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Arm On Stage- Aldrin (AMS/Extravaganza, 2013) di Fabrizio Necci

Arm on stage, progetto nato nel 2010 nei pressi di Savona e arrivato a un punto importante della carriera con un nuovo album, Aldrin. Il riferimento è apprezzabile e piuttosto ricercato, si parla infatti di Buzz Aldrin, secondo uomo sulla Luna, dimenticato e ignorato da tutti e caduto in una spirale di alcol e depressione. Una metafora di forza e fragilità come pietra fondamentale dell'architettura del disco. La produzione viene curata da nomi di sicuro affidamento come Paolo Benvegnù e Michele Pazzaglia, la band è riuscita a far nascere questo lavoro attraverso una produzione di crowfunding in collaborazione con…

Score

CONCEPT
ARTWORK
POTENZIALITA'

Conclusione : Rock

Voto Utenti : Puoi essere il primo !

aldrin-300x300Arm on stage, progetto nato nel 2010 nei pressi di Savona e arrivato a un punto importante della carriera con un nuovo album, Aldrin. Il riferimento è apprezzabile e piuttosto ricercato, si parla infatti di Buzz Aldrin, secondo uomo sulla Luna, dimenticato e ignorato da tutti e caduto in una spirale di alcol e depressione. Una metafora di forza e fragilità come pietra fondamentale dell’architettura del disco. La produzione viene curata da nomi di sicuro affidamento come Paolo Benvegnù e Michele Pazzaglia, la band è riuscita a far nascere questo lavoro attraverso una produzione di crowfunding in collaborazione con Musicraiser ed è sempre bello sapere che certe attività siano ancora realizzabili in questo paese. La prima cosa che si nota, sin dal primo ascolto, è una competenza e bravura dei musicisti, perfettamente legati e armonizzati, non si può infatti trovare nessuna sbavatura nella costruzione sonora. Dopo un paio di tracce ci si rende però conto di una certa mancanza di originalità, che potrebbe alla lunga stancare l’ascoltatore, con riferimenti troppo chiari a una dimensione rock classica oggi abbastanza superata. Il sound richiama molto a band storiche come Radiohead, Pearl Jam o Soundgarden, il che potrebbe piacere molto ai nostalgici, ma aggiunge ben poco al panorama odierno, con il grande pericolo di sforare nella categoria “cover band”. Il concept è molto interessante, ma non viene sviluppato in modo adeguato per tutta la durata del lavoro. Si viene però fulminati da una traccia che si dissocia completamente dal resto dell’album. Il suo titolo è Money e Puttane ed è qualcosa di grandioso. Un sound differente, semi-elettronico, fresco, con un rap sgangherato e divertente che ricorda molto i Gorillaz in quanto ad originalità sonora ed esalta in maniera esponenziale l’ascolto. Purtroppo questa è l’unica voce fuori dal coro, poichè si rientra subito nel mood che i nostri vogliono trasmettere sin dall’inizio. Aldrin è buon lavoro, non è originalissimo, ma ha ottimi spunti ed è suonato da musicisti di livello che hanno qualcosa da dire. Continuare su questi livelli porterà sicuramente ottimi frutti.

SETLIST:

1) That Old Velvet Curtain

2) April Song

3) Alive

4) Sunday’s Over

5) The Second Man On The Moon

6) Lally The Clown

7) Money & Puttane

8) Crystal

9) The Master

10) Neighbor’s Nightmare

11) That Magnificent Desolation

12) Strong Enough (Bonus Track)


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