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MasCara – Lupi (Autoprodotto, 2014) di Stefano Capolongo

Un album che non è un concept ma che in fondo sa di esserlo. Questo è Lupi, il nuovolavoro dei giovani e lombardi MasCara. Arrivato dopo la pubblicazione dei due EP Isaac (Dicembre 2013) e Laica (Febbraio 2014), Lupi riunisce i due personaggi protagonisti degli EP e li inserisce in un nuovo prodotto, quasi fosse una pellicola. L'ambientazione è quella soffocante dell'immaginario urbano, grigio e opprimente in cui Isaac e Laica (soprav)vivono. Loro non sono altro che noi stessi, con le nostre paure quotidiane o, per meglio dire, i nostri orrori, sempre indecisi e impauriti tra l'affrontare i problemi, fuggire da un…

Score

CONCEPT
ARTWORK
POTENZIALITA'

Conclusione : Può provocare dipendenza

Voto Utenti : 4.63 ( 2 voti)

mascara-lupiUn album che non è un concept ma che in fondo sa di esserlo. Questo è Lupi, il nuovolavoro dei giovani e lombardi MasCara. Arrivato dopo la pubblicazione dei due EP Isaac (Dicembre 2013) e Laica (Febbraio 2014), Lupi riunisce i due personaggi protagonisti degli EP e li inserisce in un nuovo prodotto, quasi fosse una pellicola. L’ambientazione è quella soffocante dell’immaginario urbano, grigio e opprimente in cui Isaac e Laica (soprav)vivono. Loro non sono altro che noi stessi, con le nostre paure quotidiane o, per meglio dire, i nostri orrori, sempre indecisi e impauriti tra l’affrontare i problemi, fuggire da un ‘posto che non ti vuole più’ (Graffiti) o tornare a vedere ‘i nostri baci rubati sotto i ponti di ferro’ (Macchine da guerra). Il mal di vivere connesso alle trame estenuanti della città, che ogni tanto esplodeva nei migliori momenti dei Subsonica, ritorna spesso e volentieri nelle tracce di quest’album, cesellato tra le storie di Laica e Isaac, ben dipinte e delineate. L’umanità disegnata dai MasCara è presentata in foggia di Lupi, che nonostante consci delle dinamiche di branco,  ‘non si sanno difendere più’ (Falsa età dell’oro). Questa traccia è significativa perché mette in contatto i due personaggi ‘dovrei essere in strada a farmi male insieme a lei’ e fa scendere il ritmo generale dopo i missili iniziali fungendo da apripista per Riti ancestrali che ci porta nel dark più profondo in pieno stile Depeche Mode (quelli di Songs of faith and devotion, per intenderci).
Anche dal punto di vista strutturale, Lupi è architettato alla perfezione: tre tracce e poi Isaac; altre tre tracce e poi Laica; ancora tre e la chiusura con VIta sonica (impossibile non citare il sax di Stefano Papa). Una scansione perfettamente simmetrica degna di Wes Anderson.
Lupi è un disco che scorre veloce e che si ha subito bisogno di riascoltare dopo il primo play. Musicalmente è un prodotto molto ben riuscito, grazie anche ai grandi nomi che hanno accompagnato produzione e missaggio (Matteo Cantaluppi, Luca TacconiTommaso Colliva). Un lavoro ampio e ben strutturato, dunque, che ha portato i MasCara a reinterpretare in maniera personalissima il sound di mostri sacri come EditorsInterpolWhite Lies e una buona fetta dell’ alt britannico. Il prodotto da qui nato è la dimostrazione concreta che che il nostro idioma e il nostro sound, se ben limati, non hanno nulla da invidiare a quelli d’Albione. Menzion d’onore va rivolta al lavoro fatto alle tastiere, anime pulsanti dell’album che tallonano ogni mossa del cantante e ne disegnano il percorso. Un percorso quasi teatrale, dove vediamo l’orrore quotidiano dipinto a tinte fosche, tra persone perse in se stesse a causa di un mondo che, se non si è abbastanza forti, abbandona tutti. Le secche sferzate alle pelli ne segnano le ripetizioni e le virate. Il finale è ambiguo, aperto a più interpretazioni ‘non c’è niente di più stupido che perdere la voglia di osare il sogno di una vita’ (Vita sonica).
In Lupi l’essere umano viene ormai visto come una macchina, ma ancora pensante e vittima delle sue paure e di un ambiente che è sempre più grigio e ostile.
Una vera e propria redenzione non ci è concessa: ognuno ha i suoi demoni e per sempre sarà così.

Line-up:
Lucantonio Fusaro 
: voce, chitarra
Claudio Piperissa: chitarra
Simone Scardoni : tastiere
Marco Piscitiello : basso
Nicholas Negri: batteria

Tracklist:
1. Macchine da guerra
2. Dei per sempre
3. Cattedrali al neon
4. Isaac
5. Graffiti
6. Falsa età dell’oro
7. Riti ancestrali
8. Laica
9. Lupi
10. Barricate
11. Gocce di benzina
12. Vita sonica


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