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JFK & la sua bella bionda – Le conseguenze dell’umore (Polosud Records, 2013) di Giulia Pierimarchi

Per capire l'essenza del disco c'è bisogno di proiettarsi nel percorso esperienziale del compositore del gruppo Lelio Morra (voce, chitarra, ukulele). Muovendosi di treno in treno, prima in Italia poi in Europa, in Francia cerca e trova luoghi sui cui poter costruire storie e relazioni con posti lontani attraversati nel passato nella sua città d'origine, Napoli e anche con luoghi immaginari. Questi luoghi sono le strade e le piazze, dove Lelio ha suonato e ha composto canzoni rappresentandoli con gli stessi elementi che hanno da sempre caratterizzato la sua realtà: movimento quotidiano, rumori umori e sensazioni da poter associare…

Score

CONCEPT
ARTWORK
POTENZIALITA'

Conclusione : Stradaiolo e sognatore

Voto Utenti : 0.7 ( 2 voti)

JFKPer capire l’essenza del disco c’è bisogno di proiettarsi nel percorso esperienziale del compositore del gruppo Lelio Morra (voce, chitarra, ukulele). Muovendosi di treno in treno, prima in Italia poi in Europa, in Francia cerca e trova luoghi sui cui poter costruire storie e relazioni con posti lontani attraversati nel passato nella sua città d’origine, Napoli e anche con luoghi immaginari. Questi luoghi sono le strade e le piazze, dove Lelio ha suonato e ha composto canzoni rappresentandoli con gli stessi elementi che hanno da sempre caratterizzato la sua realtà: movimento quotidiano, rumori umori e sensazioni da poter associare a storie di vita ordinaria, incontri, sentimenti vissuti.

“Fino al 2008 sono stato voce e chitarra degli Eutimìa poi a maggio 2009 ho deciso di lasciare a Napoli un po’ di cose e armato di zaino e chitarra ho puntato verso la Francia. C’era una canzone dei Beirut, Nantes, che non mi usciva dalla testa e pensai che la cosa migliore da fare era raggiungere quel posto” (così racconta Lelio ad un’ intervista rilasciata a campaniarock.it). Questa esplorazione del luogo si è rivelata determinante per l’ascolto approfondito della world music dei Beirut e di conseguenza per lo sviluppo del suono dei JFK & la sua bella bionda.

Dopo l’esperienza in Francia il ritorno a Napoli e alla realtà di tutti i giorni è come se avesse generato in Lelio un rapporto di maggiore confidenza con la città e i suoi scorci, i suoi orizzonti e le persone che la popolano. È come se ognuno di questi fattori se ammirati con il giusto approccio avessero potuto trovare un equilibrio tra il suo ambiente di provenienza e il trascorso fuori casa. Come se avessero potuto riscattare una loro armonia che poteva risolversi per Lelio in uno sviluppo armonico del suo umore e del suo benessere. E di conseguenza del suo amore nei confronti della sua dedizione.

Forma così nel 2010, proprio a seguito del suo viaggio, il progetto che lo vede con Gianmarco Libeccio (chitarra), Fabio Caliento (batteria) e la sorella Federica Morra (voce, percussioni), prendere parte a scene musicali di rilievo internazionale: Pieve Rock Festival 2010, Kestè Kontest 2011, Arè Rock Festival 2011, Neapolis Festival, Premio De Andrè, Nano Live Music Contest, festival “Nuova Musica Italiana dove vince il Premio Speciale Mogol, festival Musicultura di Macerata 2013 e il concerto di chiusura all’America’s Cup Napoli 2013. Tutti momenti che riescono a confermare il talento compositivo dei quattro e il valore espressivo dei loro componimenti.

Ne “Le conseguenze dell’umore” propongono un sound molto gradevole, combinando elementi del folk cantautorale con musica pop e indie rock a sonorità balcaniche e proprie della Francia oceanica e provenzale. Il tutto è attraversato da quel sentore etnico con atmosfere jazz-manouche e con la creatività espressiva della world music come si evince da Il pezzo dell’estate.

Presentano un album con arrangiamenti ben congegnati, melodie gentili e cadenzate e a tratti venature più raffinate. Mostrano padronanza compositiva in notevoli passaggi: il singolo d’apertura Tremo una sinfonia d’archi dalle tonalità dolci e lente che lungo il brano si rendono più allegre; le trainanti Stasera e Gente Comune, la prima una ballad dalle vivaci e spensierate sferzate surf-rock 60’s, l’altra una danza dove il riff iniziale beach’n’roll muta verso fraseggi acustici gipsy combinandosi ai colori delle percussioni e dell’ukulele hawaiani; Forse volevi ballare una malinconia allusiva ad una mondanità parigina distante dal tempo odierno interpretata da soft ed ovattati inserimenti di ottoni; Ci penso io (per la quale Tommaso Cerasuolo dei Perturbazione e Mogol si sono prestati alle liriche del testo) oltre ad essere un raffinatissimo parisian swing è anche un’ottima prova per la seconda voce del gruppo, Federica, nel riuscire con personalità vellutata e gioiosa ad interpretare le suggestioni di un’epoca impressa nel vinile di qualche chansonnier e nella voce dei grammofoni.

Questa congiunzione di suoni e fascinazioni appartenenti a tempi ed ambienti lontani è il risultato di una sensibilità artistica vivace e abbondante di riferimenti musicali, e di un mood che all’entusiasmo del girovago divagatore unisce il senso di chi non riesce a realizzare condizioni migliori dentro e sé e va alla ricerca di stimoli esterni (significativi a tal proposito sono i versi di Tremo).

Le conseguenze dell’umore è un disco che riesce ad ammaliare proprio per la sua attitudine a ricostruire quelle sensazioni sonore che Lelio e il gruppo hanno inseguito lungo il loro percorso di formazione, riflettendo sulla singole esperienze di ricerca ed esplorazione musicale e sul bagaglio di autori e di artisti di cui ne riconoscono ed assorbono il prestigio. Oltre ai Beirut, dell’attuale panorama indie abbiamo: Little Joy, The Strokes. Ma anche richiami al sound partenopeo di Renato Carosone e al jazz manouche di Django Reindhardt. E riferimenti al cantautorato di Max Gazzè, Francesco De Gregori, Jeff Buckley, Paolo Nutini

Tracklist:

01. Tremo
02. Stasera
03. Forse volevi ballare
04. Intanto
05. Ci penso io
06. La musica
07. Fruit joy
08. Gente comune
09. Il pezzo dell’estate
10. È come se

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