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Immanuel Casto – Freak & Chic (JLe Management, 2013) di Andy Harsh

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Dopo due anni dal suo ultimo lavoro Adult Music (2011), ecco a voi Freak & Chic di Immanuel Casto, che con il suo Porn-Groove di casto pare avere molto poco, ma è quello che i fans si aspettano, e lui di certo non fa nulla, o quasi, per smentire le attese.
Dal siderale 2000 niente sembra mutato, lo stile è inconfondibile, e in Italia fa la parte del leone. Non lo  si può certo accostare a band del calibro di Gem Boy, Atroci, Nanowar (solo per citarne alcuni), la sua musica non parte dal già sentito/ascoltato, non viene scimmiottato nessun gruppo, potremmo cadere in fallo (e chi meglio di lui può apprezzare questo doppio senso) considerando la sua musica demenziale, ma Immanuel è ben altro, è originalità pura, forse un pò da svecchiare, perché oramai anche i suoi pezzi stanno diventando un po’ telefonati, e per quanto sia spassoso cantarle in macchina con gli amici di sempre, sarebbe arrivato il momento di stupirci con ben altro.
Prodotto da Stefano “Keen” Maggiore al Beat Studio e mixato da Cristiano Sanzeri al 20100 fACTORY Freak & Chic è un album da 9 pezzi, che  scivola via in appena 35 minuti. Non vorrei qui descrivere ogni pezzo dell’album poiché non risulterebbe un’azione utile alla nostra casua, tuttavia possiamo affermare con certezza che la scelta della produzione di selezionare Zero Carboidrati e Tropicanal come singoli non poteva essere più azzeccata.
Sicuramente sono i due pezzi che rimangono impressi di un album che per certi versi è fin troppo prevedibile, sopratutto per i testi che hanno nel tempo perso l’intelligenza la spiccata satira-sociale che contraddistingueva Immanuel Casto, ma vengono piuttosto da un contesto condizionato dal suo passato musicale, rendendolo un po’ scontato. Al primo ascolto ci si può quasi avventurare a finire i versi delle strofe, sembra tutto un “già sentito”. Un vero peccato, perché gli arrangiamenti e la musica non sono un contorno come poteva essere nei primi suoi lavori (Coiti nel Buio, Che bella la cappella) ma un solido sound dance pop con riferimenti alla disco music anni 80/90, che non di rado rimane in testa. Sfido chiunque a non canticchiare anche solo dopo un ascolto Tropicanal, secondo singolo in uscita, che grazie anche a un video accattivante non ci ha messo molto a diventare una Hit estiva.
Il resto come ho detto è tutto un sentito dal “Oh my Sexual Navigator tu guida, io ti vengo dietro di Sexual Navigator “al “Tutti su di me Voglio una gang bang di Freak & Chic”, per poi regalarci Redemption, un pezzo strumentale, che ricorda molto The 2nd Law: Unsustainable dei Muse, seguito da Comunione e Liberazione e Da quando sono morto, che chiudono l’album lasciandoci un po’ di stucco. Entrambi i pezzi sembrano essere lontani da tutto quello che è stato Immanuel fino ad ora, sembrando quasi un tentativo per ritagliarsi un angolino di serietà, così arduo da ottenere in un contesto del genere. Tuttavia ci piace pensare che per un attimo il Casto Divo abbia voluto togliersi le ingombrati vesti, e, tra falli, coiti e badanti opportuniste si sia fatto largo per regalarci qualcosa di nuovo, o forse solo per anticiparci la sua uscita dalle scene. D’altronde “Guardami adesso ammirami, io sto con grazia e garbo sul letto mio di marmo, e tutti i miei difetti d’ora in poi tu non vedrai” non pare certo un arrivederci.

Track List:

1. Freak & Chic

2. Zero Carboidrati

3. Sexual Navigator

4. Tropicanal

5. Sognando Cracovia

6. Anusmouthand

7. Redemption

8. Comunione e Liberazione

9. Da quando sono morto


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