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Simone Avincola & Band@L’Asino Che Vola, Roma (testo Simone Giuliani, foto Simona Rovelli)

IMG_0656Essere ottimisti oggi non è cosa semplice, svegliarsi la mattina e guardare al futuro con positività lo è ancora meno. Tuttavia c’è chi lo fa e addirittura c’è chi, con ironia, compone un album intitolato Così Canterò Tra 20 Anni. Simone Avincola prova a darsi uno sguardo al futuro per immaginare come sarà fra 20 anni e se riuscirà a vivere con la musica. Il moderno folksinger con memorie dylaniane, in un mix tra Guccini e Branduardi, canta dell’eterno conflitto tra potenti ed oppressi.
Così canterò tra vent’anni è il disco che raccoglie gran parte delle canzoni che ha scritto negli ultimi tempi, un disco che segue il solco della tradizione cantautorale romana rievocando i grandi del passato usciti dal mitico Folk Studio come Antonello Venditti e Stefano Rosso. Proprio di quest’ultimo il nostro cantautore romano, insieme al fedele amico e bassista Matteo ‘Alpes’ Alparone, che ne ha curato il montaggio, ha realizzato un docu-film intitolato Stefano Rosso – L’ultimo Romano. Questo film-documento totalmente autoprodotto e senza alcuna finalità di lucro, ripercorre la carriera e la vita di Stefano attraverso le parole di chi lo ha conosciuto ed avuto come familiare e amico. Presenti, tra gli altri, i racconti e le testimonianze di Claudio Lolli, Edoardo De Angelis, Ernesto Bassignano e Luigi Grechi.

Tornando al live di questa sera la location de L’Asino Che Vola ben si amalgama a un clima allegro e rilassato. simone2

Il pubblico ascolta con molta attenzione i vari brani che Simone, accompagnato da Edoardo Petretti (pianista) Matteo Alparone (bassista), Stefano Ciuffi (chitarre), Luca D’Epiro (batteria e percussioni) e Tiziano Matera (sax), snocciola una dopo l’altra in maniera leggera ma allo stesso tempo impegnata. Voce e strumenti s’incontrano perfettamente in un vortice denso di significati. Musicalmente prevale un sound acustico, ma nei testi come sempre c’è molta Roma. Simone ora come in passato fa emergere le storie più comuni di persone o artisti, tra cui egli stesso, ambientate in una città sonnolente e disillusa che a volte non sa valorizzare la sua gente se non con l’aiuto di “cantastorie” moderni come Avincola e Band. La serata scorre via liscia e allegra, nel finale la band si lancia in un lungo assolo strumentale seguito da un lungo applauso da parte di un pubblico divertito, ma nello stesso tempo sazio e soddisfatto di tanta buona musica. Lo stile di Simone è piuttosto semplice, durante il concerto tra un brano e l’altro interloquisce con il pubblico con tono colloquiale. I suoi testi sono ironici, dissacranti e spesso autobiografici. La musica unisce il popolare con il country e il folk, spesso con arpeggi in finger picking elaborati e mai banali. Insomma come dicevo all’inizio, essere ottimisti non è facile ma rimanere con le mani in mano non porta a nessun cambiamento. Simone si porta dietro con grande coraggio e con la giusta dose di humor un po’ di ottimismo e un sorriso sulle labbra.

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Setlist:
INVISIBILI
CANZONE STUPIDA
ER BANDITO
NON HO MAI VISTO
PLASTICA
PRELUDIO A SANT’ANNA
LETTERA DA SANT’ANNA DI STAZZEMA
ABBIAMO NOI IL POTERE
LA VOGLIA
GIRA IL MONDO
COSI’ CANTERO’ TRA VENT’ANNI

 

 

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