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Il Muro Del Canto @ Circolo degli Artisti (Testo e foto di Simone Giuliani)

_DSC0181Il Muro Del Canto li avevamo già visti sei mesi fa sempre qui al Circolo degli Artisti, in quella serata presentavano il vinile del fortunato disco l’Ammazzasette. Oggi invece è la volta del nuovo concept-album verista Ancora Ridi che porta in se 12 traccie uscite il 29 ottobre. I brani, quasi tutti già suonati nel corso dei molteplici e intensi live durante questi anni, continuano a raccontare storie “de Roma” e dei romani; di una città che si colora di racconti presi dalle strade e dai vicoli della capitale e che profumano di sentimento, appartenenza, rabbia e di orgoglio proletario. Giusto per rendere l’idea si parla di rock e tradizione fortemente radicati in canzoni da brividi dove la voce profonda di Daniele Coccia con determinazione, solennità racconta storie d’amore e morte che ballano insieme sullo sfondo di una Roma pasoliniana. È la musica de “la roma dei poracci che dorme ancora” resa così vera da sembrare viva, tangibile e cruda.

Ancora Ridi è il bano più vicino al primo lavoro, un pezzo popolare con chitarre, tamburelli e campanacci che invitano a reagire alla crisi, facendo affidamento all’amore nel petto e alla rabbia nelle vene; è una dedica ai disperati e disgraziati che nonostante tutto hanno ancora la _DSC0399forza di ridere e guardare avanti. Maleficio è l’eterna sventura, mentre Il Canto Degli Affamati è la storia antica di chi nonostante lavora sempre e comunque fa la fame. Palazzinari invece tratta un problema dei giorni nostri come l’abusivismo. Si passa poi alle narrazioni con Na Lacrima A Metà dove ironicamente si riflette sulla vita, sulla morte e sui luoghi comuni da funerale, il tutto in chiave allegorica. Arrivederci Roma è un omaggio a quest’ultima, anche se parla di emigrazione, un canto di arrivederci e di speranza alla città tanto amata quanto odiata tra proverbi e senso di appartenenza. Durante il live non mancano le narrazioni di Alessandro Pieravanti (percussioni e seconda voce), che ci riportano alla mente i versi di Trilussa, del Belli e degli altri nomi illustri della poesia romana. La mia impressione è quella di un live più ruvido rispetto a quello di sei mesi fa, dalle sonorità più rock e ancora più impegnato verso le tematiche sociali. La musica popolare che, forse è considerata fuori moda, con Il Muro Del Canto riacquista una nuova ninfa vitale, grazie al mix tra ruvidezza e poesia che testi e l’interpretazione riescono a dare. No, la musica popolare romana non è morta, perchè i sentimenti più intimi e naturali non muoiono mai e l’album Ancora Ridi dimostra la capacità innata di questo gruppo nel saper catturare questi sentimenti, togliendo il coperchio a una pentola che da troppo tempo è rimasta chiusa. Coccia e compagni non fanno altro che da megafono al pensiero popolare romano.

Setlist:

Ancora ridi_DSC0229
Maleficio
Il canto degli affamati
Intanto er Sole se nasconne
Peste e corna
Palazzinari
L’osteria dei frati
Canzone allagata
Strade da dimentica’
Er funerale
Lacrime a metà
Arrivederci Roma
Luce mia
La spina
La terra è bassa
La malarazza
Cristo de legno
Serpe ‘n seno
Ridi pajaccio
Quanno che more
Chi mistica mastica
Te possina da’ tante cortellate
Bevi bevi compagno

Bis
L’Ammazzasette
Il canto degli affamati

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