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Il Muro del Canto – Ancora Ridi (Goodfellas 2013) di Giulia Pierimarchi

Ancora ridi è la ricerca di una lingua incontaminata da ogni elaborazione linguistica e attenta a raccogliere le sottigliezze della vita quotidiana che vuole descrivere. Attenta a cogliere la rassegnazione nelle parole dei sottoproletari, degli sradicati, dei diseredati, di chi si arrangia, di coloro che faticano a prendere coscienza di se e a relazionarsi con la realtà attuale delle borgate romane, in cui si vedono formare nuovi agglomerati sociali e gli abitanti di appartenenza vedono risiedersi in luoghi diversi dal proprio. Nella scelta di esprimersi in questo linguaggio spontaneo, immediato, essenziale, di istantaneo impatto, spesso emotivamente liberatorio, Il Muro…

Score

CONCEPT
ARTWORK
POTENZIALITA'

Conclusione : Veristi

Voto Utenti : 2.5 ( 2 voti)

Ancora Ridi - Cover FRONTEAncora ridi è la ricerca di una lingua incontaminata da ogni elaborazione linguistica e attenta a raccogliere le sottigliezze della vita quotidiana che vuole descrivere. Attenta a cogliere la rassegnazione nelle parole dei sottoproletari, degli sradicati, dei diseredati, di chi si arrangia, di coloro che faticano a prendere coscienza di se e a relazionarsi con la realtà attuale delle borgate romane, in cui si vedono formare nuovi agglomerati sociali e gli abitanti di appartenenza vedono risiedersi in luoghi diversi dal proprio.
Nella scelta di esprimersi in questo linguaggio spontaneo, immediato, essenziale, di istantaneo impatto, spesso emotivamente liberatorio, Il Muro del Canto espone tutto il suo coinvolgimento nei confronti delle condizioni di tutta quella gente che non ha coscienza del proprio futuro.
Dopo L’ammazzasette, prodotto per la Goodfellas nel 2012, Ancora Ridi si propone con un sound sempre d’impronta cantautoriale/folk ma ancora più graffiante, ruvido, granuloso, intento a ricomporre un revival western grazie a delle chitarre arroventate prese in prestito da scenari dei migliori filoni cinematografici trasposti nella musica d’autore.
Con Strade da dimenticà, Arrivederci Roma e Il canto degli affamati il sestetto romano sembra voler rimaner sepolto sotto la polvere della realtà periferica che ha sempre vissuto e tramandato. E tracciando delle relazioni ideali con le ambientanzioni gangster-movie ci riporta a tracciare dei legami con una Roma ormai lontana in cui il riscatto dalle condizioni di miseria e di emarginazione era il moto interiore per provvedere a ogni iniziativa primaria.
Questo secondo tentativo di depositare una verità, una testimonianza di questa dimensione locale losca, malata e maledetta viene raccontata dalla voce altèra e profonda di Daniele Coccia e viene alternata a momenti di storytelling come Il funerale, Palazzinari e Lacrima a metà da Alessandro Pieravanti.
Come ne L’ammazzasette, anche qui la formazione romana si rilascia a momenti di rivisitazione dell’immaginario cantautoriale romano come nel brano E intanto er sole se nasconne – di Stefano Rosso – trascritta dal sestetto in dialetto per misurarsi con tutto quel deposito della tradizione artistica romana che nel lavoro precedente li vedeva invece eredi del bagaglio letterario dialettale di Pier Paolo Pasolini.
Nel continuum di questo anacronismo s’inserisce anche un canto popolare di veglia funebre pugliese. Trasposto analogamente come per il brano di sopra in dialetto romanesco per ricordare la vicenda umana de Lu povero ‘ntonuccio, celebrato in un polifonico lamento dai suoi compagni di bevute, nel brano Osteria dei frati.
La volontà di descrivere in maniera particolareggiata questa Mamma Roma attraverso la lingua locale, spesso recepita come lingua inferiore mostra ancora di più la scelta di esporre in maniera veristica l’inadeguatezza sociale e dà merito alla band di consegnare alla musica un documento di coscienza civile. Bravi.

Il disco è uscito il 29 ottobre e pochi giorni addietro, l’8 novembre è stato presentato al Circolo degli Artisti di Roma.
Il missaggio è stato affidato all’esperienza di Tommaso Colliva (Muse, Afterhours, Calibro 35)

Tracklist:

1. Ancora ridi
2. Maleficio
3. Il canto degli affamati
4. Intanto er sole se nasconne
5. Peste e corna
6. Palazzinari
7. L’osteria dei frati
8. Canzone allagata
9. Strade da dimenticà
10. Il funerale
11. Lacrima a metà
12. Arrivederci Roma

Oltre ai citati Daniele ed Alessandro ne fanno parte: Giancarlo Barbato Bonanni (cori e chitarra elettrica) Eric Calderoni (chitarra acustica), Ludovico Lamarra (basso) e Alessandro Marinelli (fisarmonica).
Unico ospite all’interno del disco è Andrea Ruggiero (violino in Operaja Criminale)

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