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Hobos – Hobos (Autoprodotto, 2013) di Fabio Ippoliti

Intransigente. Questo urlatissimo omonimo disco degli Hobos vi passerà sopra senza fare complimenti. In fin dei conti è il loro stile, la loro precisa intenzione. C'è chi si piega alle convinzioni, chi preferisce deviare e chi segue fedelmente il verbo dell'hardcore. Si sa che in principio l'heavy metal fu una derivazione del punk, e tutto quello che venne dopo nacque essenzialmente da un istinto di ribellione e di non voler sottostare alle regole. HOBOS vi schiaccerà ferocemente, vi farà girare la testa con disgusto, vi maciullerà con la volontà ferma irremovibile di sgretolarvi e corrodere le vostre certezze sociali…

Score

CONCEPT
ARTWORK
POTENZIALITA'

Conclusione : Schiacciasassi!

Voto Utenti : Puoi essere il primo !

logo (Large)Intransigente.

Questo urlatissimo omonimo disco degli Hobos vi passerà sopra senza fare complimenti.
In fin dei conti è il loro stile, la loro precisa intenzione. C’è chi si piega alle convinzioni, chi preferisce deviare e chi segue fedelmente il verbo dell’hardcore. Si sa che in principio l’heavy metal fu una derivazione del punk, e tutto quello che venne dopo nacque essenzialmente da un istinto di ribellione e di non voler sottostare alle regole.

HOBOS vi schiaccerà ferocemente, vi farà girare la testa con disgusto, vi maciullerà con la volontà ferma irremovibile di sgretolarvi e corrodere le vostre certezze sociali se non transigete queste sonorità o di coinvolgervi, farvi urlare, scapocciare e pogare se siete sensibili a questo tipo di sound. Se siete sensibili, cioè, ad massacro sonoro potentissimo caratterizzato e stantuffato violentemente da un drumming dinamico e potente con doppia cassa piazzata in maniera eccellente, che non disdegna blast beats, ed un rifforama tagliente con la giusta dose di melodia non tesa a debordare ma a rendere i pezzi “orecchiabili”. Particolare la scelta di mixare la voce in secondo piano, che rende il sound ancora più crudo. Thrash-hardcore quindi, da questi Hobos, che non risparmia prigionieri e dimostra l’avere bene a mente il filone e una indomabile voglia di ribellarsi innata. Ripeto: se siete della partita vi sparerete questo Hobos al massimo e godrete. Attenzione invece, sparuti ascoltatori casuali, perché vi state imbattendo

La classe non è acqua.

bruscamente in un un genere di nicchia molto violento – se non l’aveste ancora capito – con figuri che urlano testi di ribellione sociale e altri che pestano come ossessi finché le dita non sanguinano!
Il disco di questi “senzatetto” è un flusso incontrastato e incontrastabile, a volte veloce, a volte lento – ma sempre spietato -, che viene iniettato direttamente nelle vostre orecchie, le parole – in italiano! (?) – vengono rovesciate come magma sul microfono e sembrano anche loro medesime ribelli al volersi far capire, interpretare (a volte si sentono in maniera più distinta i cori piuttosto che la voce principale). Alla fine ciò che conta è l’impatto, la scheggia selvaggia dell’odio verso la società basata sul consumo che ti appiattisce con la frustrazione di non sentirti adatto a canoni imposti, tramandati e spinti a forza e ti costringe a impazzire per trovare la sanità. Quanto si può parlare di un pugno in faccia? Quanto si può urlare a perdifiato in preda ad un’incazzatura feroce? Fin quando non si sanguina, fin quando non si finisce la voce. E anche se questa è una recensione abbastanza breve (perlomeno secondo i canoni di chi scrive) io consiglio a tutti i fan dell’hardcore questi ragazzi che spaccano (memori di lezioni in violenza dei The Exploited & co.).
A volte vorresti che la vita fosse semplicemente una canzoncina fischiettata. Altre volte vorresti avere tutto ciò che sei portato a desiderare, anche se NON SERVE A NIENTE!

Con l’ultimo acquisto/Sei fiero e pure alla moda/Ma hai pensato davvero/A cosa serve?/Disseta o ti sfama/Almeno ci riesci a dormire/Distoglie la mente/Se no non serve a niente/Senza scampo divora la gente/Quando ormai non c’è più niente/La tendenza all’ultimo grido/Per caso mi hai preso per scemo?/Un gruppo di stronzi/Vestiti firmati più in voga/Ambiscono al lusso/Perché non sanno che fare/Quello che sei non può cambiare/La vostra vita non serve a niente/Non serve a niente!

Tracklist:
1. Intro
2. Comincio a capire
3. Milano odio (La polizia può sparare)
4. A un passo dalla fine
5. L’inferno non basta
6. Monti Phyton
7. Divisa scelta
8. Non serve a niente


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