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Vote for Saki – Ulisse (Alma Music, 2013) di Simone Vinci

I Vote for Saki arrivano nel panorama musicale nel 2005 e dopo vari lavori, vari cambi di formazione e vari anni di live, fanno uscire questo nuovo album, Ulisse, un album breve, di 6 pezzi, nato dal viaggio di Riccardo Carestia, alias Saki, nell'ambiente della musica di strada. Il chitarrista, accompagnato da Gianluigi Mandolini alla batteria e, occasionalmente, da David Lenci al basso e all'armonica, hanno messo su un album sospeso tra il blues americano più classico... e i Negrita. Questo Ulisse suona esattamente come la via di mezzo tra: un album dei Negrita dei primi anni 2000 e…

Score

Concept
Artwork
Potenzialità

Conclusione : Negrita

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CdFrontCover_VoteForSaki_UlisseI Vote for Saki arrivano nel panorama musicale nel 2005 e dopo vari lavori, vari cambi di formazione e vari anni di live, fanno uscire questo nuovo album, Ulisse, un album breve, di 6 pezzi, nato dal viaggio di Riccardo Carestia, alias Saki, nell’ambiente della musica di strada. Il chitarrista, accompagnato da Gianluigi Mandolini alla batteria e, occasionalmente, da David Lenci al basso e all’armonica, hanno messo su un album sospeso tra il blues americano più classico… e i Negrita.

Questo Ulisse suona esattamente come la via di mezzo tra: un album dei Negrita dei primi anni 2000 e le improvvisazioni basate su degli standard blues di una jam session. Di quelle che si sentono nei live pub per harleysti o alle feste della birra. Non è necessariamente un male, perchè questa attitudine li rende estremamente piacevoli, molto orecchiabili, con dei testi genuini e diretti. Tutto sta nella pretesa che si ha verso l’ascoltatore, verso il pubblico e loro, per fortuna, non hanno quella spocchia sfacciata di chi crede di aver messo una pietra miliare nel mondo del rock, quando invece ha portato solo una goccia da mettere nell’oceano. Gli piace suonare e divertirsi nel farlo, cosa ben chiara nei testi di Amo e Punto e Basta, senza star troppo a pensare alle stronzate, all’apparenza, all’arzigogolare discorsi semplici e banali.

Questo, però, non deve essere preso come attenuante per giustificare tutto. Ci si rende subito conto, sin da Ulisse, la title-track, che quello che si andrà a sentire non ha pretese, ma non ha nemmeno quella spinta o quel trasporto necessari ad elevarsi rispetto agli altri gruppi dello stesso genere. Strizza l’occhio ai Negrita, come detto, anche per il modo di cantare di Saki e ciò dà la consapevolezza del fatto che se l’approccio fosse leggermente diverso, si potrebbe già parlare di un gruppo che suona un genere musicale affollato di gruppi, ma con una propria identità. Invece possiamo parlare, per adesso, di un gruppo che suona un genere affollato di gruppi, ma che stenta ad uscire dalla folla.Vote-for-Saki

Le potenzialità dei musicisti sono tangibili, si sente che sanno suonare come si conviene e non sfigurerebbero  in nessun posto, ma non basta. Il lavoro risulta nella media, ben suonato, ben espresso, ma che vive limitato, quasi, in un recinto fatto di rock blues d’annata.

Ci vorrebbe un cambio di rotta, acquisire una maggiore identità sonora, senza perdere il gusto e la semplicità. C’è ancora tempo prima di fermarsi nella propria ricerca.

 

Tracklist

1. Ulisse

2. Amo

3. Punto e Basta

4. Tornaconto

5. Razza Umana

6. Paradiso


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