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The Aristocrats + Ciro Manna Trio live @ Planet, Roma (testo di Fabio Ippoliti, foto di Danilo D’Auria)

webQG5A2787Una vecchia gloria che ritorna a ruggire! Il PLANET non è altro che l’Alpheus, un locale che ospitò una parte importantissima della storia musicale romana che oggi torna sulla scena promettendo del filo da torcere ad altri locali per la palma del miglior posto dove ascoltare musica.
La serata è stata all’insegna di due band di spessore… (suona un po’ riduttivo spessore, ma si dice così)… Galattico!
In apertura il Ciro Manna Trio che sta lavorando a un po’ tutto il disco nuovo a principiare dai titoli: X-1, X-2… E che non disdegna di presentare pezzi vecchi tipo Ciro’s Fuck. Ciro intrattiene tutti presentando i suoi pezzi che presentano un flavor rock metal ma con un tasso tecnico elevato e una pulizia esecutiva non indifferente… Da seguire!
Quindi dopo un’oretta di proposta Ciro e i suoi allegri compari lasciano il posto ai “Fantastici 3” come li ha definiti anche lui… The Aristocrats!webQG5A2728
Facciamo una torta? Prendete uno tra i migliori batteristi rock/jazz/metal in circolazione, aggiungete un bassista fusion oltremodo versatile ed un chitarrista “very well spoken” dalla indubitabile flemma british… Spruzzate il tutto da sense of humor a tratti insensatamente idiota ma divertententemente irresistibile e quindi mettetelo a cuocere davanti ad una platea affamata di rock di livello stellare: Ecco i The Aristocrats al Planet! Dall’inizio alla fine uno spettacolo veramente curato su tutti i punti di vista… E così ci ritroviamo Marco Minnemann che ci spiega come mai il pezzo successivo si chiama “OHHHH NOOOO”, Guthrie Govan (chitarra) ci spiega nella sua maniera molto british di cosa tratta “CULTURE CLASH” che da il titolo al loro ultimo disco, mentre il bassista Bryan Beller dichiara orgogliosamente la paternità di “SWEATY KNOCKERS“, e poi di nuovo Minnemann da dietro la batteria che ci illumina sul significato di “BLUES FUCKERS“, quand’ecco “LOUISVILLE STOMP” far battere il piedino a velocità vergognose…
webQG5A2701Quindi Minnemann ci parla di come abbia composto “DESERT TORNADO” (ispirata al primo tornado mai passato dalle parti di casa sua, in California!). Uno spettacolo coloratissimo e godibile al massimo grazie alla fatata resa acustica del Planet. Dicevamo, sense of humor?Provate a non ridere quando ‘sti 3 fresconi tirano fuori 2 maialini finti ed un pollo di gomma ed iniziano a strizzarli a tempo durante “GET IT LIKE THAT” (anticipata da Minneman che ci dice “questo pezzo ha delle dinamiche molto varie, ma soprattutto non sappiamo mai come va a finire quando lo suoniamo dal vivo”). E se iniziano anche a suonare? Una risata infinita. webQG5A2830L’esibizione è allibente, tecnica, feeling, divertimento sono veramente eccelsi, le dinamiche sono infinite (dalla FANTASTICA “FLATLANDS” all’assolo di batteria che non lascia prigionieri e incorpora la maggiorparte degli stili musicali contemporanei non lesinando sui più estremi), i musicisti sono persone strepitose (calorosissimo e sentito il ringraziamento finale alla crew e al manager che in pochi supportano questo esercito di tre persone nella missione di girare l’Europa… Tutti italiani, tra parentesi!) Una bellissima prima serata di apertura molto promettente per il Planet, che ci darà sicuramente motivi plurimi e reiterati per andarci a godere le bellezze della Musica, ringraziando copiosamente Guido Bellachioma!


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