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Pocket Chestnut – Big Sky, Empty Road (Autoprod., 2014) di Marco Calò

Big Sky, Empty Road è il secondo disco dei Pocket Chestnut, band lombarda dalle sonorità nostalgiche, sempre adeguatamente in mezzo tra rock'n'roll e country/folk. Cresciuti respirando rock blues e 78 giri questa band si ispira chiaramente ad un periodo storico musicale che ha dato un contributo enorme alla musica e al mondo. La band i cui membri rispondono ai nomi di Pol (chitarre, voci), Roob (chitarre, voci), Tum (voce, giocattoli, chitarra suonata male) e Ted (Batteria, voci), incarna alla perfezione lo spirito selvaggio e scanzonato del vero country folk anni 50 interpretando alla perfezione il ruolo di outsider di talento. La proposta musicale di questa band…

Score

CONCEPT
ARTWORK
POTENZIALITA'

Conclusione : On the road

Voto Utenti : 3.65 ( 1 voti)

a2217221777_2Big Sky, Empty Road è il secondo disco dei Pocket Chestnut, band lombarda dalle sonorità nostalgiche, sempre adeguatamente in mezzo tra rock’n’roll e country/folk. Cresciuti respirando rock blues e 78 giri questa band si ispira chiaramente ad un periodo storico musicale che ha dato un contributo enorme alla musica e al mondo. La band i cui membri rispondono ai nomi di Pol (chitarre, voci), Roob (chitarre, voci), Tum (voce, giocattoli, chitarra suonata male) e Ted (Batteria, voci), incarna alla perfezione lo spirito selvaggio e scanzonato del vero country folk anni 50 interpretando alla perfezione il ruolo di outsider di talento. La proposta musicale di questa band non è certamente da annoverarsi tra quelle che portano innovazioni, ma di certo una sana rispolverata al buon rock senza fronzoli e sopratutto ben suonato proietta i Pocket Chestnut in un mondo musicale dove non conta chi sei o da dove vieni, conta soltanto macinare accordi su accordi in nome del buon rock.

Una chitarra slide da il via al primo brano del disco, intitolato Spread my love, brano molto potente e ritmato, dove strumenti e voce si intrecciano sapientemente dando luogo a quello che è un ottimo tappetino di benvenuto per l’ascoltatore che resta soddisfatto e incuriosito di ascoltare lo svolgimento del disco, che continua con Cast away, brano che aggiunge un pizzico di zucchero ai suoni dei Pocket, il pezzo è nettamente più melodico, quasi una ballad se consideriamo che il terreno sul quale ci muoviamo è country/folk. Il classico “brano da radio” che una band inserisce nel disco. Never again mantiene inalterate le atmosfere nostalgiche proiettando l’ascoltatore su verdi campi soleggiati con i Pocket Chestnut che sullo sfondo strumenti alla mano strimpellano le note di questo disco che fin qui si rivela essere molto piacevole all’orecchio. A questo punto il disco cambia decisamente marcia con Now, brano che in un primo momento potrebbe essere scambiato per uno dei migliori rock/blues di Elvis tanto è ben suonato e ben interpretato sia strumentalmente che vocalmente. Got my smartphone working smorza nuovamente i toni con il suo sound più lieve e quasi stanco. Il disco prosegue con Mirror mirror brano che porta un notevole tocco di elettricità al disco con chitarre molto più presenti. Leave & love è probabilmente il brano più riuscito del disco, potenza e ritmo, con innesti ambient elettronici che non erano mai stati utilizzati fin qui, e l’inserimento di una seconda voce femminile che da veramente un tocco in più al brano. Il disco si avvia al termine con i brani Morning Cold night, e si chiude con l’ultimo pezzo Almost the end.

Il giudizio non può che essere positivo, in un mondo musicale che sempre più spesso si guarda al passato cercando delle novita nei vinili dei decenni passati la proposta dei Pocket Chestnut è certamente da evidenziare. Una band che macina buona musica creando delle atmosfere allegre scherzose e a tratti nostalgiche, il tutto senza prendersi troppo sul serio.

 Tracklist:

1. Spread My Love
2. The Castaway
3. Never Again
4. Now
5. Got My Smartphone Working
6. Mirror, Mirror
7. Leave & Love
8. Morning
9. Cold Night
10. Almost The End


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