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Massimo Volume@Hiroshima Mon Amour, Torino (Testo di Simone Pilotti, foto di Carlotta Fanizza)

Massimo Volume @ Hiroshima (TO)_09Che Aspettando I Barbari sia stato uno dei (parecchi) dischi ottimi usciti nel 2013 lo si desume dalla costanza con cui le top ten di siti e riviste lo hanno chiamato in causa. Che Emidio Clementi sia una delle personalità di spicco del nostro panorama underground lo capiamo dalla riverenza con cui se ne parla, dal fatto che ormai incarna uno dei punti di riferimento, delle stelle polari, della nuova generazione. Che i Massimo Volume siano una delle band di culto della scena nostrana, seguitissima, apprezzatissima, lo testimonia l’Hiroshima Mon Amour, locale di riferimento in Torino, che si riempie in attesa della loro performance. Un migliaio, circa, i presenti, per un’ora e mezza abbondante di concerta, comprensiva di un “bis” piuttosto esteso. Partiti in sordina, hanno iniziato a caricare a testa bassa con i pezzi migliori dell’ultimo album per proseguire con pezzi di lavori precedenti. Applauditissimi, alla fine, perché il treno che Mimì dice nelle interviste di sentir passare dietro di sé durante i live ha travolto anche Torino, col suo sound lisergico e chirurgico, vigoroso e sensibile allo stesso tempo. E a completare il quadro la voce di Clementi, ormai divenuta una caratteristica, a suo modo irrinunciabile, dello stile dei Massimo Volume, il suo parlanto lento, preciso, malinconico e secca, incazzato e docile. A Torino in molti si ricordano le vette che toccò il live che tennero subito dopo la loro reunion, nel 2008, al Parco della Pellerina, in una delle migliori edizioni del Traffic Festival; bene, ripetersi a quei livelli sarebbe stato difficile, ma a fine serata la sensazione è quella di aver assistito a una delle esibizioni più intense; sensazione dolcissima.

Massimo Volume @ Hiroshima (TO)_01Tutte le tracce contenute in Aspettando I Barbari vengono eseguite, come prevedibile. Non si fanno aspettare le canzoni più attese: Dymaxion Song che, sebbene la batteria di Vittoria si elevi sopra gli altri strumenti in quanto a volume, riesce a rievocare tutte le impressioni che era riuscita a suscitare anche la registrazione sul disco: il “ti piaccia o no” urlato da Egle come risposta a Mimì è uno dei momenti più toccanti che riuscirà a raggiungere l’intera serata. Poi le altre, Vic Chesnutt, La Notte, Dio Delle Zecche (dal vivo emerge come la migliore) e La Cena, che, velocizzata e semplificata, non ha lo stesso urto della versione in studio. Tuttavia, un suono molto stratificato come quello dell’album, con le sue chitarre sovrapposte, non sono stato un ostacolo per la band bolognese, anzi Clementi e soci possono essere soddisfatti per come hanno riportato sul palco tutta la carica e la finezza del disco. Poi i brani più vecchi: Litio, il capolavoro del loro scorso album che non poteva mancare, Ororo, Senza Un Posto Dove Dormire, Sotto Il Cielo e Coney Island. Nel finale c’è spazio per un riarrangiamento, perfettamente riuscito, de Il Primo Dio, che dimostra che anche quando l’intensità cala non vengono meno le loro suggestioni, le chitarre evocative e la ritmica prepotente.

Massimo Volume @ Hiroshima (TO)_08

Il primo pensiero va al prossimo appuntamento con i quattro emiliani. Da poco sono uscite le nuove date, che toccheranno la provincia (Arezzo, Padova, Pordenone) alle metropoli (Torino, Milano, Palermo); quindi, non ci resta che aspettarli.


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