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The Bleeding – Rites of Putrefaction (Autoprodotto, 2013) di Raffaele Battilomo

Come ogni sogno,  tutto comincia con 3 amici che hanno in comune una grande passione: quella di fare musica. In questo caso specifico parliamo di Death Metal. Riccardo (voce), Patrick (batteria) e Luca (chitarra) si avvicinano, nel 2011, al progetto The Bleeding. Dopo alcuni brani e la loro diffusione, il progetto si espande a Elisa (basso) e Fabio (chitarra), con i quali, dopo alcuni concerti, registrano Rites of Putrefaction . La band dimostra sin da subito una forte attrazione verso la scena brutal americana con intermezzi death metal molto estremi che rendono il loro sound tutt’altro che melodico. Arriva…

Score

CONCEPT
ARTWORK
POTENZIALITA'

Conclusione : Arrabbiati

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downloadCome ogni sogno,  tutto comincia con 3 amici che hanno in comune una grande passione: quella di fare musica. In questo caso specifico parliamo di Death Metal.

Riccardo (voce), Patrick (batteria) e Luca (chitarra) si avvicinano, nel 2011, al progetto The Bleeding. Dopo alcuni brani e la loro diffusione, il progetto si espande a Elisa (basso) e Fabio (chitarra), con i quali, dopo alcuni concerti, registrano Rites of Putrefaction .

La band dimostra sin da subito una forte attrazione verso la scena brutal americana con intermezzi death metal molto estremi che rendono il loro sound tutt’altro che melodico. Arriva forte, infatti, a chi ascolta una voce brutale e cattiva, piena di rabbia, che Riccardo esterna con un growl potente e a volte molto sovrastante, ma comunque incomprensibile come molti altri gruppi che abbracciano lo stesso genere.

In alcuni casi ripetitivo, l’album, per fortuna,  si apre alla quarta canzone, Bloody bodies smashed, a nostro parere la migliore, nella quale i chitarristi dimostrano con i loro riff, a volte sporchi e zanzarosi, di essere in grado di aprirsi a melodie differenti e di trascendere dai classici canoni del genere.

Il batterista si fa notare. Grazie alla sua abilità di far sentire la propria presenza, riesce  ad alternare l’uso del doppio pedale per creare ritmi sempre più incalzanti e martellanti ad altri in cui i passaggi sono ben studiati e più pacati.

Probabilmente chi scrive avrà il cerume nelle orecchie o forse le cuffie guaste, ma nell’album, salvo rari casi, non abbiamo riconosciuto innovazioni melodiche particolari. Tuttavia nonostante al suo interno si possano riconoscere timbriche molto familiari, dovute alla passione dei The Bleeding  per gruppi quali Amon Amarth e Cannibal Corpse, non possiamo negare che l’album, per gli amanti del genere, sia assolutamente da  ascoltare.
La speranza è l’ultima a morire e perciò abbiamo continuato a riascoltare il cd lungo tutto il periodo ti tempo in cui questo pezzo è stato composto e rivisto e, puntualmente, Bloody bodies smashed tornava ciclicamente e prepotentemente nella riproduzione.

Sarà un segnale?

Ai The Bleeding il compito di stupirci!


Tracklist:

1. Into the swamp

2. The hunt

3. Rites of putrefaction

4 .Bloody bodies smashed

5. No dawn

6. Under the black star


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