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Glitterball – Teen (Autoproduzione, 2013) di Simone NoizeWave Vinci

La prima volta che sentii parlare dei Glitterball era il 2010, li ho incontrati varie volte a Roma, per concerti, interviste, cose così. Perchè questa prefazione? Tanto per giustificare il fatto che la redazione di Relics mi ha incaricato di questa recensione “perchè li conosci bene”. Giustamente. I Glitterball sono: Giovanni Lanese (che canta e suona la chitarra) e Barbara Sica (che canta, suona il basso e i synth). Sono originari del pescarese, fanno un genere che abbraccia il noise, l'alternative, il post punk e lo shoegaze. Non hanno una collocazione precisissima, dato che non sono così infrequenti le…

Score

Concept
Artwork
Potenzialità

Conclusione : (too) lo-fi

Voto Utenti : 4.9 ( 1 voti)
La prima volta che sentii parlare dei Glitterball era il 2010, li ho incontrati varie volte a Roma, per concerti, interviste, cose così. Perchè questa prefazione? Tanto per giustificare il fatto che la redazione di Relics mi ha incaricato di questa recensione “perchè li conosci bene”. Giustamente.

I Glitterball sono: Giovanni Lanese (che canta e suona la chitarra) e Barbara Sica (che canta, suona il basso e i synth). Sono originari del pescarese, fanno un genere che abbraccia il noise, l’alternative, il post punk e lo shoegaze. Non hanno una collocazione precisissima, dato che non sono così infrequenti le incursioni che sfiorano il synth pop anni 80. Questo Teen è il terzo lavoro, che segue Glitterball del 2009 e We couldn’t have dreamed it del 2011.

Teen esce in questo 2013, con la formula ormai utilizzata quasi universalmente del “Te lo ascolti gratis, ma al concerto te lo compri”, si compone di 10 tracce o, come preferiscono dire loro, Eventi.

Al primo ascolto, non rimango colpito, al contrario, rimango deluso da come tutto sembri un po’ approssimativo. Dalla loro pagina, dalla descrizione di questo lavoro, apprendo che c’è un motivo: la registrazione è stata eseguita in presa diretta in un piccolo studio con due microfoni panoramici. Concedo le attenuanti generiche.

Il disco si apre con Teen, la title-track, ma quello che segue a un bell’intro, è qualcosa che non prende, che non ti fa muovere la testa come il lavoro precedente. Quel senso di approssimazione, seppur cercato e messo alla luce del sole, ti lascia l’amaro in bocca e ti chiedi il perchè di una scelta del genere. Si intuisce la validità dei pezzi, ma le limitazioni della registrazione sono chiare e danno un senso di dilettantismo inadatto a quello che sono i Glitterball. Si sentono distorsioni sui bassi, picchi superati, voci perse nell’aria. E’ chiaro che la presa diretta ti offre quel tocco lo-fi, ma, almeno fino a La Folie Baudelaire, è troppo lo-fi. Poi con Teens and Death on Credit, qualcosa migliora e ad un secondo ascolto direi che è la più bella del disco, per la sua completezza e semplicità, è un manifesto dei simboli e parole dei tempi che corrono, un bel pezzo tra postpunk e krautrock, più inglese che tedesco, più Magazine che Faust. La seconda parte di questo lavoro è decisamente meglio della prima, infatti, anche brani come Post e Suicidal, pur mantenendo l’eccesso lo-fi, risultano curati maggiormente.

In conclusione, nonostante sia un loro seguace, non posso dire di essere felice del risultato di Teen, ma alla fine, quando si ascolta il nuovo lavoro di un qualsiasi gruppo, su qualsiasi livello, qualsiasi cambio di rotta stilistico ti fa sempre storcere il naso. I Glitterball, oltretutto, sono uno di quei gruppi che hanno nel live il loro punto di forza, dove si manifestano maggiormente la bravura e il carisma di un gruppo tanto particolare. Dopo un loro concerto, questo lavoro potrà convincermi sicuramente.

 

Tracklist:

1. Teen
2. Durango
3. I is Another
4. Love is Like Water
5. La Folie Baudelaire
6. Teens and Death on Credit
7. Post
8. I Fouled the Bed of Dream
9. I am the Ocean (Omaggio agli Scisma)
10. Suicidal


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