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Fabryka @ Vicolo Cieco Salsamenteria, Matera (Testo e Foto di Raffaele Battilomo)

Fabryka (7)Siediti. Immagina lo scricchiolio del pavimento, di vecchio legno, sotto di te. Fuori sta piovendo ormai dal mattino, ma dentro l’atmosfera è calda, asciutta.

Immagina poltrone retrò, tutte diverse fra loro. Ambientati in una stanza con mezze sedie appese al muro e un vecchio jukebox che,  con i suoi giochi di luce, la illumina.

Nell’aria il profumo del vino e di prodotti prelibati. Immagina un vecchio divano blu restaurato. Davanti i Fabryka, in veste unplugged.

Ora, dimenticati della pioggia. Ascolta.  Riesci a sentire il synth? Concentrati. Adesso anche la chitarra.

Fabryka (9)

 Si, ci sei.

Tiziana sta cantando e tu, come me, ti ritrovi in una terra di meraviglie, di suoni cristallini, di folk misto ad elettronica, di panorami inesplorati e così immensi da perderti.

Questo è quello che i Fabryka vogliono trasmettere con la loro musica: un mondo pieno di emozioni, di suoni, parole e stati d’animo che si imbattono in altri, differenti,  e tornano indietro più forti e più presenti di prima e, anche se non nella loro formazione completa, riescono ad arrivare forti e cercano di farti sentire in pace con te stesso e con il mondo.

Fabryka (8)L’atmosfera è onirica, sognante. Tutti vengono catturati dalle melodie caratteristiche della musica internazionale e nordeuropea, ma soprattutto dall’originalità, anche italiana, che li rende molto particolari.

Quella che si respira è tranquillità, ma anche gioia di suonare e trasmettere tante emozioni: proprio per questo il batterista, che non avrebbe dovuto suonare, si siede in un angolo e porta il tempo con una bacchetta e un sonaglio.

Le tracce del nuovo album Echo, come The Good Insight oppure Glances (nato dalla collaborazione con la band I Used To Be A Sparrow) sono talmente particolari che riescono ad incorniciare una situazione unica e particolare e, proprio con questi bis, si conclude il live. Le luci si spengono e la musica svanisce, mentre la veste unplugged dei Fabryka ci lascia nel loro mondo a sognare, in una dimensione che non svanisce presto, ma che genera un bisogno di ascoltarli ancora, ancora e ancora.

 

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