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Skid Row @ Crossroads, Roma (it/eng version/ by Fabio Valentini, pictures Edoardo Ferrini)

IMG_1012Questa sera al Crossroads è di scena una band che non ha certo bisogno di presentazioni, stiamo parlando di un pezzo di storia dell’hard rock mondiale, autori a cavallo tra gli anni ’80 ed i ’90 di due masterpiece assoluti del genere, l’omonimo del 1989 ed il seguente “Slave to the Grind” del 1991: sì, sono proprio loro, sto parlando dei Skid Row!!
Per me è una gran bella sensazione poter ammirare un loro show, considerato che con quegli album ci sono cresciuto e continuo tuttora a reputarli una delle migliori espressioni del glam / hard rock americano dell’epoca.

Ma andiamo con ordine, visto che le sorprese per questa serata non finiscono di certo qui.
Entro nel locale intorno alle 9, mentre salgono sul palco gli opener di questa sera, gli Headless. Da bravo recensore ho fatto il mio compitino pomeridiano, girando internet in cerca di informazioni sulla band, e potete immaginare la mia facciadopo aver letto i nomi coinvolti: Goran Edman (Malmsteen – John Norum) e Scott Rockenfeld  (Queensryche). Non avevo mai sentito parlare di questo interessante progetto, una “International heavy metal band” composta dai due chitarristi Walter Cianciusi e Dario Parente e dal talentuoso cantante Goran Edman, vecchia gloria dell’hard rock svedese.
I tre hanno da poco rilasciato il loro ultimo album Growing Apart per Lion Music, con la collaborazione dietro le pelli di Scott Rockenfeld dei Queensryche, e visto il livello della band e dell’esibizione proposta direi che è un prodotto sicuramente da IMG_1032consigliare agli amanti dell’hard rock / Aor!!
Lo show è impeccabile, i suoni sono ottimi da subito e Goran dimostra di avere ancora un’ugola di tutto rispetto. A spiccare nel sound dei nostri sono sicuramente gli intrecci delle due asce di Dario e Walter, molto precisi, con ottimi suoni ed un gran gusto melodico. Il loro set dura circa mezzora e funge da perfetta apertura per scaldare a dovere il pubblico che man mano riempie la sala. Una piacevole sorpresa, complimenti!

E’ quindi il momento del secondo opener della serata, gli australiani Dead City Ruins, che accompagnano gli Skid Row in tutto il loro tour europeo. La loro proposta si rivela più “grezza” e di impatto rispetto a quella dei loro predecessori, con un sound vicino ai Sabbath del periodo Ronnie James Dio ed ai primi Iron Maiden. L’impatto è notevole, il sound è molto compatto e le chitarre innalzano un muro sonoro di tutto rispetto. Nel complesso la band si è mossa bene ed ha fomentato a dovere il pubblico presente, che ha fatto sentire tutto il suo calore. Personalmente ho trovato la proposta valida ma in alcuni frangenti veramente troppo derivativa; sicuramente parliamo di un genere in cui c’è ben poco margine di evoluzione e del quale le pagine più significative sono già state scritte, ma la sensazione di dejà vu frequente avuta su svariati riff e melodie mi ha portato ad un giudizio finale non completamente entusiastico. In ogni caso i quattro australiani sono giovani, talentuosi ed hanno tutte le carte in regola per sviluppare il loro sound mantenendo le stesse coordinate ma con un pizzico di personalità in più.

E veniamo ora a loro, ad una delle leggende dell’hard rock mondiale, ladies and gentlemens, gli Skid Row. La scenografia proiettata è quella dell’ultimo EP, United World Rebellion, ed anche l’apertura del concerto è affidata ad uno degli estratti IMG_0993dall’ultima fatica dei cinque americani, Let’s go. Gli anni trascorsi avranno fatto venire qualche ruga in più ai 5 rocker, ma l’energia è rimasta quella di un tempo, come appare evidente nei vari estratti del loro debut album omonimo, da Makin’ a Mess a Piece of me, che vengono riproposti con un tiro ed un groove micidiali, infammando l’audience del Crossroads. La setlist passa da momenti di maggior impatto come quelli appena descritti ad altri più introspettivi, durante i quali possiamo ascoltare deliziati i pezzi da novanta di casa  Skid Row, pezzi immortali che chiunque si sarà ritrovato qualche volta a cantare sotto la doccia, da 18 and Life all’immortale I Remember You, fino alla struggente In a Darkened Room .

Dal canto suo Johnny Solinger, dietro al microfono degli Skid Row  da oltre dieci anni, offre una prova solida ed efficace. Il paragone con i vecchi fasti sarebbe ingiusto, sostituire Sebastian Bach è impresa quasi impossibile e le parti più estreme sono addomesticate (come d’altronde è costretto a fare lo stesso Bach durante i suoi show attuali), ma in ogni caso la resa complessiva è assolutamente credibile e funzionale. Ed in ogni caso tanto di cappello per i 5 americani che, in un momento in cui sembra sia soltanto la logica dei profitti facili e sicuri a far muovere qualcosa in ambito musicale, sono tra i pochi rimasti ad avere rinunciato ad una facile e “finta” reunion con la formazione originale per proseguire il loro percorso musicale che gonfierà meno i loro conti in banca ma si dimostra sicuramente più spontaneo, genuino e per questo più credibile e sentito.

Il concerto fila che è un piacere, i brani proposti sono tutti pezzi da novanta è c’è poco da sbagliare. La maggior parte della setlist è incentrata, come era prevedibile, sui primi due album. Del nuovo corso vengono invece presentate Thick Is the Skin e tre brani dal nuovo album, la già citata Let’s Go, Kings of Demolition ed il nuovo singolo, il “lentazzo” strappalacrime This is killing me.

