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Sonic Jesus @Caffè Antico Palermo (testo di Marco Calò, foto di Marco Calò & Tony Filippone)

29In una piovosa sera di inizio 2014 Palermo accoglie una delle principali band esponenti del noise made in Italy, i romani Sonic Jesus, ospitati dal Caffè Antico, locale storico situato nel centro pulsante della vita della città, la piazza della Vucciria. I Sonic Jesus sbarcano in Sicilia per una due giorni di concerti che li vede esibirsi prima al Kizmiaz Psych Festival di Catania e subito dopo a Palermo, dove vengono accolti da un discreto pubblico, curioso di sentire cosa hanno da offrire questi 5 ragazzi che da mesi suonano in giro tra Italia ed Europa.

La serata comincia e i ragazzi prendono le loro postazioni e strumenti alla mano cominciano a generare un’ambientazione noise molto intensa per introdurre il primo brano Somebody to love, versione rielaborata dai Sonic Jesus del famoso pezzo dei Jefferson Airplane caratterizzato da una batteria molto sincopata e da uno stile vocale molto solenne ed effettato. Il pubblico pare apprezzare l’impatto sonoro che questa band produce fin dalle prime note. Il secondo brano in scaletta è Monkey on my back che si rivela essere uno dei brani più coinvolgenti mantenendo però i ritmi molto pacati e psichedelici, la voce resta molto reverberata e magnetica e l’esecuzione _MG_0418dell’intero brano incanta il pubblico che risponde compiaciuto. Il concerto prosegue con Blake, che precede It’s time to hear brano molto ambient e a suo modo psicologico che racchiude il pubblico in una sorta di trance mentale dal quale è difficile uscire. A questo punto ci vuole un pezzo cattivo e decisamente più energico dei precedenti, e arriva il momento di Underground, cominciano a venire fuori le sonorità aspre e sporche tipiche del noise dei Sonic Jesus e con lo stesso ritmo viene eseguita anche Luxury. Il brano che segue è forse il pezzo più conosciuto della band, Reich, uno dei brani più rumorosi del repertorio della band, l’esecuzione sporca e intensa cattura il pubblico che risponde soddisfatto al termine del brano. Il concerto si conclude con Lost brano molto bello che arriva al pubblico come un muro sonoro fatto di reverberi e distorsioni alienanti, la voce fa il suo e il brano in generale rapisce per intensità come i precedenti, il brano così come l’intero live viene arricchito da una chiusura pirotecnica estremamente rumorosa e cacofonica con entrambe le chitarre mandate in feedback e in loop attraverso catene di pedali,  con solo batteria e basso a mantenere la linea ritmica durante i deliri sonori prodotti da chitarre e synth. Il concerto si conclude così, con Tiziano e Marco che abbandonano le chitarre in feedback, seguiti via via dall’intero gruppo, ultimo ad abbandonaro lo stage è il batterista che conclude la sua ritmica in solitaria accompagnato solo dal suono degli strumenti abbandonati.

La serata si conclude con il pubblico che guadagna l’uscita un po frastornato per l’esecuzione estremamente rumorosa dell’ultimo pezzo con finale delirante annesso, ma con la soddisfazione di aver scoperto una band che si sta imponendo nel panorama noise italiano ed europeo.

 

SCALETTA

  • Somebody to love
  • Monkey on my back
  • Blake
  • It’s time to hear
  • Underground
  • Luxury
  • Reich
  • Lost

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