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Llargo – Llargo (Autoprodotto, 2013) di Marco Calò

I Llargo sono una band milanese che mischia sonorità in chiave acustica a parti vocali riconducibili a Massive Attack o Bjork per intensità e mistero. La line-up è composta da Christian De Cicco, fondatore del progetto, alle chitarre, Lele Garro al contrabbasso, Silvio Centamore alla batteria e Barbara Giuffrida alla voce e piano. Quest'ultima si rivelerà essere certamente un'arma molto affilata nell'arsenale della band, la sua voce infatti sembra essere quella di Virgilio che guida Dante Alighieri lungo la strada che porta dall'inferno al paradiso, seducente, conturbante, misteriosa e affabile. Il disco ha una partenza lenta ma ritmata con il brano Things, che mette in primo piano un…

Score

CONCEPT
ARTWORK
POTENZIALITA'

Conclusione : Intenso

Voto Utenti : Puoi essere il primo !

1424_543072312425051_1378754226_nI Llargo sono una band milanese che mischia sonorità in chiave acustica a parti vocali riconducibili a Massive Attack o Bjork per intensità e mistero. La line-up è composta da Christian De Cicco, fondatore del progetto, alle chitarre, Lele Garro al contrabbasso, Silvio Centamore alla batteria e Barbara Giuffrida alla voce e piano. Quest’ultima si rivelerà essere certamente un’arma molto affilata nell’arsenale della band, la sua voce infatti sembra essere quella di Virgilio che guida Dante Alighieri lungo la strada che porta dall’inferno al paradiso, seducente, conturbante, misteriosa e affabile.

Il disco ha una partenza lenta ma ritmata con il brano Things, che mette in primo piano un arpeggio di chitarra acustica magistralmente accompagnato dalla voce della Giuffrida, ne viene fuori un brano particolarmente intenso, forse il migliore del disco. Il viaggio musicale prosegue con So we say, pezzo dal sound caldo al quale si sposa una melodia vocale di rara dolcezza. A renderlo ancora più intenso è l’accompagnamento di piano, semplice ma azzeccato, che prepara il crescendo finale, un brano che sa di libertà. Segue Surrender, un brano dalla straordinaria ambientazione musicale, un viaggio mentale che coinvolge inevitabilmente l’ascoltatore. Pezzo a tratti immobile e soffocante ma che si rivela poi nella sua natura dolcemente selvaggia, anche in questo brano è notevole l’apporto vocale di Barbara Giuffrida. Nel pezzo successivo il sound della band si incattivisce leggermente, è il momento di Selfish joy: la chitarra elettrica più scura e la batteria sincopata fanno da sfondo alle liriche conturbanti e ad un basso accennato in modalità synth. Di certo un brano che si distanzia 1523410_617638904968391_1351031627_odal sound generale del disco, ma che nel complesso dona quel tocco di oscurità che non stona affatto. Il disco si conclude con Brother brano che sembra riprendere le sonorità del primo brano, con un sostenuto arpeggio di chitarra classica accompagnato da una lieve ritmica sul rullante di Centamore, al quale si uniscono dei leggeri effetti elettronici mai invadenti.

La sensazione finale è di una band che ha concentrato bene le idee prima di mettere al mondo questo EP. Ogni nota è al posto giusto, un album non banale e ben strutturato, ottime doti musicali da parte di ogni componente della band ma un paluso specifico va a Barbara Giuffrida, che con la sua voce calda e sensuale fa fare il salto di qualità al disco e alla band.

Llargo, buona la prima!

Tracklist:

1. Things
2. So we say
3. Surrender
4. Selfish joy
5. Brother


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