La chiusura dello show è affidata (e non poteva essere altrimenti) ad uno dei loro pezzi più conosciuti, Youth Gone Wild, che chiude alla perfezione uno show veramente intenso e sentito, che ha sicuramente lasciato più che soddisfatti i numerosi fan accorsi per sentire la band americana in questa prima tappa del loro tour italiano.

Skid Row Setlist:

Let’s Go
Big Guns
Makin’ a Mess
Piece of Me
18 and Life
Thick Is the Skin
Riot Act
In a Darkened Room
Kings of Demolition
Psycho Therapy
I Remember You
Monkey Business
Slave to the Grind

Encore:
This Is Killing Me
Sweet Little Sister
Youth Gone Wild

Un ringraziamento speciale al Crossroads e a Rock’n’Roll Eventi per averci ospitato durante questo evento.

English version

Tonight at Crossroads Live Club is about to play a band that needs no introduction, we are talking about a piece of history of hard rock world, the authors at the turn of the 80s and 90s of two absolute masterpiece of the genre: the eponymous 1989 and the following “Slave to the Grind ” in 1991 : yes, I own them, I’m talking about the  Skid Row !
Personally, it’s a great honour beside than a pleasure to be able to see their show tonight, since those albums I grew up with and I am still expect them to one of the best expressions of the glam / hard rock American era.

I joined the club around 9 pm, while the opening band is about to take the stage tonight: they are The Headless . As a careful reviewer I did my homework in the afternoon, turning on Internet in search of information about the band, and you can imagine my excited face after reading the names involved in the night specifically : Goran Edman ( Malmsteen – John Norum ) and Scott Rockenfeld (Queensryche). I had never heard of this exciting project, “International heavy metal band” composed of two guitarists Walter Cianciusi and Dario Parente and the talented singer Goran Edman , old glory Swedish hard rock . But it looks amazing from the beginning !
The three ones have recently released their latest album Growing Apart Lion Music, in cooperation with Scott Rockenfeld on drums, and considering the level of the band and the exhibition proposal I would say it is definitely a product to suggest to listen to for hard rock lovers.
The show is impeccable , the sounds are great from the beginning and Goran uvula is not losing its known charisma. A stand out in our sound are definitely the plots of the two axes of Dario and Walter, very precise, with great sounds and a great melodic taste . Their set lasts about half an hour and serves as a perfect opening to properly warm up the audience that gradually fills the room. A pleasant surprise, congratulations!

Then, it’s time of the second opener band of the night: the Australians Dead City Ruins, accompanying Skid Row throughout their current European tour. Their proposal is more “raw” and for higher – impact than their predecessors, with a sound closer to the period of the Sabbath Ronnie James Dio and early Iron Maiden . Their impact on the audience, infact, is significant. The sound is very compact and raises a wall of sound guitars worthy of respect. Overall, the band has moved well and stirred properly the audience , which made it feel all its warmth. Personally I find the proposal viable , but in some circumstances really too derivative ; certainly they deal with a genre in which there is very little margin evolution and of which the most significant pages have already been writte , but there is a feeling of deja- vu on various riffs and melodies that brought me to a final judgment not completely enthusiastic . In any case, the four Australians are young , talented and have all the papers in order to develop their sound while maintaining the same coordinates but with a hint of personality .

And now we come to them, one of the legends of hard rock world , ladies and gentlemen  … the Skid Row !! The scenery is focused on the worldwide promotion of their last EP, called United World Rebellion, and also the opening of the concert is entrusted to one of the extracts from their last fatigue of five Americans . Let ‘s go! The years have made ​​ a few more wrinkles on the legendary 5 rockers faces, but their energy has remained the same of their career beginning, as it is evident in the various extracts of their debut self-titled album , from Making a Mess to Piece of me , which are reproduced with a shot and a deadly groove ,make the audience crazy . The setlist changes from moments of greatest impact as those described above to more introspective times, during which we are delighted to hear the big guns of the Skid Row house , immortal pieces that anyone will be found some time to sing in the shower, as 18 and Life and  I Remember You, or In a Darkened Room.

For his part, Johnny Solinger , behind the Skid Row microphone for over ten years, offers a solid and effective performance. The comparison with the old glories would be unfair , because replacing Sebastian Bach is almost impossible , and the more extreme parties are domesticated  (as indeed he is forced to do the same Bach during his current show) , but in any case the overall yield is absolutely believable and functional. And in any case, chapeau for the five Americans who , at a time when it seems to be only the logic of profit easy and safe to move something in the music, are among the few remaining easy to have given up in pretending a fake and just commercial reunion with the original line- up . They instead prefer to keep on their musical journey in a more sincere way, that maybe could swell less their bank accounts but it proves to be definitely more spontaneous , genuine and therefore more likely and heart- felt.

The live show goes on that is a pleasure, the pieces chosen are all bigwig. Most of the setlist is been focused , as expected , on the first two albums . The band then turn to present their recent music path, let us enjoying other fascinating songs as Thick Is the Skin and three songs from the new album, the afore-mentioned Let’s Go and Kings of Demolition, until  the new single , the ” slow” tearjerker This is killing me .

The closing of the show is entrusted ( and could not be otherwise ) to one of their most popular , Youth Gone Wild, a show that closes perfectly and felt really intense , that has definitely left the audience more than satisfied with the numerous fans flocked to hear this American band in the first leg of their Italian tour.

 

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