Home / Live / The Bloody Beetroots @ Alcatraz, Milano (testo e foto di Marco Calò)

The Bloody Beetroots @ Alcatraz, Milano (testo e foto di Marco Calò)

bb8 Sir Bob Cornelius Rifo alias The Bloody Beetroots,torna in Italia dopo la data del marzo scorso, che lo ha visto all’opera insieme al fedele Tommy Tea,alle tastiere, ed  Edward Grinch alla batteria, all’Alcatraz di Milano che si rivelerà ottimo teatro anche per lo show che andrà in scena in questo secondo evento di gran lunga più esplosivo del precedente.

Con Il nuovissimo Hide appena uscito, terzo album per il produttore e musicista di Bassano del Grappa dopo Romborama del 2009 e Best of…Remixes del 2011, che vanta collaborazioni eccellenti come Tommy Lee batterista dei Motley Crue, Tai & B.More, il rapper Theophilus London, Sam Sparro, Peter Frampton, Penny Rimbaud e la leggenda ex Beatles Paul McCartney, Rifo cerca di conquistare anche il mercato italiano che paradossalmente ad oggi non dimostra l’interesse che probabilmente meriterebbe.

Parcheggiato davanti il locale non passa inosservato il fantastico tour bus della band griffato Hide. Dentro il set è pronto e prevede un impianto luci, con annessa grafica The bloody beetroots live, che si rivelerà essere uno spettacolo nello spettacolo, oltre alle luci si possono osservare la postazione synth e tastiere di Tommy Tea, l’inconfondibile pianoforte oltre che chitarra e basso di Sir Bob e la batteria di Grinch; posto davanti al set appena descritto si trova un dj set sovrastato da un enorme telo sul quale riflette un video proiettore,il tutto allestito per il gruppo d’apertura Aucan, duo made in italy che ha ben impressionato  con un mix di musica elettronica, techno, dubstep e drum n’bass, mescolata allo spettacolo di immagini e luci in proiezione sopra di loro. Terminata l’esibizione degli Aucan, il tempo di un rapido cambio di palco ed ecco sullo stage Sir Bob Cornelius Rifo e gli altri Beetroots, corredati dall’inconfondibile maschera nera di Venom (indossata anche da diverse decine di fans). La partenza viene affidata al brano Spank ed è di quelle che mettono a dura prova la resistenza del locale, si susseguono rapide Rocksteady,versione remixata da Gigi Barocco, e le classiche del repertorio Rifo, Escape e Talkin’ in my sleep. La reazione del qwpubblico è fuori dal comune, il locale è stracolmo e la musica viene sparata dai potenti impianti come bordate di fuoco tra gente che poga e balla i ritmi forsennati dei Bloody beetroots. Si prosegue con Albion inedito dal nuovo disco, la bella Dimmakmunication e Mystery meat che preparano la strada ad uno dei grandi pezzi della gang di Rifo, Warp 1977 e il pubblico è impazzito nel vedere la nuovissima maschera di Bob Rifo con occhi che si illuminano a ritmo di musica, l’effetto visivo è indescrivibile a parole. Arriva il momento di The furious ed ecco fare il suo ingresso sul palco l’ospite della serata, Penny Rimbaud ex batterista del gruppo punk rock/anarchico Crass, che si appresta ad eseguire dal vivo il pezzo con Bob che si sposta al piano lasciando il microfono al suo ospite, brano molto particolare e gran presenza scenica per il vecchio Penny, che dopo il brano si congeda dal pubblico lasciando che Bob esegua, senza lasciare il pianoforte, The Beat.

La band dimostra una eccellente creatività e versatilità passando dall’elettronica al rock n roll con Keep on Dancing eseguita con Tommy Tea al basso e Bob alla voce,brano fuori genere che non toglie al pubblico la voglia di ballare. Il brano viene intervallato da uno spettacolare drum solo con unico protagonista sul palco Edward Grinch; dopo un paio di minuti di spettacolari cambi tempo e veloci rullate Bob e Tommy tornano sul palco per riprendere il brano e avviarlo alla conclusione.

bb2Dopo una breve pausa di metà concerto, i tre ricompaiono sul palco e ripartono con New Noise pezzo realizzato in collaborazione con il produttore e cantante svedese Dennis Lyxzén con il quale Rifo ha dato vita al progetto Church of Noise, tuttavia nel live è Bob a dare prova di essere un ottimo cantante con un’ottimo  scream. Un paio di pezzi sapientemente mixati in rapida successione da Tommy Tea e si passa ad un altro classico dei Beetroots, Pistols & Hearts con Bob che alla chitarra da sfoggio della sua grande abilità come chitarrista eseguendo l’assolo di tapping. Il live si avvia al termine con l’esecuzione di tre dei pezzi uno più carico dell’altro, la super classica Cornelius seguita dalla versione Beetroots di Volevo Un Gatto Nero (You Promised Me Bob Rifo) e chiusura con la parte finale del pezzo d’apertura Spank. Saluti e ringraziamenti di rito che solitamente Bob esprime in lingua inglese pur essendo italiano e in Italia questa volta a grande sorpresa da parte di tutti vengono fatti in italiano con un inconfondibile cadenza veneta, il pubblico dimostra di apprezzare il suono della lingua italiana uscire dalla bocca del leader del gruppo quasi quanto l’intero live, una degna conclusione di concerto.

Un grande evento live per una band dai suoni unici,pubblico soddisfatto e speranzoso di rivedere presto Sir Bob Cornelius Rifo & Co. in Italia.

Setlist

    1. Spank
    2. Rocksteady (Gigi Barocco VS Sir Bob Version)
    3. Escape
    4. Talkin’ in my Sleep
    5. Albion
    6. Dimmakmunication
    7. Mystery Meat
    8. Warp 1977
    9. The Furious
    10. The Beat
    11. Choo Choo 
    12. Keep on Dancing
    13. Drum Solo – Angger Dimas Keep On Dancing RMX
    14. New Noise
    15. Dissolve
    16. Runaway
    17. Pistols & Hearts
    18. Chronicles of a Fallen Love vs Sir Bob Version
    19. Volevo un gatto nero (You Promised Me Bob Rifo)
    20. Spank Finale

Link al Set su Flickr


Commenti

Click here to connect!