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Hopes Die Last @ Traffic, Roma (testo di Fabio Valentini, foto di Edoardo Ferrini)

IMG_1163Ed eccomi qui, venerdì 24 gennaio, in quel del Traffic, tempio del metal capitolino, per godermi una serata all’insegna del metalcore tricolore.
E’ il momento per gli Hope Die Last di portare il loro Wolfpack Tour nella propria città natia, dopo aver girato il mondo negli ultimi anni sulla scia del buon riscontro ottenuto dai due precedenti album Six Years Home e Trust No One, predecessori per l’appunto dell’ultimo EP The Wolfpack.
Spetta ai giovani My Hardest Fight il compito di scaldare la folla, a dir la verità già fomentata a dovere di suo, con quello che loro stessi definiscono come Brutal Easycore .  I cinque sono veramente molto giovani ma, a dispetto dell’età, la stoffa c’è tutta. E’ chiaro, alcune soluzioni risultano ancora acerbe e soprattutto per quel che riguarda la presenza scenica i nostri hanno ancora molto da lavorare, ma malgrado ciò la performance è di buon livello e rappresenta un ottimo punto di partenza per prospettare un futuro roseo al combo capitolino.
E poi la volta della seconda band in scaletta, i toscani Adams Kills Eve, combo screamo proveniente da Firenze, attivo dal 2006 e che ha da poco pubblicato il suo ultimo album “The Interruption System” tramite Nerd Sound Records.
La botta è subito notevole, i cinque menano a dovere i loro strumenti e tra chorus “ammiccanti”, mosh tipici del genere e frequenti inserti elettronici danno vita ad un’ottima performance, molto energica e coinvolgente. La mezzora abbondante a loro disposizione fila quindi liscia e scalda a dovere l’audience per gli headliner della serata, gli Hopes Die Last.IMG_1156

Prima, però, io e il buon Edoardo Ferrini, fidato fotografo e collega di Relics, ci imbattiamo in un’altra piacevole novità della serata: all’ingresso è presente lo stand di Iocero.com che ha preparato varie consolle che ci permettono di tuffarci nel mondo dei videogiochi arcade anni ’90 …Quale modo migliore di attendere il soundcheck se non quello di terminare il sempre favoloso Metal Slug 🙂 ?!?! Scherzi a parte complimenti ai ragazzi del team per la simpatica iniziativa che ha divertito ed intrattenuto tutti i presenti allo show.

E giusto il tempo di completare lo stage 6 che, come annunciato, salgono sul palco gli Hopes Die Last!!
Il quintetto romano è ormai uno dei riferimenti, in Italia, per chiunque ascolti metalcore e derivati, e la pubblicazione di ogni loro album è stata accompagnata da tour notevoli che li hanno portati a suonare praticamente in tutto il mondo. D’altronde basta soffermarsi ad ascoltarli pochi istanti per capirne il motivo: che pezza!! I suoni sono subito molto definiti, e ogni strumento svolge alla grande il suo lavoro, batteria veloce e furiosa, chirurgico il lavoro delle chitarre e notevole il lavoro del bassista soprattutto per quel che concerne la veste di singer, con i svariati ritornelli “super acuti” che possiamo sicuramente definire come trademark del IMG_1161sound Hopes Die Last!!Su questa base notevole si staglia la voce di Daniele Tofani, ottimo singer e ottimo intrattenitore!!
La setlist  va a pescare un po’ ovunque nella discografia della band, ovviamente con particolare attenzione alle ultime due fatiche discografiche, il recentissimo The Wolfpack ed il precedente Trust No One, dai quali vengono estratti i vari singoli ed in generali i brani più riusciti di entrambi i capitoli. E così tra una Hellbound e una The Wolfpack, passando per Never Trust the Hazel Eyed, Unleash Hell e molte altre,  il pubblico ha modo di scatenarsi tra pogo, stage diving, wall of death, pit circle e chi più ne ha più ne metta.
Arriviamo così al termine di questa bella serata, che ci riconferma il combo romano come una delle più belle realtà della scena metalcore nostrana…bene così!!


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