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Foxhound – In Primavera (Autoprodotto, 2014) di Raffaele Battilomo

Per un momento smettete di ascoltare Radio Maria e cercate quelle frequenze che ormai non usa quasi più nessuno. Cercate quelle frequenze un po’ underground, nascoste. Adesso alzate il volume. Aguzzate l’udito. Sentite qualcosa? Cosa di preciso? Se non l’avete capito ve lo spieghiamo noi, e vi spieghiamo anche il perché. Loro sono i Foxhound, gruppo di ventenni torinesi,  e quelli che state ascoltando sono i brani del loro secondo album, In Primavera, un album scritto in completa solitudine e lontano da tutte le frenesie della vita quotidiana. Gli 11 brani ci raccontano il viaggio di un uomo che si…

Score

CONCEPT
ARTWORK
POTENZIALITA'

Conclusione : Pindarico

Voto Utenti : Puoi essere il primo !

fox-press-WEBPer un momento smettete di ascoltare Radio Maria e cercate quelle frequenze che ormai non usa quasi più nessuno. Cercate quelle frequenze un po’ underground, nascoste.

Adesso alzate il volume. Aguzzate l’udito.

Sentite qualcosa? Cosa di preciso?

Se non l’avete capito ve lo spieghiamo noi, e vi spieghiamo anche il perché.

Loro sono i Foxhound, gruppo di ventenni torinesi e quelli che state ascoltando sono i brani del loro secondo album, In Primavera, un album scritto in completa solitudine e lontano da tutte le frenesie della vita quotidiana.

Gli 11 brani ci raccontano il viaggio di un uomo che si trova faccia a faccia con la propria solitudine, fuori dal mondo e isolato da ogni forma di tecnologia. Il viaggio attraversa un anno malinconico e sognatore, a tratti folle come un tuffo nel vuoto, a tratti etereo e sognante come una planata in una dimensione parallela senza fine. Quest’uomo abbandona alle sue spalle tutte le venialità e le cose futili che fanno parte della vita mondana cercando, nel cielo, e lo stesso universo, un rifugio nel quale trasformarsi in una stella ogni qual volta lo desidera.

L’unica cosa che sarà in grado di salvarlo, curarlo, farlo rinascere, sarà la primavera che con il suo ritorno alla vita di tutte le cose, gli darà l’unica chance di sopravvivere.

La lingua Inglese, le chitarre cristalline e pulite, i ritmi curati della batteria e i bassi ben studiati rendono questo viaggio particolare e apprezzabile ma non classificabile in una particolare branchia della musica. Per orientarvi li collocheremo nel filone indie con sonorità punk/rock, a volte dolci, a volte eteree, a volte più accentuate.

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Adesso ci chiederete: ma come mai non li abbiamo riconosciuti prima? Semplice.

L’italia non è molto aperta all’innovazione musicale, ma vi meravigliereste scoprendo che sono stati apprezzati in ben altri luoghi, come per esempio nell’ambito del Primavera Sound di Barcellona nel maggio del 2013 o che sono stati opening act a Peter Hook a Torino, ai The XX al Traffic Festival e presenti in molte altri importanti contesti musicali internazionali, cosa che accade a molti artisti italiani, qui sottovalutati e altrove apprezzati.

Naturalmente, o per fortuna, c’è chi è in grado di saper scegliere ed è aperto a nuovi orizzonti. Proprio per questo vi consigliamo di stendervi su un prato, mettere le cuffie e far partire ‘In Primavera’ guardando il cielo. Poi, tutto vi apparirà più chiaro.

 

Tracklist

1. All alone on my own

2. Erase me

3. Fitness

4. I just don’t mind

5. Out

6. Gasulì

7. I don’t want to run today

8. Summer yeast

9. Stars (anytime you want to)

10. That’s the sky

11. My life is so cool


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