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Andrea Appino @ Tender Club, Firenze (Testo e foto di Valentina Cipriani)

appinoLo ammetto, aspettavo da mesi questo giorno. Dopo aver girato l’Italia in lungo e in largo e perfino l’Europa, finalmente Andrea Appino ha suonato nella mia città, Firenze, e lo ha fatto nella penultima data del tour “Il lavoro mobilita l’uomo”.

L’idea della versione acustica mi incuriosiva molto. Provavo invano ad immaginarlo seduto su uno sgabello, proprio lui che neanche con la gamba rotta aveva smesso di saltare sul palco. Mi sono imposta di non guardare i video dei live precedenti per non rovinarmi la sorpresa, e sono stata ampiamente ripagata.

morettoDimenticate l’idea di un acustico moscio e immaginate invece un cantautorato rock dalla ritmica molto presente. Aggiungete un Appino che è lì a cantare una fetta di sé per condividerla con voi, un immenso Enzo Moretto alla chitarra e il gioco è fatto.

Il palco del Tender Club, piccolo e raccolto, è il luogo ideale per un live dalla forte carica emotiva, e il pubblico, così vicino ed eccitato, fa sentire tutto il suo calore. Dopo dieci mesi folli e 72 date in giro per l’Italia e l’Europa, Appino e il “Maestro Moretto” salgono insieme sul palco per l’ultima volta. Già, perché la data conclusiva del tour vedrà Andrea esibirsi da solo per il Nono Natale Zen a Massa.

DSC_6926 copiaDue chitarre, una batteria a pedali e un’armonica ricreano l’atmosfera da musicista di strada legata alle origini da busker di Andrea. E’ Fiume Padre ad aprire la serata e fin dalle prime note si sprigiona una potenza straordinaria che ci accompagnerà per tutto il live in un crescendo di emozioni.

Appino è un artigiano delle parole e la sua voce ci guida tra una brano e l’altro regalandoci aneddoti e storie che stanno dietro ad ogni pezzo. Ci racconta che Questione d’orario parla delle donne che rimanevano incinte fuori dal matrimonio e venivano mandate a partorire lontano. Ci dice che i “lupi cattivi” esistono e servono nella vita, o almeno a lui sono serviti. Ci narra la storia di suo padre che lavorava alla Piaggio e di Pertini che nell’83 fece un bel discorso.

DSC_6631 copiaLa serata scivola via tra i brani de Il Testamento, la bellissima Il Lavoro Mobilita l’Uomo e una cover di “Vecchio frack” di Domenico Modugno, dedicata all’amico concittadino Bobo Rondelli.

Siamo vicini alla fine e Andrea ringrazia il pubblico e il “Maestro Moretto” che per mesi è stato la sua famiglia. “Avete paura di morire? Solo gli stronzi muoiono!” grida Appino prima di lanciarsi sulle note dell’ultimo brano.  I due si abbracciano commossi e lasciano il palco nell’acclamazione generale. Si spengono i riflettori e io rimango con l’amara sensazione che sia durato troppo poco. Ci metto un pò a riprendermi, ma l’emozione e il nodo alla gola che ho provato in quell’ora e un quarto me li porto ancora dentro.

 Setlist:

Fiume Padre
Passaporto
Specchio Dell’Anima
Questione D’Orario
Godi (Adesso che puoi)
Tre Ponti
Che il Lupo Cattivo Vegli Su di Te
Il Testamento
Fuoco!

1983
I Giorni Della Merla
Vecchio Frack
La Festa della Liberazione

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Click per il set di Valentina Cipriani su Flickr


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