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Aldo – Kill E Bill Vol. 2 (Autoproduzione, 2013) di Simone Pilotti

Solitamente, l’approccio demenziale e la sua vena iperbolica sono il muretto dietro al quale nascondere carenze di scrittura o lacune musicali. Gli Aldo, duo napoletano arrivato al secondo appuntamento discografico (Kill e Bill vol.2 dopo Kill e Biv vol.1), fanno sorgere il dubbio ben presto. Diciamo dopo una ventina di secondi in cui dilaniano le prime strofe di quel pezzo di Mameli tutt’ora in voga (Fratelli del cazzo, apertura del primo EP). La perplessità di fronte ad una nuova, ennesima, band che prova a ricalcare le orme di Squallor e Skiantos attraverserà chiunque si metterà all’ascolto di Kill e…

Score

CONCEPT
ARTWORK
POTENZIALITA'

Conclusione : Verace

Voto Utenti : 4.95 ( 1 voti)

Kill e Biv Vol.2 CoverSolitamente, l’approccio demenziale e la sua vena iperbolica sono il muretto dietro al quale nascondere carenze di scrittura o lacune musicali. Gli Aldo, duo napoletano arrivato al secondo appuntamento discografico (Kill e Bill vol.2 dopo Kill e Biv vol.1), fanno sorgere il dubbio ben presto. Diciamo dopo una ventina di secondi in cui dilaniano le prime strofe di quel pezzo di Mameli tutt’ora in voga (Fratelli del cazzo, apertura del primo EP). La perplessità di fronte ad una nuova, ennesima, band che prova a ricalcare le orme di Squallor e Skiantos attraverserà chiunque si metterà all’ascolto di Kill e Biv vol.1. In realtà, il dubbio svanisce ben presto: nei due lavori i passaggi dissacranti si coniugano al meglio con il resto della composizione, le chitarre e le ritmiche si impongono come protagoniste e Arnaldo e Gianmaria dimostrano di prendersi molto sul serio. Basti pensare che il primo lavoro è quasi interamente strumentale. Niente demenza, dunque, solo una sana vena rock and roll; alla Zen Circus, per capirci. Sfrontati al punto giusto e sferzanti oltre misura.

Che il genere sia indicibile e indefinibile, che gli impulsi sfuggano a un incasellamento, è chiaro fin da subito. Dal post-punk del primo lavoro alle melodie di Kill e Bill vol.2, dall’elettronica essenziale del volume uno ai droni dell’album targato 2013. E poi sprazzi ambient, blues, grunge, pop rock. Ed è qui la debolezza del primo Ep: tredici tracce per un totale di una ventina di minuti, cioè un rapido susseguirsi di brani fugaci, degli stili più diversi, troppo diversi. Così, Kill e Biv è lontano dall’organicità che dovrebbe possedere un EP, ma, anzi, come se non ci fosse un filo a legare la composizione, suona eccessivamente poliedrico. Tuttavia, parallelamente, colpisce anche la qualità dei pezzi. Seppure i brani siano dei flash, vista la durata, possiedono tutti una carica espressiva notevole: che ci siano sei corde a dettare i tempi, con arpeggi autunnali o scariche grunge o ancora frammenti punk, piuttosto che il tappeto elettrico, alla Radiohead, semplice, ordinario, a tratti spaziale, la schizofrenia degli Aldo ha la meglio sull’ascoltatore. Le idee che si susseguono, se nella varietà trovano la loro debolezza, nel continuo sferzare e mutare intensità e tessuto hanno il loro punto di forza.Kill e Muort Vol.1 (Lo Scherzo) Cover

Con l’ultima fatica discografica gli Aldo variano e smussano il proprio stile. Più Bud Spencer Blues Explosion e meno elettronica. La pasta diventa un blues rock di fondo costantemente accompagnato da melodie vocali piuttosto pop, (volutamente) languide più che sfrontate. L’ibrido tra post punk e batterie elettroniche non viene abbandonato ed in qualche traccia riecheggiano le note di My Life In The Bush Of Ghosts, datata collaborazione tra Eno e Byrne. Scrittura ancora piuttosto lucida, ma stavolta il minutaggio affrontato è il doppio, perciò il rischio di suonare stucchevoli negli ultimi brani c’è, soprattutto perché le chitarre spesso si assomigliano, rovesciando l’eccesso di poliedricità del volume uno. Tuttavia le schitarrate rimangono graffianti e godibili, le raffiche elettriche trascinanti e le miscele possiedono ancora la capacità di straniare. Le vette di Kill e Bill vol.2 sono rappresentate dalla dronica e funky I Love Jizz e dal finale noise e stridente di Martello E Colla, ben amalgamate, perfettamente architettate e piacevolmente complesse. Nel complesso il secondo volume suona maggiormente fluido e anche decisamente più ruvido, ma perde la grande caratteristica del precedente: l’incisività, che prima era garantita dal folle alternarsi di ritmi e vigore.

Una bella band emergente, dunque, gli Aldo. L’augurio è che mantengano quest’approccio più che mai rock and roll e che non li abbandoni la prolificità e la varietà di influssi. Per il resto, questi due lavori sono estremamente soddisfacenti e interessanti, perciò godiamoceli.

 

Tracklist vol.1

1. Fratelli del Cazzo

2. Divad Ho

3. Mudarse

4. Reverendo Paul

5. Che Il Male Sia Con Te

6. Boohemian Crimes

7. Il Maestro

8. La Pecorella Smarrita

9. Skritch

10. Reperilosco

11. Solaris

12. S

13. Radio Reloj

 

Tracklist vol.2

1. Odla

2. Freud Alt

3. Gere Il Pesce

4. Don Galizia

5. Factoria Arnaldo

6. Ti Mi Non Piace

7. Ginger Rogers

8. Igor

9. I Love Jizz

10. Nebiros

11. Ricordi D’Estate

12. Oh Mia Fede

13. Dottor Jobs

14. Il Tempo Non Aspetta

 


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