Home / Dischi / Lady and the Robot – Ep (Autoproduzione, 2013) di Simone NoizeWave Vinci

Lady and the Robot – Ep (Autoproduzione, 2013) di Simone NoizeWave Vinci

I Lady and the Robot mi sono capitati fra capo e collo. Ero pronto per scrivere altre recensioni, ma quando li ho sentiti, non ho fatto altro che farli passare in testa alla coda, e, con il senno di poi, mi pento di non essere andato ad ascoltarli al Fusolab sabato scorso. Si presentano come un duo Synth-Pop e in effetti è esattamente così, nessun fronzolo e nessun giro di parole. Una abitudine che ultimamente si è un po' persa, nel miscuglio di sottogeneri inventati e di vere e proprie bugie. Sono di formazione estremamente recente, estate 2013, ma…

Score

Concept
Potenzialità
Artwork

Conclusione : Ottimismo

Voto Utenti : 3 ( 3 voti)

I Lady and the Robot mi sono capitati fra capo e collo. Ero pronto per scrivere altre recensioni, ma quando li ho sentiti, non ho fatto altro che farli passare in testa alla coda, e, con il senno di poi, mi pento di non essere andato ad ascoltarli al Fusolab sabato scorso. Si presentano come un duo Synth-Pop e in effetti è esattamente così, nessun fronzolo e nessun giro di parole. Una abitudine che ultimamente si è un po’ persa, nel miscuglio di sottogeneri inventati e di vere e proprie bugie.
Sono di formazione estremamente recente, estate 2013, ma hanno già prodotto il loro primo EP ed hanno già iniziato a suonare dal vivo.

La Lady è Ilaria, un’ ottima vocalist, con la predilezione per il Pop degli anni ’90, più in particolare, per la Dance, cosa ben chiara sia dal tipo di voce che dall’impostazione stessa del cantato.
Il Robot è Dan Latini, a qualcuno di voi sarà familiare, che produce e programma i suoni di questo duo sospeso tra Corona e Gary Numan. La sua passione è la New Wave, il Synth Pop dei primi anni ’80. Che il nome del gruppo sia ispirato a The Girl and the Robot dei Royksopp?

Questo Ep entra in un panorama che si sta ripopolando di qualità, Lady and the Robot sembrano avere un pizzico di sale in più, quello che a volte ti regala l’amplificazione del gusto, ma che altre volte ti fa dire “Buono, ma forse con mezzo pizzico di meno sarebbe stato  perfetto”. E’ estremo cercare una unione tra il pop anni ’90 e il pop anni ’80, per quanto ci sia una radice profonda di coerenza. Perchè il Synth Pop è partito alla fine degli anni 70, si è espanso nel 1981, è imploso nel 1985 e si è riproposto nella seconda metà degli anni ’90. Per dare quattro nomi alle quattro date, in ordine: Human League, Duran Duran, A-HA, Ladytron.
In Goodgirl Goodboy si passa dalle giacche squadrate di John Foxx agli occhiali gialli di Fargetta con un po’ troppa irruenza, ma resta comunque un pezzo da ballare, perchè il ritmo ce l’ha eccome, la voce sembra un po’ sopra le righe, ma quale canzone Dance non ce l’ha?
Love Jump è esattamente il pizzico di sale giusto. La base è palesemente Synth-Pop all’inizio, che farebbe muovere tutti i New Romantic della scena Londinese del 1981, poi apri la porta per andarti a fumare una sigaretta e ti ritrovi a Panarea con Alessia Merz. Però non ti viene da dire nulla di negativo, anzi ti fai due risate, a pensarci. E poi te la senti tutta.
Ray of Light è un improbabile e squisita fusione di Ladytron e La Bouche (?)… parte bene, ma poi il sale diventa troppo e ti fa storcere un po’ il naso. 
Horizon, invece, sembra uscita da un disco dei The Knife, mantiene una traccia elettronica pura, nonostante la voce resti nel puro stile pop. Un bello spunto per il futuro. Qualcosa che dà un tono all’ambiente. Sulla stessa linea, ma in maniera diversa, Homo Deo, contiene una chiara influenza del moderno Synth Pop, più sperimentale che Pop, ma ci deve pur essere un accento rispetto al resto dell’EP.

In effetti l’entusiasmo dopo aver sentito il lavoro, in una scala da Zero a Trovare posto davanti al portone alle 3 di notte, si è fermato a livello Ottimista. E’ un validissimo punto di partenza che pone un ago al centro della bilancia su cui solo la Lady e il Robot possono salire più o meno decisamente e far pendere il tutto dalla propria parte. Non è da intendersi come guanto di sfida, ovviamente. Per i miei gusti, essendo cresciuto a colpi di Post-punk/Synth Pop, ci ho trovato troppo Pop. Troppo spesso, il lavoro, tende a perdere quel piglio di eleganza anni ’80, in favore di un meno raffinato sound anni ’90. E’ un esperimento musicale fico, qualcosa in cui forse solo i Ladytron sono riusciti con successo. Nel panorama romano troviamo i Love Handles, i due gruppi si conosceranno?

Tracklist:
1. Love Jump
2. Horizon
3. Knife
4. Ray of light
5. Goodboy Goodgirl

Questo slideshow richiede JavaScript.


Commenti

Click here to connect!