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TUTTO DA RIFARE: tributo ai Fluxus (Mag-Music Productions/V4V, 2013) di Fab Ippoliti

I palazzi nelle città sono colonne con niente sopra/E’ dove inizia la vita, dicevi/Guardando dentro, guardando fuori/ Devo scappare, devo fuggire/ Da questa piatta e noiosa geometria verticale/Fatta di gente che ingombra/Gli spazi della sua follia/Di gente che ingombra/Io vivo fuori e solo tra i miei disegni/I miei sogni coloro, dicevi/E dov’è che la realtà diventa quello che non ci basta Il tempo contiene la nostra illusione/Non ho che questo da ricordare/ Non è il motore delle mie paure/ Non riesco a restare/ In questa piatta e noiosa geometria vitale/Fatta di cielo che ingombra/Lo spazio della sua follia/Di gente che ingombra/Chi chiede, chi parla, chi ascolta, chi vede/Chi abusa, chi annoia, chi crede, chi ascolta/ Giro di vite divise/ Le nostre ferite sono solchi tracciati e strade/Percorsi, domande, ragioni, rimorsi, fasulle morali e necessità/Se ciò che esiste non è realtà/Se ciò che conta può dimostrare/Cosa è diverso e cosa è normale/Cosa significa dover subire/ In questa piatta e noiosa geometria verticale/ L’indifferenza che ingombra/ Lo spazio della sua follia/La gente che ingombra/I palazzi nelle città sono colonne con niente sopra/E’ dove cerchi l’inizio, dicevi/Dei tuoi discorsi, dei tuoi problemi/ Giro di vite divise/Le nostre ferite sono solchi tracciati e strade/ Percorsi, domande, ragioni, rimorsi, fasulle morali e necessità/Di questa piatta e noiosa geometria verticale/Fatta di gente che ingombra/Lo spazio della sua follia/Di gente che ingombra/Ora mi guarda e non riesce a parlare/Il suo mondo nel mondo scompare/Dietro la luce confonde le sagome chiare e le ombre/ Nella stanza che piano/Comincia a girare/

TUTTO DA RIFARE, UN OMAGGIO AI FLUXUS by akaBGuarda chi è rispuntato: i Fluxus (sto scodinzolando, è vero).

Quando usciva in edicola Thunder (la prima rivista metal alla quale si poteva trovare in allegato addirittura un cd audio!) che ebbe dei meriti straordinari, secondo il vostro incasinato scribacchino, quella cricca di giornalisti lungimiranti ebbe il Cuore di dare voce con alcune uscite al rock metal italiano, presentando/sdoganando alcune tra le realtà più interessanti del panorama… Definisco amorevolmente quell’era come New Wave Of Italian Heavy Metal – in inglese, naturalmente! E su TUONO venni a conoscenza con fantastici suoni, veri, creativi come solo noi italiani a volte sappiamo essere, e tra tutte le band che continuo ad adorare c’erano sicuramente i FLUXUS. Qualche annetto dopo in edicola trovai Pura Lana Vergine, pubblicato dal Manifesto. Lo presi. Lo ascoltai. Non lo capii! Il tono altissimo della voce di Franz Goria.. Le urla, che arrivavano a strappare brandelli di pelle alle orecchie era un po’ troppo per me, anche se effettivamente risultavano interessanti. Man mano l’amore per quel cd crebbe e mi accorsi del vero valore di quel combo indomito che ebbe una storia importante nell’universo della musica hard core. Non ascolto molto HC, ma i Fluxus hanno un bilanciamento, un equilibrio tra testi e musica entrambi di una potenza forse non direttissima ma di sicuro stordente. Basta appunto leggere Giro Di Vite che ho trascritto in apertura: illuminante, diretta. La fama dei Fluxus non è un’eco dei Negazione, dai quali derivano: è assolutamente propria e resta incisa nella storia della musica pesante, pensante italiana riuscendo a valicare le Alpi… Una formazione che cambiava poco, l’ossatura: Franz Goria voce, Luca Pastore chitarra e basso, Roberto Rabellino batteria. MAG MUSIC e V4V RECORDS rompono quindi il silenzio a distanza dell’ultimo, omonimo disco dei primi anni 2000… Un silenzio finto: chi amava i Fluxus zitti non li ha fatti mai stare. Troviamo così 14 pezzi rivisitati da gruppi italiani, che dimostrano l’intensità di un amore verso una band che forse avrà fatto solo 4 dischi in studio ma di sicuro non si è fermata al 2002. TUTTO DA RIFARE è quindi un disco che vuole perpetrare, vuole far sentire ai tre ragazzi che le loro urla non sono rimaste inudite e che ogni singola vibrazione dietro ogni singola parola continua a scoppiettare nel fuoco dell’underground italiano.

I MAJAKOVICH danno a GIRO DI VITE una risonanza differente, un’idea perfetta resta tale anche se vista da un’altra angolazione: coinvolgente.
A NERVATURE pensano i FENSI, donando un’aura più pacata e controllata… Differente. Solare.
LOGICA DI POSSESSO viene ossequiosamente osservata dai TITOR, che la fanno differire poco dall’originale. Controllo feroce.
Gli AVVOLTE scelgono TUTTO DA RIFARE che rivisitano in chiave post blues, quasi, con un ritornello decisamente melodico. Solare.
NESSUNO SI ACCORGE DI NIENTE vede i MARNERO martellare in maniera netta con quel ritornello granitico, una prova pulsante. Ematomi.
Una delle mie preferite UOMO GHIGNANTE vede gli EVILFISH rendere con matematica grazia questo pezzo furioso. Ghignante!
I NIENT’ALTRO CHE MACERIE danno un’impronta noise swing a QUESTA SPECIE… Insolita.
GLI ALTRI appesantiscono TALIDOMITE comprimendola e facendola arrivare dritta nel cervello, con saturazione e vigore. Distorta.
UNA SPLENDIDA GIORNATA DI LUNA riceve dai MROZINSKI una mescolatura quasi catacombale, rarefatta nel suo essere anaerobicamente spaziale e priva di gravità. Fenomenale.
L’IMMAGINE DI UN CANE ENORME ronza in lo-fi squinternata dai DOGZILLA. Rude.
Ma non basta un titolo come LE COSE CHE NON CAMBIANO MAI E POI CAMBIANO IN UN MINIMO LIMITE DI TEMPO già a incuriosirvi, nel suo essere fine a sé stesso? Allora i CHAMBERS la fanno lievitare e crescere. Diversissima.
LACRIME DI SANGUE vede i MIRIAM MELLERIN riprodurre con lievi dissonanze il verbo Fluxus. Varia.
Il duo MASTICE rivede VITA IN UN PACIFICO MONDO NUOVO in chiave elettrica e la adombra di nuvole. Elettricità statica.
In maniera tremendamente simmetrica GIRO DI VITE chiude il tributo rivisitata dagli urlanti HEISENBERG, che gli donano un’ossatura lievemente acustica.

“Vi chiedo: qualcuno si è accorto di qualcosa?”

“Tutti ci siamo accorti di tutto, e ci fa paura. E per paura facciamo finta di niente, troppo spesso.”

DISCOG


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