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Colpi Repentini – Arriva lo Zar EP (Artigianato Musicale, 2013) di Giulia Pierimarchi

Una melodia pop nostalgica, velatamente passatista. Un beat ricorrente ed allusivo agli anni 60, ad un mood spensierato di comporre la forma canzone e di recitarla come fosse una poesia leggera. Questa è la proposta dei milanesi Colpi Repentini in "Arriva lo zar": un flusso di spiriti benevoli nell'aria, su un supporto strumentale che si declina tra ritmi balcanici, pop vibes '60, chitarre in levare su ritmiche che si alternano al funk e a formule armoniche swingate. Nel complesso un'enfasi strumentale che proietta il nostro immaginario verso un desiderio di benessere, di guarigione da tutto ciò che ci affligge…

Score

CONCEPT
ARTWORK
POTENZIALITA'

Conclusione : Sornione

Voto Utenti : 4.85 ( 1 voti)

1398390_10151837263922550_1417839459_oUna melodia pop nostalgica, velatamente passatista. Un beat ricorrente ed allusivo agli anni 60, ad un mood spensierato di comporre la forma canzone e di recitarla come fosse una poesia leggera. Questa è la proposta dei milanesi Colpi Repentini in “Arriva lo zar“: un flusso di spiriti benevoli nell’aria, su un supporto strumentale che si declina tra ritmi balcanici, pop vibes ’60, chitarre in levare su ritmiche che si alternano al funk e a formule armoniche swingate. Nel complesso un’enfasi strumentale che proietta il nostro immaginario verso un desiderio di benessere, di guarigione da tutto ciò che ci affligge nel quotidiano. Si racconta di pensieri che ci disturbano la quiete notturna, che prendono forma in proiezioni fantasiose come Il diavolo (da lui si presentò). Si anela di amori vissuti e di ancoraggi emozionali e si canta anche di accolite di loschi, come in Butta giù.
Un lavoro che riesce ad avere un buon consenso, che si fa apprezzare in particolare per l’approccio del vocalist, in grado di alterare l’emotività dei sentimenti e delle circostanze raccontate in ogni singolo brano.  Una sorta di mimo, un artista di strada che all’interno del suo caffè-concerto, con riso amaro, esprime ironia alla faccia del presente e delle debolezze umane per riflettervi in maniera adulta e compassionevole.
Questa capacità di infondere leggerezza e divertimento viene mostrata anche nelle liriche dove i Colpi Repentini inventano rime, divertissement linguistici, no-sense come nel caso della title-track. Brano in cui c’è anche una estrosa commistione di stili tra il godibile latin rock delle chitarre e il tango scanzonato del piano, esprimendo ingegnosamente l’ispirazione istrionica e frizzante, il moto impetuoso di dar forma concreta ai demoni della propria mente e a risolvere la situazione di confusione figurata nel sogno attraverso l’improvvisazione di un’immaginaria danza liberatoria.
L’aria scanzonata è il tratto distintivo di questi 5 giovani: Alessio Piano (voce e chitarra ritmica), Matteo Prevedello (chitarra solista), Andrea Terzi (tastiere), Federico Durante (basso) e Matteo Costantini (batteria) che con questo esordio presentano un lavoro dalla facile assimilazione. Sia per il ritmo rapido e «repentino» su cui scorrono le rime, sia per i testi dallo stampo creativo fantasioso e improvvisato, ironizzando in maniera innocua e bonaria su episodi di estrazione quotidiana. In direzione opposta agli schemi della canzone d’autore impegnata e perbenista, bisogna riconoscere che in tutte le scelte formali la band non risulta essere banale o qualunquista. Né tantomeno di poco valore per come dimostra di costruire il suo sostegno armonico con apporti jazzati, gipsy, jump blues, ragtime; e con supporti ritmici a volte veloci e cadenzati altre volte lenti e bluebeat.

Tracklist:
1. Brucio la città
2. Arriva lo zar
3. Butta giù
4. Non ti ho persa mai
5. Il diavolo (da lui si presentò)
6. Un’ottima giornata


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