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Leo Pari – Sirena (Gas Vintage Records, 2013), di Stefano Capolongo

Delicatamente vintage. Queste due parole così cariche di leggerezza e nostalgia possono esaustivamente descrivere il disco che oggi abbiamo tra le mani. Parliamo del terzo lavoro di Leo Pari (già attivo dal 2006 come solista e con il progetto parallelo San la Muerte), Sirèna che è anche il secondo di una trilogia cominciata nel 2012 con l'ottimo Rèsina (Gas Vintage Records/Audioglobe/A buzz supreme). Sirèna si presenta, già dall'artwork (opera di Sabrina Nieddu), come un disco squisitamente espressionista, messaggero di una realtà tangibile e quotidiana che eleva Leo Pari a moderno trovatore, voce delle mille sfaccettature dell'amore nel senso più genuino del termine. L'idillio agreste che nasce…

Score

CONCEPT
ARTWORK
POTENZIALITA'

Conclusione : Amor cortese

Voto Utenti : 4.75 ( 1 voti)

COPERTINA SIRèNADelicatamente vintage. Queste due parole così cariche di leggerezza e nostalgia possono esaustivamente descrivere il disco che oggi abbiamo tra le mani. Parliamo del terzo lavoro di Leo Pari (già attivo dal 2006 come solista e con il progetto parallelo San la Muerte), Sirèna che è anche il secondo di una trilogia cominciata nel 2012 con l’ottimo Rèsina (Gas Vintage Records/Audioglobe/A buzz supreme). Sirèna si presenta, già dall’artwork (opera di Sabrina Nieddu), come un disco squisitamente espressionista, messaggero di una realtà tangibile e quotidiana che eleva Leo Pari a moderno trovatore, voce delle mille sfaccettature dell’amore nel senso più genuino del termine. L’idillio agreste che nasce dal primo play parte con Piccolo Sogno in cui grazie alle voce sporca di Pari e ad una chitarra dal sapore popolare ci accorgiamo della vena profondamente folk che il cantautore ha voluto inserire in quest’album. La voce di Leo Pari è uno strumento elastico e poliedrico, che nonostante dimostri in più parti la profonda eredità battistiana ricevuta, risulta modellabile a seconda dei vari scopi e mai banale o ripetitiva: deliziosamente retrò nella splendida Cara Maria, intimista nella visionaria La sposa di cera, estremamente vintage in L’uomo niente, forse il pezzo migliore dell’intero lavoro.
Come già detto, il trait d’union di Sirena è la tematica amorosa, ed è proprio in questo che sussiste la vittoria musicale di Leo Pari: nel nostro minestrone nazional-popolare di musica usa-e-getta, l’amore e, più in generale, gli stati d’animo umani da esso indotti vengono spesso stuprati da parolieri da ipermercato e da linee melodiche destinate ad un oblio più che giustificato. Qui invece, basta prestare attentamente l’orecchio a brani come C.U.O.R.E., Se tu sapessi innamorarti di me, Boogie 12 (con un groove graditissimo, a cavallo tra un tardo Dalla e Gianni Donzelli) per rendersi conto di quanto siano meravigliosi nella loro semplicità, ma allo stesso tempo ricercati e non scontati.
Il rock della scuola romana (Leo Pari fa parte del Collettivo Dal Pane) è sempre presente dietro le quinte ed esplode nella gradevole Assholo, intermezzo più “duro” inserito con grande precisione subito prima del pezzo di chiusura Da tempo. Quest’ultimo brano è una stupenda e intensa dichiarazione d’amore, tenerissima nella sua semplicità senza arzigogoli e barocchismi.
Leo Pari, col suo Sirena, aggira agilmente l’ostacolo della rima cuore-amore regalandoci un album che parla di tutto ciò che l’amore (e l’assenza di esso) produce, in un caleidoscopio di emozioni, sentimenti e personaggi dal sapore profondissimo ma presentato con una leggerezza fanciullesca e un sapore a cavallo tra il freschissimo e il vintage.
Obiettivo centrato.

Tracklist:
1. Piccolo sogno
2. Cara Maria
3. La sposa di cera
4. L’uomo niente
5. Ancora ancora
6. C.U.O.R.E.
7. Se tu sapessi innamorarti di me
8. Boogie 12
9. Assholo
10. Da tempo


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