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Lotus Syndrome @ Teatro Argot Studio, Roma (di Silvano Annibali, foto di Arianna Massimi)

LS 4All’interno della rassegna artistica All In! Chiamata alle Arti 2014, che si è svolta dal 14 al 18 aprile a Roma, tra spettacoli di teatro e danza, proiezione di corti cinematografici, esposizione di arte figurativa e musica dal vivo, non potevamo perderci il live dei Lotus Syndrome, la rock band alternative ternana che abbiamo avuto modo di apprezzare in occasione della recente uscita del loro primo EP, Iride. Se già il disco si era fatto notare per l’indubbia qualità del gruppo, seppur con tutti i limiti di un’opera prima autoprodotta, il concerto all’Argot Studio di Roma ci ha sorpresi per l’impatto live che hanno i Lotus Syndrome e l’incredibile energia che sono capaci di sprigionare, riuscendo in qualche modo nel loro dichiarato intento di voler indurre nell’ascoltatore-spettatore un legame simbiotico che lo trascini, ipnoticamente, come ad instaurare una vera e propria sindrome.

Il concerto inizia con Iride, l’energia è subito ai massimi livelli, la resa live del brano di punta del loro recente EP è superiore alleLS 1 aspettative: il sound è più sporco, il ritmo tiratissimo e portato avanti all’unisono dalla potente batteria di Daniele Cesari e il basso implacabile di Lorenzo Fringuello; la voce di David Santafè, peraltro non al massimo delle sue possibilità poiché provato dal freddo inclemente degli ultimi giorni, si srotola nella sua notevole estensione e trascina da subito il pubblico. Senza tregua si prosegue con gli altri brani dell’EP: Medusa, l’intensa e dal marcato carattere post-grunge Valvola Mitralica e Tempo Artificiale, che dal vivo acquista non poco nella resa ipnotica e nelle derive psichedeliche a cui si lasciano andare le chitarre di Gianmarco La Bella e Giacomo Dominici. Con piacere abbiamo modo di ascoltare poi qualche brano inedito su disco e pezzi nuovi: L’Ultima Collina, che si attesta sugli standard dei brani che già conosciamo e John Wayne, che invece ci sorprende per la ritmica sostenuta e la travolgente e contagiosa energia che ne scaturisce. David Santafè, seppur molto concentrato sulla voce per i problemi di cui sopra, è il padrone della scena e con carattere da vero istrione corre, canta in mezzo al pubblico, si siede sugli spalti, sparisce nel fondo del palcoscenico, esprime con il corpo e con la mimica i testi che sta interpretando, è irrefrenabile! E’ il momento di una bella cover: Tempi Bui dei Ministri, riletta in chiave Lotus Syndrome, molto più spinta, più rockettara, come si conviene in un live, e il pubblico apprezza. Ecco che poi arriva un’altro pezzo fresco di composizione: Luna Mai Piena. Questo brano ci affascina subito, ci rendiamo conto che il gruppo sta crescendo in qualità e in personalità in modo strabiliante. Luna Mai Piena è un pezzo oscuro, maledetto, fortemente intriso di atmosfere hard-rock e psichedeliche, la voce di Santafè per la prima volta recita, scende di tonalità, è aggressiva, a tratti delirante, e il testo è notevole: “Vorrei essere più spesso artefice di questa vita che ci sfugge viscida tra dita che non sanno trattenere odio, invidia e ipocrisia che scorre come fiumi in piena, non guardare, occhio che potresti farti LS 3male!! Vorrei essere come gocce di benzanolo che bruciando solcano coscienze in fuga spesso violentate. Non ricordo più, sarà passato troppo tempo ma il respiro si fa spento e ciò che chiedo è di ricominciare. E’ tardi ed ora ritornano a decidere le idee in questo sporco mondo spesso surreale, ritorna qui ad uccidere…”. C’è ancora spazio per un’altra cover, Bye Bye Bombay degli Afterhours e per Vilena, altro brano presente nell’EP Iride che, se già sul disco si caratterizza come uno dei pezzi più accattivanti, dal vivo guadagna non poco nella resa e nella capacità di coinvolgere il pubblico in un’ultimo sfrenato giro di giostra.

Il concerto è finito, il pubblico entusiasta, la band esausta ma soddisfatta per una performance che a causa degli improvvisi problemi vocali di Santafè rischiava di essere compromessa. A noi non resta che augurarci di vederli di nuovo dal vivo, nell’attesa della pubblicazione del prossimo progetto discografico che, a giudicare dai pezzi inediti che abbiamo ascoltato oggi, segnerà sicuramente un notevole passo avanti nelle capacità espressive dei Lotus Syndrome, nella caratterizzazione della loro proposta e nella crescita artistica.

 Setlist:

– Iride
– Medusa
– Valvola Mitralica
– Tempo Artificiale
– L’Ultima Collina
– John Wayne
– Tempi Bui
– Luna Mai Piena
– Bye Bye Bombay
– Vilena


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