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Kristal And Jonny Boy – s/t (La Tempesta Internazionale, 2013) di Simone Pilotti

La difficoltà di convogliare in un progetto più esperienze artistiche, oltre a quella musicale, è dimostrata dalla quantità di fallimenti in cui incorrono questi artisti volenterosi. Non necessariamente miseri fallimenti, anche solo tentativi che liquidereste con una pacca sulla spalla e tanti complimenti per averci provato. Ecco, il caso di Kristal And Jonny Boy non rientra in questa categoria, anzi. Il gruppo svedese formato da Kristina Hanses e Jonny Erikson oltre a possedere un’ottima sensibilità compositiva, riesce a rendere i propri live dei veri e propri spettacoli. In un miscuglio di atmosfere acustiche e suggestioni elettriche create dalla chitarra…

Score

CONCEPT
ARTWORK
POTENZIALITA'

Conclusione : Eclettico

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KristalLa difficoltà di convogliare in un progetto più esperienze artistiche, oltre a quella musicale, è dimostrata dalla quantità di fallimenti in cui incorrono questi artisti volenterosi. Non necessariamente miseri fallimenti, anche solo tentativi che liquidereste con una pacca sulla spalla e tanti complimenti per averci provato. Ecco, il caso di Kristal And Jonny Boy non rientra in questa categoria, anzi. Il gruppo svedese formato da Kristina Hanses e Jonny Erikson oltre a possedere un’ottima sensibilità compositiva, riesce a rendere i propri live dei veri e propri spettacoli. In un miscuglio di atmosfere acustiche e suggestioni elettriche create dalla chitarra e dalla drum machine di Jonny, lei presta la voce e danza, come fosse uno spettacolo, appunto. Il 7 dicembre al Festival veneziano de “La Tempesta Dischi”, che cura la pubblicazione, esclusivamente digitale, dell’Ep omonimo, si erano esibiti attirandosi attenzioni e complimenti dei partecipanti; per tutti gli altri rimane la possibilità di visionare spezzoni dei loro concerti sul web o tenere d’occhio prossimi impegni live degli scandinavi.

Eclettici, dunque, nel trovare l’equilibrio tra l’immediatezza delle liriche, dimesse, a tratti dolorose, e le trame che sanno diventare incalzanti e spaziali. Un eclettismo che però non diventa mai confusione o un’accozzaglia di elementi senza un preciso disegno. Le idee sono ben chiare e, seppur in alcuni passaggi le basi appaiano troppo semplici o elementari, l’architettura complessiva può dirsi efficace. Un dream pop anni ’80, reso contemporaneo dal continuo ondeggiare tra ritmiche sintetiche tipiche della dance, parti vocali di grande impatto, sui binari del nu folk alla Alt-J, e un’elettronica essenziale a dettare i tempi. Le note dell’Ep sono capaci di essere oniriche nelle strofe, miti e sensibili, trascinanti per la velocità della drum machine, accessibili come il miglior pop e anche rassegnate quando i brani si fanno più crudi e dissonanti, ma mai aspri. E così è spesso l’elettronica a guidare la composizione nelle quattro tracce,  per lasciare spazio alle chitarre acustiche incaricate di ricamare e completare il canto di Kristina, dimostrando una scrittura consapevole e già affinata, nonostante si tratti dell’esordio.

L’apertura del lavoro è affidata a I Know I Haven’t Been Easy: la base è compatta e densa, lenta ma vigorosa, sulla quale intervengono le chitarre a creare ritornelli così evocativi da apparire epici; intanto si sviluppa il cantato della svedese, malinconico, spaziale, a presa rapida, grazie al quale la traccia si può considerare come la migliore del lotto. It’s Nothing Weird With How I Dance, al contrario, non possiede la stessa efficacia e la stessa composizione della precedente. Un brano che rende sicuramente dal vivo, accompagnato dal ballo di Kristina, viste le ritmiche artificiali e l’intreccio sobrio, come nelle migliori canzoni dance, ma che in un Ep simile pare un vero e proprio estraneo. Segue la dolorosa I Put Snooze On Repeat, decisamente umile per il riff su cui si dispiega la voce ferita, che tuttavia elude il pericolo di trasformarsi in una lenta lagna, una pappetta insipida. Con I Know That The World Is Filled With Love si ritorna ad un ambient evocativo, su cui si mescolano i particolari ad accompagnare lentamente le parole verso la chiusura dell’Ep.

Atmosfere, quindi, che al meglio si sposano con la danza contemporanea di Kristina durante i live, di grande impatto nonostante una cura notevole ai particolari. In quest’ottica si comprende anche la scelta di pubblicare inizialmente un Ep, per evitare di rovinare la tracklist con brani creati appositamente per i live, che un semplice ascoltatore non apprezzerebbe. Nel complesso, un progetto riuscito.

 

Tracklist:

1- I Know I Haven’t Been Easy

2- It’s Nothing Weird With How I Dance

3- I Put Snooze On Repeat

4- I Know That The World Is Filled With Love


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