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Karma To Burn + Ape Skull + Sixtysix @ Traffic, Roma (testo e foto di Mario Cordaro)

La Heavy Psych Sound è un’etichetta romanImmagine 034a particolarmente attenta alle proposte musicali riguardanti l’ambito psych (lo dice il nome stesso), hard rock, stoner, doom et similia.
Stasera al Traffic si esibiscono due nomi del loro rooster: gli statunitensi Karma To Burn e i romani Ape
Skull, accompagnati dai Sixtysix.
Quest’ultimi esibiscono una proposta in voga tra la fine degli anni ’90 e gli inizi dei duemila, un mix di
Pantera e Machine Head con voce alternata tra growl e clean: qualcuno l’ha chiamato “groove”, ma onestamente non ho mai capito il significato di questo termine. Il loro sound è robusto, come vuole la proposta, ma non è affatto il mio genere e quindi faccio mea culpa nel non saperli giudicare con maggior precisione, non me ne vogliano questi ragazzi.

Setlist:

– Intro
– Burst
– Ash
– Drunk
– Rotten
– Just
– Needle
– Chains

Tempo del cambio di palco e tocca agli Ape Skull: per quanto la loro proposta non abbia assolutamente nulla di originale, posso affermare tranquillamente di adorare questo trio; il loro hard rock prende a man bassa dai ’70, sia a livello di strutture che di sound. Lo fanno bene però, e questo non è da tutti, arricchendo il tutto anche di qualche trovata inusuale come il loro batterista/cantante, Giuliano Padroni. Non è da tutti anche la loro sfortuna in quest’occasione: malfunzionamenti degli effetti della chitarra creano tantissimi problemi, e quattro brani in scaletta devono essere tagliati, oltre a causare lunghe pause tra un brano e l’altro. Davvero un peccato, in quanto il loro set aveva molto coinvolto il pubblico. Fossero usciti fuori quarant’anni fa avrebbero fatto furore, ma per amanti delle sonorità “vintage” come il sottoscritto questo non è assolutamente un problema.Immagine 015

Setlist:

– Lazy
– So Deep
– Driver
– A Is For Ape
– Tree Stomp
– I Got No Time (cover Orange Peel)

La speranza è che almeno gli headliner non abbiano problemi con gli strumenti, circostanza che per fortuna non si è verificata. I Karma To Burn si esibiscono spesso in questa città (all’incirca ogni sei mesi) anche se la cosa, come i loro recenti cambi di formazione, non ha inciso sulle presenze, in quanto il locale è pieno per più della metà. Questa band non utilizza nessun tipo di voce, in quanto la loro proposta gioca su impatto, velocità, cambi di tempo e nessun utilizzo di effetti vari. Su questa base ritmica si poggia la chitarra di William Mecum (unico superstite della formazione originale), il quale alterna vibrato, bending, barrè e vari tipi di accordi a seconda della canzone e del
risultato voluto. Il risultato è uno stoner davvero convincente e trascinante, pur con (com’è logico che sia) una certa influenza settantiana, anche se sepolta sotto strati di distorsione e rumore.
Pur con tutte le ultime vicissitudini di lineup, la band dimostra di Non resta che dare appuntamento ai Karma To Burn per il prossimo concerto, il quale sicuramente non si farà attendere più di tanto…

Immagine 023Setlist:

– 19
– 8
– 34
– 5
– 53
– 47
– 15
– 54
– 36
– 9
– 28
– 30 – 20


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