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Australasia – Vertebra (Immortal Frost Productions, 2013) di Fabio Ippoliti

E alla fine lo sai chi vince? La personalità! Ogni momento della giornata magari avrà sicuramente bisogno di un suo leitmotiv, del suo pezzo portante... A me succede così, e credo fermamente che quello sia il principio primo e ultimo della musica, attecchire ad ogni momento. Ogni momento è musica! Ed è anche per questo che ritengo come portante, nella definizione "cultura musicale", il concetto di varietà. Chi vi scrive non è un singolo stato d'animo, non è un pensiero fisso, non è un numero o perlomeno cerca di non esserlo (per quanto ovviamente alcuni pattern vadano rispettati) e…

Score

CONCEPT
ARTWORK
POTENZIALITA'

Conclusione : Trascendentale

Voto Utenti : Puoi essere il primo !
AUSTRALASIAE alla fine lo sai chi vince? La personalità!

Ogni momento della giornata magari avrà sicuramente bisogno di un suo leitmotiv, del suo pezzo portante… A me succede così, e credo fermamente che quello sia il principio primo e ultimo della musica, attecchire ad ogni momento. Ogni momento è musica! Ed è anche per questo che ritengo come portante, nella definizione “cultura musicale”, il concetto di varietà. Chi vi scrive non è un singolo stato d’animo, non è un pensiero fisso, non è un numero o perlomeno cerca di non esserlo (per quanto ovviamente alcuni pattern vadano rispettati) e non credo che a prescindere di qualche elemento accomunabile la musica che conosco possa essere fissa, statica, monotona, piatta. Ed ecco perché aborro la maggior parte dei suonivendoli che tentano a tutti i costi di farmi essere innamorato, deluso, innamorato, deluso, mi manchi, vai con lui starai meglio che con me, si stava meglio quando si stava peggio, mi ricordo che una volta a Relics era tutta campagna ecc. ecc. Capii che i luoghi comuni erano molto pericolosi decenni fa. E capii quanto è importante avere una gamma espressiva più varia possibile – una personalità! – senza cercare di scadere troppo nel logorroico. Tutto questo sermone, e senza questua finale, si badi bene, è per introdurre il lavoro di questi misteriosi giovanotti che si celano sotto il moniker AUSTRALASIA.
Le informazioni sul gruppo risultano abbastanza ineffabili, resta solo da cercare di descrivere questo Vertebra che – soprattutto per chi scrive – è prepotentemente sulla playlist dei migliori dischi dell’anno che pian piano vien meno.
Con un altro disco (Sin4tr4, 2012) all’attivo questi misteriosi figuri riescono ad incanalare una serie di concetti sonori, ispirazioni, che hanno dell’incredibile. In questo eccellente manifesto sonoro possiamo trovare amalgamati da mani sapienti post rock, black metal, jazz, vibrazioni vintage, soavi parti acustiche, il tutto lavorato in un panorama sonoro così coeso e trascendentale che una volta entrato in azione riesce ad adattarsi alla maggior parte dei momenti. Dalla calma alla tempesta, da parti sognanti con sintetizzatori a blast beat, che sfumano per lasciar luce a intrecci vocali che si triangolano tra gospel e skat jazz. Vocabolario, capacità di esprimersi a livelli fuori dalla norma e VOCABOLARIO, gentili Lettrici e per presa conoscenza lettori. Citazioni? Ebbene nessuna. Un flusso vorticoso, discepolo di Morricone (di cui gli AUSTRALASIA dichiarano di essere fan sin da tenere età), nel quale ci si immerge per restare attanagliati, attoniti di fronte alla capacità tecnica e mentale di questi signori nel saper transitare, con una dimestichezza ai limiti del paranormale, da momenti concitatissimi di parti metal (batteria ad elevati BPM e suono delle chitarre “a zanzara” tipiche della corrente black metal: impeccabili) a pezzi più rilassati con intrecci vocali femminili che sprizzano sogni ad ogni modulazione. E’ essenzialmente un cd strumentale, questo VERTEBRA, che fonde pesantezza a ad atmosfera in una maniera assolutamente squisita, coprendo il tutto con un manto di vibrazioni ancestrali, cosparso utilizzando praticamente zero parole ma non fallendo nel comunicare.
Cosa pensavate, che di vocabolario stavo solo parlando di quel tomo polveroso dall’A alla Z che oramai viene rimpiazzato con internet? E pensavate male! Tenendo conto che ognuno di noi è il prodotto di una serie di riflessi di chi o cosa è transitato per la nostra esistenza mi viene da domandarmi quali processi logici possano distillare un humus creativo così brillante e personalissimo.

Un lavoro che si estende verso l’infinito,… Chi siete AUSTRALASIA? Che cosa vi ha giovato così tanto da essere così trascendentalmente geniali e musicalmente vari e irresistibili? PERCHE’ NON PARLATE?! (Dà una martellata al ginocchio della scrivania)

POST RECENSIONE: perso un po’ di elio il Vostro aerostaticissimo recensore ha avuto l’inedito acume di tentare un contatto via pagina di facebook ed ha scoperto con sua estrema sorpresa e fibrillante piacere che Australasia è una one man band portata avanti da Gian che ha composto tutto il materiale di Australasia, coadiuvandosi dei servigi di Mina Carlucci che ha contribuito cesellando i fantastici incastri vocali e di Giuseppe Argentiero, che l’ha aiutato in alcune parti di chitarra.
Mi toccherà chiedere scusa alla scrivania, chissà se un mazzo di margheritine di campo saranno sufficienti?!

Tracklist:
1. Aorta
2.Vostok
3. Zero
4. Aura
5.Antenna
6.Volume
7.Vertebra
8.Apnea
9.Deficit
10.Cinema


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