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Chick Corea @ Auditorium Parco della Musica, Roma (di Silvano Annibali)

CHICK-COREADopo un’attesa che si protrae da anni, Chick Corea torna nel 2014 con un doppio album di composizioni per solo piano dal titolo, appunto, Solo Piano – Portraits. Con questo lavoro Corea tributa un omaggio ai suoi “ispiratori”, spaziando tra i grandi nomi del jazz alla musica classica, dai compositori di musica popolare a quelli di musica colta. Il concerto di sabato 10 maggio, tenuto nella Sala Sinopoli all’Auditorium di Roma, è stato un piacevole viaggio in un universo di note, dove l’artista ha potuto presentare il nuovo album, dialogando e coinvolgendo apertamente il pubblico, in un crescendo di spazi di vera e propria interazione. Il pianista ha aperto la serata con l’esclamazione: “Scusatemi davvero ma stasera ci sarò solo io e questo qui”, indicando il pianoforte sul palco”.

Nella prima parte del concerto Corea ha proposto alcuni celebri brani composti da altri pianisti e grandi autori del passato. Abbiamo potuto così ascoltare classici come How deep is the ocean di Irving Berlin, la struggente Desafinado di Antônio Carlos Jobim, il tributo a Duke Ellington con Sophisticated Lady a cui hanno fatto seguito due classici di Bill Evans: Turn Out the Stars e Waltz for Debby. Le variazioni jazz e le improvvisazioni di Chick Corea hanno poi reinventato un pezzo storico di Stevie Wonder, datato 1976, Pastime Paradise; sono approdate su una composizione originale di Chopin ed un tributo a Mozart, compositore classico del quale l’artista apprezza in particolar modo lo stile equilibrato e cristallino. Questo incredibile spaziare tra generi, epoche, stili e linguaggi molto distanti, unificati sotto il segno della libertà d’interpretazione, hanno sempre tenuto in alto la partecipazione del pubblico, al quale lo stesso Corea ha dedicato particolare attenzione presentando ogni pezzo che stava per suonare con sobria giovialità, e strappando, di tanto in tanto, qualche risata con la sua ironia.

La seconda parte del concerto si è aperta con The Yellow Nimbus, tributo al maestro del flamenco Paco De Lucia. Il brano è frutto della collaborazione avvenuta tra i due artisti negli anni ’80. A questo punto l’artista chiede al pubblico se ci sia qualcuno che suona il piano che sia disponibile ad improvvisare una jam-session a quattro mani insieme a lui; dalla galleria si fa avanti un giovane dal nome Shen e i due si mettono al piano. Il ragazzo ha del talento e Corea lo asseconda regalandoci un’esibizione di indubbia qualità. Applausi al termine dell’esibizione e complimenti al ragazzo da parte dell’artista. Si ripete la performance con un’altro “volontario”, Marco, visibilmente più emozionato del primo, l’improvvisazione assume un carattere marcatamente più ritmico e meno brillante della precedente, ma si conclude comunque felicemente tra gli applausi del pubblico. A seguire, il pianista propone una sequenza di alcune brevi composizioni, chiamate Children’s Songs, contenute nel nuovo lavoro appena pubblicato. Si tratta dell’ennesima prova della libertà espressiva di un grande maestro, che all’età di 72 anni dimostra ancora voglia di creare con l’immediatezza e la freschezza di un adolescente.

La chiusura del concerto è affidata agli spettatori: Corea suddivide il pubblico in ideali “settori” e assegna agli uomini e alle donne di ciascun settore il compito di cantare una determinata nota intonata dal suo pianoforte; lui improvvisa al piano e dirige contemporaneamente il pubblico come un direttore d’orchestra. Si prosegue poi con una seconda parte dell’improvvisazione che prevede la partecipazione del pubblico nel suo insieme al quale, mentre scandisce il tempo con il battito delle mani, viene affidato dal pianista il compito di ripetere con il canto i fraseggi ed i motivetti che lui esegue al piano.
L’ovazione finale decreta il meritato riconoscimento ad un’artista che ha attraversato la storia degli ultimi 50 anni del jazz ma che guarda al futuro con innegabile voglia di progettare, esplorare, creare, proporre, comunicare.

 

Setlist:

– How deep is the ocean
– Desafinado
– Sophisticated Lady
– Turn Out the Stars
– Waltz for Debby
– Pastime Paradise
– variazioni su Frédéric Chopin
– Mozart Goes Dancing
– The Yellow Nimbus
– jam session: improvvisazioni
– Children’s Songs (diversi brani)
– improvvisazioni con il pubblico


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