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Bologna Violenta – Uno Bianca (Dischi Bervisti, 2014) di Simone NoizeWave Vinci

Attenzione!

A causa della particolarità dell’opera e degli eventi mediatici che si stanno scatenando a causa della stessa, questa recensione verrà presentata senza rating di alcun tipo.

1489265_10151935168694584_628917631_n[1]A prescindere da quanto possano dire i detrattori e i benpensanti, è giusto e sacrosanto il diritto di poter esprimere in qualche modo le emozioni suscitate da casi di cronaca, seppur nera.

Ovviamente in un’Italia dove ormai ci si arroga il diritto del pregiudizio sociale, molti di noi se lo aspettavano, ed infatti, è partito il coro di chi grida allo scandalo per questa opera. Si punta il dito per una puramente ipotetica leggerezza nel trattare il tema e per una ancor più ipotetica mitizzazione dei membri della banda, senza che nessuno dei detrattori lo abbia ascoltato, dato che l’uscita dell’album è fissata per il 24 febbraio. Nicola Manzan, ovviamente, prima di terminare il suo lavoro, si è preoccupato di avvertire l’Associazione Vittime della Uno Bianca e, tramite il sito di Backstreet of Buscadero, ha tenuto a precisare che la sua opera ha lo scopo di far riflettere, omaggiando non la Uno Bianca, ma le vittime e la provincia di Bologna. La sua è, citando testualmente, “una denuncia spietata nei confronti di chi non ha il rispetto per la vita”.

Nicola Manzan ha scelto il nome Bologna Violenta nel 2005, ispirandosi ai film poliziotteschi degli anni ’70, così, dopo il primo disco omonimo del 2006, ha raggiunto il pubblico con Il Nuovissimo Mondo, del 2010, per poi attendere il 2012 per far uscire Utopie e Piccole Soddisfazioni.

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Questa Uno Bianca è la sua quarta opera, in cui si cimenta, con una formula diversa dal solito, nel suo grindcore personale, arricchito dal suo violino e da suoni sintetizzati. La sua peculiarità, che si riconferma anche in Uno Bianca, è la sintesi: nessuna traccia, fatta eccezione per 4 gennaio 1991 – Bologna: attacco pattuglia Carabinieri, supera il minuto e mezzo.

Onestamente, al primo ascolto, ho avuto l’impressione che fosse un ripetersi dei lavori precedenti, che non fosse a livello de Il Nuovissimo Mondo ed ero titubante nello scrivere la recensione. Probabilmente non avevo ancora capito il senso del disco stesso, nonostante la dettagliata descrizione del perchè questo album è nato. Ovviamente anche i detrattori mi hanno aiutato a capire che, in effetti, c’è molto di più in questo disco, di quanto i 30 secondi di questa o quella traccia possano esprimere.

Il disco cerca di dare un suono ai fatti e alle atroci ed indelebili sofferenze che i fratelli Savi e i loro collaboratori hanno fatto provare alle loro vittime e ai loro parenti. Non è il caso di scrivere del risultato musicale o di quale traccia può essere più bella di altre, va preso così, nella sua interezza e da qui capire cosa quei fatti hanno significato per la storia recente italiana e per chi ne è stato testimone. Manzan ci prova, anche con 24 rintocchi di campana distribuiti nel disco, ad omaggiare coloro che sono morti per mano della Uno Bianca. Bologna Violenta se li ricorda, quei fatti, che hanno traumatizzato l’Italia. C’è chi lo esprime parlando al bar, chi leggendo cose a riguardo, chi combattendo affinchè non si ripeta. Ogni persona usa il mezzo che gli è più consono per esprimersi, Bologna Violenta usa il suo: la musica. A poco serve dire che è facile, che non esistono messaggi senza parole, che lo si fa per tornaconto; nessuna di queste cose può intaccare i motivi che lo hanno portato a comporre un album del genere. Nessuno può dire che questa opera sia indegna di portare con se questi ricordi, l’arte è soggettiva ed ognuno ne pensa ciò che vuole. Si può non gradire il tipo di musica, ma nessuno può mettere in dubbio la trasparenza di un artista e il messaggio che esso vuole trasmettere.

Che vi piaccia o meno, l’importante è che questo disco sia stato fatto.

 

TRACKLIST:
1. 19 giugno 1987 – Pesaro: rapina casello A-14
2. 31 agosto 1987 – San Lazzaro di Savena (Bo): rapina casello A-14
3. 3 ottobre 1987 – Cesena: tentata estorsione
4. 30 gennaio 1988 – Rimini: rapina supermercato Coop
5. 19 febbraio 1988 – Casalecchio di Reno (Bo): rapina supermercato Coop
6. 20 aprile 1988 – Castelmaggiore (Bo): attacco pattuglia Carabinieri
7. 19 settembre 1988 – Forlì: rapina supermercato Coop
8. 26 giugno 1989 – Bologna: rapina supermercato Coop
9. 15 gennaio 1990 – Bologna: rapina ufficio postale
10. 6 ottobre 1990 – Bologna: rapina tabaccheria
11. 10 dicembre 1990 – Bologna: assalto campo Rom
12. 22 dicembre 1990 – Bologna: attacco lavavetri extracomunitari
13. 23 dicembre 1990 – Bologna: assalto campo Rom
14. 27 dicembre 1990 – Castelmaggiore (Bo): rapina distributore
15. 4 gennaio 1991 – Bologna: attacco pattuglia Carabinieri
16. 20 aprile 1991 – Bologna: rapina distributore
17. 30 aprile 1991 – Rimini: attacco pattuglia Carabinieri
18. 2 maggio 1991 – Bologna: rapina armeria Volturno
19. 19 giugno 1991 – Cesena: rapina distributore
20. 18 agosto 1991 – San Mauro a Mare (Fc): agguato auto senegalesi
21. 28 agosto 1991 – Gradara (Ps): scontro a fuoco con due poliziotti
22. 24 febbraio 1993 – Zola Predosa (Bo): rapina banca
23. 7 ottobre 1993 – Riale (Bo): rapina banca
24. 3 marzo 1994 – Bologna: rapina banca
25. 24 maggio 1994 – Pesaro: rapina banca
26. 21 ottobre 1994 – Bologna: rapina banca
27. 29 marzo 1998 – Rimini: suicidio Giuliano Savi


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