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L’orchestrina – EP (Autoprodotto, 2014) di Stefano Capolongo

Se i pezzi contenuti nell'album di cui ci accingiamo a parlare fossero stati scritti dagli ottimi Dente o gli Stag di Marco Guazzone, avremmo già potuto assaporarli sui palchi più importanti dello stivale. Questa brevissima premessa/captatio benevolentiae vuole introdurre nel modo più sincero possibile il valore de L'orchestrina. Questa giovanissima band picena ci racconta, o per meglio dire, ci ricorda, con piglio sofficemente folk, cosa significhi esprimere un sentimento scevro da orpelli di qualsiasi genere. Che poi questo sentimento sia l'amore per la propria terra, per la vita o per la musica poco importa, sta di fatto che questi ragazzi possiedono i mezzi…

Score

CONCEPT
ARTWORK
POTENZIALITA'

Conclusione : Galante

Voto Utenti : 4.11 ( 5 voti)

1378228_633196796720345_939050813_nSe i pezzi contenuti nell’album di cui ci accingiamo a parlare fossero stati scritti dagli ottimi Dente o gli Stag di Marco Guazzone, avremmo già potuto assaporarli sui palchi più importanti dello stivale. Questa brevissima premessa/captatio benevolentiae vuole introdurre nel modo più sincero possibile il valore de L’orchestrina. Questa giovanissima band picena ci racconta, o per meglio dire, ci ricorda, con piglio sofficemente folk, cosa significhi esprimere un sentimento scevro da orpelli di qualsiasi genere. Che poi questo sentimento sia l’amore per la propria terra, per la vita o per la musica poco importa, sta di fatto che questi ragazzi possiedono i mezzi giusti e li sanno sfruttare al meglio. Sei tracce di pura poesia alla quale la band ha voluto dare un colore più vivido scegliendo, a livello strumentale, un ampia gamma di soluzioni. Un sapore lievemente retrò è presente già nella traccia d’apertura La belle gaffe di una volta, impreziosita dalla fisarmonica di Giampiero Mazzocchi e dal duetto vocale tra Natalia PugliaDaniele Cannella che ritroveremo lungo tutto il lavoro. Valzerino ci catapulta in una dimensione popolare, garbata e sentimentale, narrata dalla tromba di Simone Curzi, vero fil rouge della traccia. Qui ci troviamo di fronte, sia per quanto riguarda i testi che per le linee melodiche, alla carta d’identità della band: perfette giustapposizioni, improvvisi cambi di ritmo e metrica cesellata a dovere. Con un volo pindarico, eccoci atterrati sulla dolcissima Casa Luna. Ci si accorge ben presto che la band ama rimanere in un ambito familiare, senza uscire granché dal seminato e questo fattore va considerato come un pregio assoluto poiché non induce in confusione l’ascoltatore ma lo educa gentilmente al proprio sound, definito e schietto.
Valentin è l’azimut dell’EP. La poetica di quest’album e di questa band sono racchiuse nelle sue parole: “perché con te ho visto che altre realtà sono possibili, con te che sei per me oro in questa vita, canto affinché non sarà mai finita”. Concetto chiaro ma molteplici interpretazioni possibili. Questo ci piace da morire.
Abbiamo ascoltato di un disco che non è perfetto e che porta con se tutti i difetti e le imprecisioni della prima volta ma che ci ha illuminato. L’orchestrina è un flash, un raggio di sole tra gli alberi, ma al tramonto, quando dura pochissimo ed è di quel colore meraviglioso: sarebbe bello trascorrere un bel pomeriggio assolato sulle colline umbre o marchigiane ascoltando questi ragazzi esibirsi nei pezzi poc’anzi citati.
Qualora vogliate trasmettere un’emozione, un sentimento forte, puro e sincero a qualcuno vi consigliamo di regalare questo disco, magari citando proprio la prima traccia del disco La bella gaffe di una volta, dicendo “Prendi quel regalo lì”.
Avrete vinto.

L’orchestrina è:

Daniele Cannella – Voce, chitarra e armonica
Natalia Puglia – Voce
Simone Curzi – Tromba e flicorno
Michele Mazzocchi – Contrabbasso e basso
Matteo Di Luzio – Violino
Giampiero Mazzocchi – Pianoforte, tastiere e fisarmonica

Tracklist:
1. La belle gaffe di una volta
2. Valzerino
3. Casa Luna
4. Valentin
5. Corolle di stracci
6. Spugna gialla


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