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Borknagar+Månegarm+In Vain+Ereb Altor+Shade Empire @ Traffic (testo e foto di Mario Cordaro)

Primo tour da headliner per i norvegesi Borknagar, supportati per l’occasione da bands provenienti esclusivamente dal nord Europa. Fossero stati presenti anche gruppi islandesi e danesi, avremmo avuto una rappresentanza completa di tutta la Scandinavia.
Vicinanze geografiche a parte, le proposte musicali ascoltate stasera sono abbastanza dissimili tra di loro.
L’apertura concerto è affidata agli Shade Empire, finlandesi, i quali concentrano il set sulla riproposizione dell’ultimo album “Omega Arcane”, intervallato da un paio di pezzi precedenti. La proposta è inquadrabile in un extreme metal con inserti di tastiera e orchestrazioni (qualcuno ha detto Dimmu Borgir?). Prestazione convincente, soprattutto a livello vocale, anche se è un tipo di sound che non riesco a farmi piacere.
DSCF4479Con gli Ereb Altor si entra in pieno mood Bathory, quelli del secondo periodo. Peccato che, rispetto alle prove in studio, quella sul palco manchi di grinta ed energia, facendo calare un po’ di stanca nel locale. I tanti midtempos e i cori a due voci in clean e scream non aiutano a smuovere la situazione, rendendo la loro performance abbastanza anonima.

Setlist:

– Fire Meets Ice
– The Mistress Of Wisdom
– By Honour
– Nifelheim
– Myrding

Cambio drastico di mood con gli In Vain, combo norvegese dal sound extreme/prog metal con influenze Solefald style; questo sestetto gioca su strutture sovrapposte, cori, diversi cambi di tempo, stoppati ripetuti e doppia voce in scream e growl (a volte addirittura tre con le clean vocals). Non mi era mai capitato di ascoltarli prima e mi riprometto di farlo per apprezzarne tutte le varie sfumature.

Setlist:

– Captivating Solitude
– Against The Grain
– Hymne Til Havet
– October’s Monody
– Image of Time
– Floating On The Murmuring Tide

Gli svedesi Månegarm fanno parte della seconda ondata di bands black/pagan, debitori quindi a nomi come Bathory, Storm e Falkenbach. Purtroppo solo “in teoria”, dato che le speranze di un concerto interessante cozzano di fronte ad una band priva di mordente, impressione confermata da un pubblico piuttosto freddino. L’eccessiva presenza di melodia e cori non significa di conseguenza epicità, non a caso i momenti trascinanti sono stati davvero pochi. Per me la delusione della serata, ognuno è libero ovviamente di smentirmi.DSCF4503

Setlist:

– Arise (intro)
– Legions Of The North
– Nattsjäl, Drömsjäl
– Hordes Of Hell
– Sigrblot
– Vedergällningens Tid
– Sons Of War
– Hemfärd

La curiosità di vedere all’opera i Borknagar è tanta, seppur della formazione originale è rimasto solo il chitarrista e fondatore Øystein Brun; la presenza di Baard Kolstad dietro le pelli (doppio lavoro per lui, dato che ha suonato anche con gli In Vain) da sola basterebbe a catturare l’attenzione, dato che questo ragazzo ha raggiunto una certa fama in Norvegia con le sue esibizioni in strada, filmate e finite su Youtube.
Da un paio d’anni i norvegesi si avvalgono di due cantanti, ICS Vortex (anche al basso) e Vintersorg, sostituito per questo tour da Athera dei Susperia. La scaletta, come prevedibile, è concentrata sugli ultimi lavori, con una Oceans Rise eseguita in versione elettrica, al contrario dell’originale acustica. La band è in forma ed è evidente, ma la produzione musicale recente non mi fa impazzire quindi il mio giudizio è comunque limitato. L’assolo di batteria di Kolstad è notevole per precisione e perizia tecnica, dimostrandosi un valido intermezzo. Le ultimecartucce vengono sparate prima della conclusione con Colossus, da Quintessence.
DSCF4522Serata che ha offerto spunti interessanti e altri meno quindi, alla prossima occasione.

Setlist:

– The Genuine Pulse
– Oceans Rise
– Epochalypse
– Ruins Of The Future
– Ad Noctum
– The Eye Of Oden
[Drum Solo]
– Frostrite
– Universal
– Embers
– The Dawn Of The End
– Colossus


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