583583563_1759208931_nClassica è la sua formazione, e piuttosto classico, nel senso migliore del termine, è quello che emerge dall’ascolto di quest’album. Martina Fedele è una brava pianista, diplomatasi al Conservatorio e che parallelamente al suo percorso di perfezionamento, giunto ad un ottimo livello, ha affiancato quello di composizione, attività che sfocia nella pubblicazione del suo primo album dal titolo Fotogrammi. Vista la particolarità e il carattere elitario del settore in cui si inscrive, cioè quello degli album strumentali, suona particolarmente coraggiosa la decisione di auto prodursi. E’ proprio nella parola scelta per il titolo che viene esplicata la poetica dell’intero lavoro e, molto probabilmente, l’impostazione e l’obiettivo che Martina Fedele dà al suo fare musica. Quella che compone è “Musica per immagini”, talvolta in senso letterale essendo i brani legati ad alcuni cortometraggi (E’ il caso di Il tema di Giacomo), in altri casi invece ispirati da vere e proprie immagini (come 5 Agosto), o ancora accompagnata da belle voci narranti (La molto cinematografica Piove e Nastro infinito, in cui compaiono rispettivamente Jacques Peyrac e Federico Losapio, che decisamente primeggiano, rispetto al piano, nei rispettivi brani). Il forte legame che unisce immagini e suoni è noto, e certamente la musica strumentale è quella che meglio si presta a questo tipo di suggestioni. In Fotogrammi il pianoforte raramente è accompagnato da altri strumenti, e visto il bel ruolo che rivestono le percussioni di Gabriele Marone in Da lontano, tuttavia, può essere un aspetto su cui lavorare in futuro.02 L’arricchimento delle strutture musicali, molto lineari e pure in questo album, è certamente una strada da percorrere, ma è chiaro che qui le buone disposizioni ci sono tutte, ed è appunto questo il pregio del lavoro. Il settore del cosiddetto easy listening pianistico, che sempre più mostra di desiderare un ampio bacino di ascolti, d’altronde, non è ancora saturo, sebbene abbia regole molto ben definite che Martina Fedele decide di accettare senza sovvertirle molto: Fotogrammi è un disco calmo, lento, a tratti malinconico con dei vividi accenti (Au marchè d’Antibes, ispirato alle immagini di un mercato del sud della Francia, e Volo sopra il mondo, ad asempio), una bella prova insomma che gli amanti del genere, oltre a tutti coloro che curiosamente indagano nel settore dei nuovi artisti di talento, sicuramente apprezzeranno.

 

Tracklist:

1. Respiro
2. Piove
3. La favola di Ann
4. Incontro
5. Il libro bianco
6. Volo sopra il mondo
7. Il tema di Giacomo
8. Pandora
9. Au marchè d’Antibes
10. Nastro infinito
11. Da lontano
12. 5 Agosto
13. Piove (versione francese)


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