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Blues Pills – Devil Man (Nuclear Blast, 2013) di Simone Pilotti

Tre ragazzi in concerto, una chitarra scagliata con rabbia verso la batteria, lo stesso colpo restituito sulla testa del chitarrista e due dei tre ragazzi che escono dal gruppo. L’origine dei Blues Pills è molto curiosa, quantomeno particolare. Un litigio violento e pubblico che pone fine alla formazione originaria dei Radio Moscow, probabilmente frutto di incomprensioni protratte nel tempo, dai quali proviene la sezione ritmica delle Pillole Blues. I fratelli Zac (bassista) e Cory (batterista), infatti, daranno vita a questo nuovo progetto, che avrà una dimensione internazionale evidente anche nella composizione: ai due americani si uniranno la cantante Elin,…

Score

CONCEPT
ARTWORK
POTENZIALITA'

Conclusione : Travolgente

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bluespillsdevilmansingle_600Tre ragazzi in concerto, una chitarra scagliata con rabbia verso la batteria, lo stesso colpo restituito sulla testa del chitarrista e due dei tre ragazzi che escono dal gruppo. L’origine dei Blues Pills è molto curiosa, quantomeno particolare. Un litigio violento e pubblico che pone fine alla formazione originaria dei Radio Moscow, probabilmente frutto di incomprensioni protratte nel tempo, dai quali proviene la sezione ritmica delle Pillole Blues. I fratelli Zac (bassista) e Cory (batterista), infatti, daranno vita a questo nuovo progetto, che avrà una dimensione internazionale evidente anche nella composizione: ai due americani si uniranno la cantante Elin, svedese, e il chitarrista francesino Dorian. Visti gli applausi che si stanno levando di fronte ai Blues Pills, la litigata a colpi di chitarra sul palco dei Radio Moscow appare, a posteriori, come un male necessario, capace di aprire la strada ad un futuro roseo ai due americani. Certo, rimane un episodio assolutamente originale, tanto che si dice che ancora oggi i protagonisti preferiscano eludere le domande in merito, per non riaprire la ferita.

In novembre è stato pubblicato dai Pills il loro ultimo lavoro discografico, un ep di quattro tracce intitolato Devil Man. Un’uscita che metta l’acquolina in bocca in vista di minutaggi più elevati, data l’elevata qualità della pubblicazione che, nonostante spesso appaia decisamente retrò e derivativa, è capace di suonare genuina e effervescente. Tutt’altro, dunque, che una semplice riproposizione di suoni masticati e rimasticati, e poi accozzati insieme: una voce femminile pazzesca per quanto riesca ad essere soave e demoniaca allo stesso tempo, basso e batteria martellanti e chitarre fulgide. I colori sulla tavolozza dei Pills sono gli stessi della band originaria: un blues furioso che si incanala spesso verso l’heavy rock, ma che è capace di rievocare le note dei gruppi californiani anno ’70 che si muovevano tra blues e psichedelia. Grezzi, acidi, duri e decisi.
Appena il disco nel lettore inizia a girare si ha come l’impressione che i Black Keys si siano incazzati e abbiano deciso di darci dentro con basso e chitarre oppure che i Cream abbiano scelto assumere una cantante femminile. A proposito, le prime due tracce, Devil Man e The River, iniziano con due assoli vocali deliziosi che spiegano perché Elin Larsson venga accostata insistentemente a divinità del passato come Janis Joplin o Aretha Franklin. E proprio a sentire i due incipit il paragone non sembra un azzardo. Il soul delle liriche viene poi accompagnato dalla polpa blues fino all’esplosione della chitarra in assoli travolgenti che culminano le tracce in maniera esemplare. La seguente Time Is Now si dispiega su un riff che è l’eco delle chitarre del Jimmy Page versione Led Zeppelin, mentre la base è sempre ottimamente curata da basso e tamburi. Nell’ultima Dig In l’atmosfera si fa rimessa, l’intensità cala, ma la musica non si appiattisce, anzi: si tramuta in una ballata con evidenti richiami al jazz, dove, tanto per cambiare, la voce fa la parte della protagonista e la chitarra intraprende un riff ipnotico di sottofondo.

Raramente, dunque, un ep è capace di essere così incisivo. Trovare una band con innegabili impulsi retrò così fresca e sorprendente. Eppure i Devil Man e Blues Pills ci sono riusciti.

Tracklist:
1. Devilman
2. the river
3. Time is now
4. Dig in


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