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Sorry, Heels – Wasted EP (Autoproduzione, 2013) di Simone Pilotti

Gruppi italiani così brillanti e incisivi all’esordio e con tanta cura e raffinatezza nei suoni, quest’anno ne abbiamo visti pochi. Il lento tepore, i lampi di psichedelia, i ritmi su cui si adagia ogni canzone e le voci così accattivanti sono davvero una piacevole scoperta di questo 2013. I Sorry, Heels si formano nel 2010, ma nel loro bagaglio posseggono già l’esperienza accumulata dalla quindicina di anni di Fabiano e David in una band precedente da cui rubano qualche trucco del mestiere, seppure il rock gotico degli esordi sia lontanissimo nei suoni da questo nuovo inizio. A fine estate…

Score

CONCEPT
ARTWORK
POTENZIALITA'

Conclusione : Avvolgente

Voto Utenti : 4.93 ( 2 voti)
sorry_heels-wasted-225x228Gruppi italiani così brillanti e incisivi all’esordio e con tanta cura e raffinatezza nei suoni, quest’anno ne abbiamo visti pochi. Il lento tepore, i lampi di psichedelia, i ritmi su cui si adagia ogni canzone e le voci così accattivanti sono davvero una piacevole scoperta di questo 2013. I Sorry, Heels si formano nel 2010, ma nel loro bagaglio posseggono già l’esperienza accumulata dalla quindicina di anni di Fabiano e David in una band precedente da cui rubano qualche trucco del mestiere, seppure il rock gotico degli esordi sia lontanissimo nei suoni da questo nuovo inizio. A fine estate è uscito il loro primo lavoro discografico, ovvero questo Ep Wasted, che raccoglie quattro tracce inedite capaci di mettere l’acquolina in bocca in vista di album futuri, ma non solo: scorrono perfettamente, avvolgono l’ascoltatore, lo cullano e lo rilasciano dolcemente.

Il disco d’esordio è quello in cui il sound della band si forma, è quello, cioè, in cui la band deve piazzare le proprie coordinate stilistiche; e, va detto, non era facile piazzarle così bene. Il sound è figlio delle influenze dichiarate dalla band stessa: il new wave più turbolento e il post-punk più armonioso, oltre ad una netta vena di indie-rock e ad elementi riconducibili ad una psichedelia essenziale. Tutte le trame, poi, sono attraversate da un filo di malinconia creato dai cantati tetri e dalle note meste. L’uso delle chitarre è delizioso, i loro interventi sono sempre precisi e ammalianti, mentre la batteria gioca al meglio su ritmi lenti ma nitidi, a dettare velocità e intensità, il tutto accompagnato dai cantati, tutti in inglese, con atteggiamento rimesso, ma mai tedioso.

Il sound complessivo di questi ragazzi richiama quello contenuto in Monomania, ultimo lavoro discografico dei Deerhunter, soprattutto nelle trame così melodiche e nelle basi legate a doppio filo con il rumore del post-punk, anche se nei Sorry, Heels non troviamo gli effetti iperbolici degli americani. Ad aprire l’Ep ci pensa Sweet Upon My Sorrow, molto oscura e profonda, che è caratterizzata da una lentezza diffusa ed è intervallata dalle ottime note di chitarra, su cui si sviluppa una trama vocale cupa e seducente. Segue A Kiss, A Lie, ovvero il brano più indie del disco, molto malinconico e raffinato, dove riecheggiano i Dinosaur Jr, mentre Always Wrong si giostra su un lento riff di basso per essere trascinata e velocizzata dalla voce ed interrotta dalle pause in cui intervengono le chitarre, per poi crescere nuovamente in intensità. La chiusura è affidata a Circling in a Standpoint, che si posiziona sui binari dei Joy Division, sia nella partenza della linea di basso, sia nell’intervento dissonante delle chitarre; poi, mentre la base rimane inquieta e tetra, la trama vocale irrompe e diviene la protagonista della traccia, fino ad una nuova esplosione noise degna degli Stooges più docili e dei Sonic Youth più smussati.

Un ottimo esordio, dunque, con la spigliatezza degli ultimi arrivati e con la maestria di chi ha vent’anni d’esperienza sulle spalle. Un Ep che porta con sé l’annuncio dei lavori in corso di quello che diverrà l’album d’esordio e che aspetteremo con ansia. Intanto, però, facciamoci avvolgere da queste tracce e facciamoci cullare dalle melodire. Insomma, per ora, gustiamoci Wasted.

 

Tracklist:

1. Sweet Upon My Sorrow

2. A Kiss, A Lie

3. Always Wrong

4. Circling in a Standpoint


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