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Virginiana Miller @ Blackout Rock Club, Roma (Testo Karol Banach, foto Stefano D’Offizi)

Virginiana Miller06webUna folla molto numerosa e molto calorosa accoglie i Virginiana Miller sul palco del Blackout Rock Club. Il gruppo livornese arriva a Roma per presentare i brani di Venga il regno, settimo disco di inediti pubblicato il 17 Settembre 2013 per Ala Bianca.  Il disco viene presentato quasi per intero ed è ormai ben conosciuto dal pubblico, che riconosce e canticchia sottovoce tutte le tracce in scaletta. La parte iniziale del live prevede in scaletta Due, Una bella giornata, Effetti speciali infilate di seguito una appresso all’altra, tutti brani tratti dall’ultimo lavoro della band. Già da questi pochi pezzi si ha la conferma di come il gruppo sia giunto ad un livello di qualità artistica ben al di sopra della media e che proponga delle canzoni belle ed intense come pochi altri in circolazione. I testi, profondi e ragionati, sono scritti da Simone Lenzi, scrittore, traduttore, voce e frontman del gruppo. Proprio basandosi su La Generazione, romanzo da lui scritto nel 2012, il regista Paolo Virzì ha scritto il soggetto per il film Tutti i santi giorni uscito nel corso del 2012. La traccia dal titolo omonimo è stata la colonna sonora del film, ha vinto il prestigioso David di Donatello come “miglior canzone originale” nel 2013 ed è stata anche inserita all’interno dell’ultimo album. Virginiana Miller03webAnni di piombo – brano dedicato ad uno dei periodi bui della storia italiana – è invece il brano con cui i Virginiana Miller avrebbero voluto partecipare al festival di Sanremo, ma come afferma Simone anche con un pizzico di ironia, purtroppo non ci sono riusciti. La voce di Simone ipnotizza il pubblico che assiste quasi in silenzio all’esecuzione dei brani. Dopo l’esecuzione di Nel recinto dei cani, arriva uno dei pezzi più attesi della serata, una dedica particolare alla Grande Bellezza e grande lentezza della Città Eterna. Infatti l’Eternità di Roma, traccia conclusiva del disco e della prima parte dell’esibizione, descrive e omaggia in maniera molto azzeccata e precisa le peculiarità e le varie sfaccettature della Capitale.

Dopo una brevissima pausa, i Virginiana riprendono il palco in compagnia di Valentina Gravilli, cantautrice brindisina di nascita e romana d’adozione che ha aperto la serata con un set molto interessante, per eseguire una chicca: una cover di Femme Fatale dei Velvet Underground. Le voci di Tommaso e Valentina si alternano e mescolano alla perfezione, per un risultato ottimo anche se penalizzato un po’ dalla non perfetta acustica. Se la prima parte della serata era dedicata al disco nuovo, la seconda è dedicata ai vecchi pezzi tratti dai 7 album pubblicati in oltre 20 anni di carriera del gruppo, attesi con strepidante attesa dal pubblico. Virginiana Miller07webLa carrellata di ricordi inizia con Uri Geller, brano d’apertura dell’album Fuochi fatui d’artificio pubblicato nel 2006, seguito forse dal brano più famoso del gruppo o comunque il più atteso e il più cantato: La veritù sul tennis, traccia d’apertura dell’omonimo album pubblicato nel 2003. Si torna ancora più indietro nel tempo con la successiva L’uomo di paglia, terza traccia di Gelaterie Sconsacrate, storico album d’esordio del 1997 ripubblicato nel 2012. Trovano spazio in scaletta anche Lunedì e La Carezza del Papa brani tratti da Il Primo lunedì del mondo (2010). Poco dopo i Virginiana salutano nuovamente il pubblico, per rientrare a sorpresa per un ultimo brano: tutti al mare, tratto sempre dal primo lavoro Gelaterie Sconsacrate, è la classica ciliegina sulla torta che manda in estasi un pubblico già ampiamente appagato e soddisfatto per l’esibizione.

 

 

 

 

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